Villa Matilde: produrre vino rispettando l'ambiente - presentazione progetto Villa Matilde emissioni zero


Uva dal vigneto vicino alla sede di Villa Matilde
 Trovare il giusto punto di incontro fra il rispetto delle tradizioni agricole e l'innovazione tecnologica è qualcosa di complesso, di non semplice attuazione e che spesso richiede scelte coraggiose ed investimenti ingenti. In provincia di Caserta, a Cellole, c'è chi da oltre un anno ci sta provando: Villa Matilde, famosissima in Campania e fuori per l'ottima produzione di vini dal Falerno del Massico alla falanghina.
Si è tenuta il 5 ottobre 2010, presso la sede della casa vitivinicola Villa Matilde, la presentazione dei primi risultati del progetto "Villa Matilde - emissioni zero", attraverso il quale la rinomata azienda di vini prevede di diventare energeticamente autosufficiente  e di ridurre sensibilmente le emissioni di CO2 in atmosfera dovute alla propria linea di produzione grazie ad una serie di interventi strutturali.
pannelli solari sui tetti delle cantine
In tal senso è stato studiato infatti un approccio integrato che preveda la produzione di energia elettrica da fonti rinnovabili (fotovoltaico più biomasse), il miglioramento dell'efficienza energetica delle strutture al fine di ridurre i costi legati alla climatizzazione, il recupero delle acque reflue per risparmiare acqua, la sostituzione progressiva del parco veicoli esistente con auto e mezzi agricoli alimentati a biodiesel o elettrici . Interventi volti a salvaguardare l'ambiente di tale importanza non possono prescindere dal pieno rispetto dei processi e dei tempi dettati dalle tradizioni familiari nella raccolta delle uve e nella produzione del vino.
Salvatore Avallone, titolare dell'azienda insieme alla sorella  Maria Ida,  su tale argomento è stato  infatti chiaro: il rispetto dei naturali tempi di crescita e sviluppo delle piante è di fondamentale importanza per ottenere un prodotto di qualità, così come evitare, a meno di circostanze eccezionali, l'utilizzo di concimi e sostanze che non siano naturali e legate ai metodi tradizionali.
Se da una parte i 339 pannelli solari in silicio policristallino sono già funzionanti da alcune settimane, per realizzare l'intero sistema integrato di interventi volti a ridurre notevolmente l'impatto ambientale dell'azienda in termini di consumo di acqua e di emissioni in atmosfera di CO2 ci vorrà ancora tempo, anche se le premesse sono confortanti.
Chi abbia la possibilità di visitare approfonditamente Villa Matilde, oltre a soffermarsi sui luoghi più caratteristici quali le bottaie o il ristorante all'interno del quale sono servite pietanze tipiche del repertorio culinario casertano, potrà notare come gli interventi strutturali ed i nuovi impianti sono stati studiati e realizzati in modo tale da avere il minimo impatto non solo ambientale ma anche visivo: i pannelli sono completamente integrati sui tetti, i nuovi impianti realizzati all'interno di strutture già esistenti.
Il rispetto della natura, per chi di natura vive, deve essere qualcosa di imprescindibile e di fondamentale importanza ed è auspicabile che nel futuro siano in tanti a seguire l'esempio della famiglia Avallone e della loro azienda ad emissioni zero.

Per un più ampio resoconto del convengo tenutosi alla presenza della stampa si rimanda ad un  intervento che verrà presto pubblicato su "Quelli di ingegneria meccanica".


Fabrizio Reale Web Developer

Napoletano, ingegnere, ricercatore, blogger, fotografo... che altro?

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