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Elezioni regionali in Campania: chi ha vinto e chi ha perso.

Questo intervento è stato aggiornato il 30 marzo.  

Comunque vada a finire il conteggio delle schede elettorali, dai primi dati  riguardanti l'affluenza alle urne che arrivano direttamente dal Viminale appare evidente che da questa tornata l'intera classe politica italiana, campana in particolare, esca sconfitta: il messaggio degli elettori è chiaro, semplice, cristallino... non si fidano dei politici e politicanti di turno. Già diversi giorni fa avevo sottolineato quanto il risultato elettorale fosse incerto a causa dell'alto numero di indecisi (dal 30 al 35% nei sondaggi), dai dati diffusi ieri sera risulta che meno del 43.4% dei cittadini residenti in Campania si è recato alle urne nel primo giorno disponibile, mentre dai primi dati pubblicati dopo le 15.00 sul sito del Viminale pare che poco più di un napoletano su due abbia votato.


Edit serale: qualche considerazione sul voto in Campania
Nel corso del pomeriggio si sono alternati exit poll (l'unico, dell'IPSOS, aveva previsto un distacco di soli 3 punti percentuali fra Caldoro e de Luca) e diverse proiezioni, dalle quali si è fin dalle ore 17.00 compreso che il candidato del centro destra avrebbe vinto e che il divario fra i due principali contendenti sarebbe stato superiore a dieci punti percentuali, sulla falsariga dei risultati delle ultime elezioni politiche del 2008 e di quelle europee dell'anno scorso. 

Va sottolineato che in Campania si è recata a votare pressochè la stessa percentuale di elettori che a giugno aveva espresso una propria preferenza per le elezioni al parlamento europeo, in genere cenerentola elettorale per quanto riguarda l'affluenza alle urne.   Lo schieramento che appoggiava Caldoro allora prese il 56.3% nel suo complesso, mentre quello che appoggiava De Luca si fermò a 38.3%.  Oggi, a  un terzo dello scrutinio completato ( 1414/5800 sezioni) le percentuali riguardanti i candidati principali non si discostano di molto da quelle raggiunte nel giugno scorso: 53.9 % per Caldoro e 43.5% per De Luca, anche se alla fine dei conti, conterà molto anche quanti elettori di pdl o udc avranno optato per il voto disgiunto.  Che il grande vincitore di questa tornata elettorale sia Caldoro e che lo schieramento di centro destra abbia la maggioranza assoluta è evidente, anche se solo domani potranno essere fatte considerazioni su quali siano i partiti che hanno perso, quali hanno sostanzialmente "mantenuto la posizione" e quali abbiano ottenuto un incremento di preferenze.

Edit 30 Marzo -->  clicca qui per proseguire la lettura con l'analisi su chi ha vinto e chi ha perso in provincia di Napoli, con i nomi dei candidati eletti


NB
Quanto segue fa parte della prima versione di questo intervento, letto da oltre 750 persone, pubblicata nel primo pomeriggio.

Per quanto riguarda i primi exit poll e le prime proiezioni, appena saranno disponibili dati che abbiano un valore statistico, provvederò ad aggiornare questa pagina ed a indicare, al di là di quanto asserito poco più sopra, una valutazione su chi ha vinto e chi ha perso in questo weekend di fine marzo.

Primo exit poll IPSOS : Caldoro 49.6 % , De Luca 46.5%
Prima proiezione EMG-RAI (ore 17.00)  Caldoro 55.7% , De Luca 41.7%
Ultima proiezione  EMG-RAI  Caldoro 57.4% , De Luca 39.5%

In base ai numeri sopra esposti, si sta delineando un'ampia vittoria di Stefano Caldoro ai danni di Vincenzo de Luca.
A fine spoglio questo post verrà aggiornato con valutazioni sui dati finali.


