Visualizzazione post con etichetta fonti rinnovabili. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta fonti rinnovabili. Mostra tutti i post

Pale eoliche e paesaggio

pale eoliche e case abbandonate - Puglia


Al confine fra Campania e Puglia c'è uno dei più grandi parchi eolici in Italia: energia pulita, rinnovabile, senza emissioni ed a un costo tutto sommato contenuto.  Mentre in Nord Europa si investe tantissimo per realizzare anche piattaforme off-shore (in mare) ed ottenere energia pulita mediante enormi pale eoliche, in Italia l'energia eolica è talvolta vista con "sospetto" e quasi con avversione da associazioni storicamente impegnate in difesa di ambiente e paesaggio, a causa soprattutto dell'impatto visivo che hanno questi giganteschi eredi dei mulini a vento.  Al di là di vicende di cronaca "nera" slegate dalla tipologia di fonte energetica in sè, colpisce la posizione di Italia Nostra e la presenza di comitati per il "NO" all'eolico o alle rinnovabili ogni volta che si deve avviare la procedura per costruire nuovi generatori eolici, al Nord come al Sud (esiste persino un "Comitato Nazionale contro Fotovoltaico ed Eolico nelle aree verdi e naturali." ). 
Di sicuro, va scritto, esistono delle realtà paesaggistiche da tutelare così come andrebbe studiato per bene come ridurre al minimo l'impatto ambientale che i generatori eolici hanno sugli uccelli migratori che spesso impattano contro le pale dei generatori (per tal motivo anche la LIPU figura spesso fra le associazioni contro l'eolico).  Di certo però è indubbio che lo sfruttamento dell'energia eolica, oltre ad avere origini antichissime, ha un rapporto "costi/benefici" per l'ambiente, la natura e l'uomo altamente conveniente, soprattutto se confrontato con le conseguenze che le tradizionali fonti energetiche hanno sia sull'ambiente che sul paesaggio. Fra l'altro non sempre un generatore eolico peggiora il paesaggio, soprattutto se costruito in zone poco densamente abitate e poco sfruttate da un punto di vista agricolo.

Va ricordato, infine, che le fonti rinnovabili di energia rappresentano un patrimonio per il Sud Italia, del resto, guardando la distribuzione dei grandi impianti eolici in Italia (fonte Legambiente), si può notare come questi siano in massima parte concentrati al Sud, fra Campania, Puglia e Sicilia.
La fotografia scattata a circa 10 km da Candela (Puglia) verrà pubblicata anche su fotografiareale e l'argomento verrà nuovamente ripreso sul blog tecnico dell'autore.

M'illumino di Meno 2011: le iniziative a Napoli per il 18 febbraio 2011


Anche per questo 2011 la nota trasmissione Caterpillar (Radio2 Rai) ha invitato amministrazioni locali e cittadini tutti a partecipare alla campagna di sensibilizzazione per il risparmio energetico denominata "M'Illumino di Meno", che si terrà domani 18 febbraio 2011.  Per festeggiare anche in tale occasione i 150 anni dell'unità d'Italia, è proposto sul sito di Caterpillar  "contestualmente agli spegnimenti simbolici, accensioni originali di luci pulite a tema tricolore. Turbine, lanterne, Led o biciclette, che alimentino tricolori luminosi su tutto il territorio nazionale. Impariamo a risparmiare, a produrre meglio e a pretendere energia pulita per tutti".

Per quanto riguarda le iniziative organizzate all'interno del territorio comunale della città di Napoli,  va segnalato che domani 18 febbraio alle ore 18.00 saranno spente tutte le luci del Maschio Angioino e che è stato allestito in Piazza Dante un infopoint con "esposizioni innovative sul risparmio energetico" da parte delle società che hanno aderito all'EnergyMed che si terrà alla Mostra d'Oltremare, come oramai di consueto, in aprile 2011. 

E' prevista anche una "ciclo passeggiata tricolore" da Piazza Dante a Piazza Plebiscito organizzata dall'associazione Cicloverdi-FIAB e dai ciclisti del movimento Critical Mass con incontro alle ore 17.00 e partenza alle ore 18.00 dopo che su ogni bicicletta sarà applicata una piccola bandiera tricolore.

