Atrani 9 settembre: l'ennesima tragedia in Campania del fango


Fino a ieri Atrani era nota ai più come una delle perle della Costiera Amalfitana ed uno dei borghi più belli dell'Italia intera, con i suoi monumenti risalenti all'epoca d'oro della repubblica marinara di Amalfi, di cui Atrani era uno dei luoghi principali, dato che era qui che i dogi ricevevano l'investitura ufficiale.  Il violento nubifragio che ieri 9 settembre ha colpito la Campania ha creato i presupposti affinchè avvenisse, nella tarda serata di ieri, l'ennesima tragedia legata al dissesto idrogeologico ed alla particolare conformazione geologica delle zone costiere della nostra amata regione.  Allorquando nel novembre passato avvenne qualcosa di simile a Ischia, il mio commento fu quasi un grido di vendetta contro quanti sono soliti costruire abusivamente ville e palazzi, contro quanti non controllano a dovere lo stato dei luoghi, contro quell'abitudine italica che alla prevenzione preferisce la ricostruzione post tragedia.  Non so bene - le notizie sono ancora troppo poche e non sono stati fatti sopralluoghi- se quanto accaduto ad Atrani, se quella ragazza di 25 anni dispersa e quel fiume di fango che ha sepolto un paesino magnifico è in qualche modo riconducibile all'azione scellerata dell'uomo,  quel che è certo è che manca - purtroppo - un reale sistema di controllo dei luoghi a rischio.  Sarebbe auspicabile che la protezione civile tornasse ad occuparsi dei reali problemi della nostra nazione invece che impegnare risorse, umane e non, nell'organizzazione di grandi eventi, con tutte le conseguenze oramai note.   Sarebbe auspicabile che ogni estate vengano istituite task force realmente funzionali e funzionanti per evitare che gli incendi vadano a danneggiare i naturali argini contro gli smottamenti.  Sarebbe importante  conoscere lo stato degli argini e dei letti di tutti i fiumi e torrenti della nostra zona, onde evitare che possano esondare.  In poche parole... quel che serve a tutti noi è una chiara e valida campagna di prevenzione contro i disastri naturali.  Per non dover tornare ogni anno, alla prima pioggia, a contare i danni e le vittime di disastri annunciati.

Il video su youtube realizzato da partenopress:


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