Riporto di seguito alcuni link utili per seguire lo spoglio in diretta e l'aggiornamento delle proiezioni:

Aggiornamenti in diretta (dalle ore 15.00):

I dati riguardanti l'affluenza alle urne (ufficiali - Viminale)

Chi vincerà le elezioni in Campania? Nei sondaggi tanti indecisi

Grafico riassuntivo sondaggi Campania 2010
A prescindere da chi vincerà le prossime elezioni regionali  2010 in Campania, è interessante notare come la percentuale di indecisi o di non votanti dichiarati in tutti i sondaggi commissionati dai principali quotidiani e siti web sia enorme e quasi sempre preponderante.  In tutti i sondaggi almeno il 30% degli intervistati dichiara di essere ancora indeciso su chi votare o che non si recherà alle urne.  Le percentuali di preferenze che vengono pubblicate sui quotidiani non tengono conto di questo enorme fattore, il che comporta forchette fortemente differenti rispetto alle reali risposte degli intervistati. Uno dei pochi sondaggi in cui appare una tabella riassuntiva globale, con le risposte non al netto degli indecisi /non votanti è quella di Ipsos: il risultato reale del sondaggio è 30% indecisi/non votanti, 30% Caldoro, 36% De Luca, 4% Ferrero.  Come evidente, il popolo degli indecisi, qualora decida di recarsi alle urne, potrà far pendere la bilancia verso un candidato o l'altro.  A parte il sondaggio Ipsos, in tutti gli altri casi la maggioranza relativa degli intervistati dichiara di non sapere per chi votare o di non sapere se si recherà a votare !!!!  Di seguito sono riportate due tabelle, la prima con i dati delle preferenze al netto degli indecisi, come appaiono sui quotidiani, la seconda con i dati reali delle interviste, tenendo conto che il classico "non so" o "non voto" è una risposta importante.
I dati dei sondaggi sono presi da "Sondaggi Politico elettorali.it", organo di informazione della Presidenza del Consiglio dei Ministri.


SWG 11/03 DIGIS  IPSOS Spincon Crespi 4/3
Indecisi 21.0% 35.0% 30.0% n.p 35.0%
Non voto 13.0%

n.p
100% su  66.0% 65.0% 70.0% n.p 65.0%
Caldoro 48 - 51% 50.5% 44.0% 49.5% 53.0%
De Luca 43 - 46% 45.0% 51.0% 47.1% 47.0%
Ferrero 2.5 - 3.5% 3.0% 5.0% n.p n.p
Fico 2 - 3% 1.5% n.p n.p n.p
Giliberti 0.3 - 0.8% n.p n.p n.p n.p

Volendo fare le cose per bene, a differenza dalla prassi, il risultato reale dei sondaggi è quello seguente: (in quasi tutti i casi stravince il "non so"). Nel caso del sondaggio SWG sono stati presi i dati medi della forchetta.



SWG 11/03 DIGIS  IPSOS Spincon Crespi 4/3






Indecisi 34.0% 35.0% 30.0% n.p 35.0%
Caldoro 32.7% 32.8% 30.8% 49.5% 34.5%
De Luca 29.4% 29.3% 35.7% 47.1% 30.6%
Ferrero 2.0% 2.0% 3.5% n.p n.p
Fico 1.7% 1.0% n.p. n.p n.p
Giliberti 0.3% n.p n.p n.p n.p

edit 29 Marzo:
questa pagina era stata oscurata nei giorni scorsi in quanto i sondaggi presenti sul portale dei sondaggi italiani erano stati oscurati, come da legge riguardante  la presenza di sondaggi elettorali nelle due settimane precedenti  le elezioni nei mezzi di informazione.

Aggiornamento: chi ha vinto e chi ha perso in Campania (diretta elettorale attraverso i vari siti di informazione)

Elezioni regionali in Campania: rifiuti e nucleare, due domande all'on. Caldoro

In occasione della videochat andata in onda su corriere.it,  ho posto due domande su temi ambientali all'onorevole Caldoro, candidato alla presidenza della Regione Campania di un ampio schieramento di centro destra.  Essendo, per ovvie ragioni, il sottoscritto molto legato alle tematiche energetiche ed ambientali,  le due domande poste riguardavano da una parte la gestione dei rifiuti e dall'altra la scelta del governo di tornare al nucleare.

La prima domanda era:
Energia e ambiente: rifiuti e termovalorizzatori
Il problema della gestione dei rifiuti è ancora lontano da una soluzione, essendo operativo un solo termovalorizzatore ed essendo state riaperte durante l'emergenza diverse discariche. Come prevede di incentivare la raccolta differenziata e dove pensa che debbano essere costruiti nuovi termovalorizzatori?
La risposta data dal candidato è sintetizzata così nell'articolo del corriere:
«Siamo usciti dall'emergenza grazie alla faccia di Berlusconi. Termovalorizzatori? Forse ci sarà bisogno di altri impianti. Uno a Salerno, poi forse a Napoli e Caserta. La differenziata: bisogna prendere le migliori esperienze locali e dire ai sindaci: fate come questi comuni».
La seconda domanda fatta è stata:
energia e ambiente: il nucleare in Campania
Qualora, come già accaduto in passato, vengano individuati siti adatti alla costruzione di una centrale termonucleare in Campania, lei come si porrà? E' favorevole o contrario? Come pensa di gestire in caso in cui sia favorevole il problema enorme dello stoccaggio delle scorie?
La risposta, in sintesi, relativa solo alla prima parte della domanda, dato che non è stata letta la seconda parte:
«È una scelta strategica europea. Le centrali sono già sulle Alpi, quelle francesi, non controllate da noi. Il nucleare lo abbiamo già in casa. Poi la Campania è sempre stata scartata per ragioni sismiche. Ma è una questione da affidare ai tecnici».
Sinceramente per quanto riguarda la gestione del problema rifiuti, mi sarei aspettato qualcosa di più di un " cari sindaci fate come quelli virtuosi", ovvero proposte valide in termini di incentivi per quei comuni che riescano in breve tempo ad incrementare notevolmente la raccolta differenziata in termini di percentuale sul totale dei rifiuti prodotti.  Che siano poi necessari altri termovalorizzatori, penso sia ovvio e condiviso da tutte le parti politiche, in quanto trasformano la "monnezza" in fonte energetica con risparmi in termini economici e di inquinamento.  
Per quanto riguarda il nucleare, le idee del candidato, già espresse sul proprio sito, sono del tutto differenti da quelle del sottoscritto.  Innanzitutto non è vero che la Campania "è sempre stata scartata" in quanto è noto che fino agli inizi degli anni '80 era operativa nel comune di Sessa Aurunca una delle quattro centrali nucleari italiane, la centrale elettronucleare del Garigliano.   Che poi sia una scelta strategica europea, questo è opinabile almeno per quanto riguarda il futuro e non il passato. I costi di realizzazione e di messa in sicurezza di una centrale nucleare sono enormi, così come enormi sono i costi di dismissione delle centrali vetuste e di  stoccaggio delle scorie nucleari, che restano radioattive e fortemente inquinanti per centinaia di anni.  Del resto è noto a tutti che ancora oggi paghiamo i costi di dismissione di centrali chiuse oltre venti anni fa nella nostra bolletta energetica (componenti A2 e MCT, pari a circa il 22% del totale degli oneri di sistema per l'utente domestico tipo).   L'Italia, a differenza di altri paesi europei, per conformazione geografica e demografica non ha luoghi dove stoccare in sicurezza e lontano da centri abitati le scorie nucleari ( il caso recente di Scanzano Ionico lo dimostra).
Mi ripropongo di riproporre le stesse domande anche agli altri candidati, allorquando vengano proposte altre videochat utili ed interessanti come quella proposta dal  Corriere.it.
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