Aironi e pale eoliche, energia pulita ed ambiente... il connubio ideale

Aironi cinerini e pale eoliche - Cassino, ottobre 2010
Una fotografia, per quanto di non eccelsa qualità, può spesso riassumere concetti ed idee meglio di intere pagine di un'enciclopedia. Il messaggio della fotografia scattata nelle campagne di Cassino alcuni giorni fa, a poca distanza dal fiume Gari, è abbastanza semplice e chiaro:  l'energia eolica rispetta l'ambiente. 
Il volo di due aironi cinerini (accetto suggerimenti sul tipo di uccello da esperti o appassionati di ornitologia) con sullo sfondo una wind farm (fattoria eolica) rappresenta il facile connubio fra la necessità di salvaguardare l'ambiente e la natura e quella di produrre energia elettrica. Nonostante l'energia eolica sia fra quelle maggiormente convenienti economicamente e di più facile installazione, nonostante sin dai tempi più antichi l'energia del vento sia stata trasformata in modo tale da essere utilizzata per macinare il grano od altro,  negli anni passati questi impianti hanno trovato troppi intoppi e diversi nemici (addirittura fra i verdi e gli ambientalisti).  La speranza è che si voglia investire sempre di più in modo tale da poter vedere un numero di "mulini a vento" (magari esteticamente sempre migliori e con minor impatto in termini di rumorosità rispetto ai modelli di dieci anni fa) che sia sempre maggiore.
Per approfondimenti sulle fonti rinnovabili e sui sistemi di produzione di energia in genere rimando al mio blog dedicato al mondo dell'ingegneria, dei motori e dell'energia.

Villa Matilde: produrre vino rispettando l'ambiente - presentazione progetto Villa Matilde emissioni zero

Uva dal vigneto vicino alla sede di Villa Matilde
 Trovare il giusto punto di incontro fra il rispetto delle tradizioni agricole e l'innovazione tecnologica è qualcosa di complesso, di non semplice attuazione e che spesso richiede scelte coraggiose ed investimenti ingenti. In provincia di Caserta, a Cellole, c'è chi da oltre un anno ci sta provando: Villa Matilde, famosissima in Campania e fuori per l'ottima produzione di vini dal Falerno del Massico alla falanghina.
Si è tenuta il 5 ottobre 2010, presso la sede della casa vitivinicola Villa Matilde, la presentazione dei primi risultati del progetto "Villa Matilde - emissioni zero", attraverso il quale la rinomata azienda di vini prevede di diventare energeticamente autosufficiente  e di ridurre sensibilmente le emissioni di CO2 in atmosfera dovute alla propria linea di produzione grazie ad una serie di interventi strutturali.
pannelli solari sui tetti delle cantine
In tal senso è stato studiato infatti un approccio integrato che preveda la produzione di energia elettrica da fonti rinnovabili (fotovoltaico più biomasse), il miglioramento dell'efficienza energetica delle strutture al fine di ridurre i costi legati alla climatizzazione, il recupero delle acque reflue per risparmiare acqua, la sostituzione progressiva del parco veicoli esistente con auto e mezzi agricoli alimentati a biodiesel o elettrici . Interventi volti a salvaguardare l'ambiente di tale importanza non possono prescindere dal pieno rispetto dei processi e dei tempi dettati dalle tradizioni familiari nella raccolta delle uve e nella produzione del vino.
Salvatore Avallone, titolare dell'azienda insieme alla sorella  Maria Ida,  su tale argomento è stato  infatti chiaro: il rispetto dei naturali tempi di crescita e sviluppo delle piante è di fondamentale importanza per ottenere un prodotto di qualità, così come evitare, a meno di circostanze eccezionali, l'utilizzo di concimi e sostanze che non siano naturali e legate ai metodi tradizionali.
Se da una parte i 339 pannelli solari in silicio policristallino sono già funzionanti da alcune settimane, per realizzare l'intero sistema integrato di interventi volti a ridurre notevolmente l'impatto ambientale dell'azienda in termini di consumo di acqua e di emissioni in atmosfera di CO2 ci vorrà ancora tempo, anche se le premesse sono confortanti.
Chi abbia la possibilità di visitare approfonditamente Villa Matilde, oltre a soffermarsi sui luoghi più caratteristici quali le bottaie o il ristorante all'interno del quale sono servite pietanze tipiche del repertorio culinario casertano, potrà notare come gli interventi strutturali ed i nuovi impianti sono stati studiati e realizzati in modo tale da avere il minimo impatto non solo ambientale ma anche visivo: i pannelli sono completamente integrati sui tetti, i nuovi impianti realizzati all'interno di strutture già esistenti.
Il rispetto della natura, per chi di natura vive, deve essere qualcosa di imprescindibile e di fondamentale importanza ed è auspicabile che nel futuro siano in tanti a seguire l'esempio della famiglia Avallone e della loro azienda ad emissioni zero.

Per un più ampio resoconto del convengo tenutosi alla presenza della stampa si rimanda ad un  intervento che verrà presto pubblicato su "Quelli di ingegneria meccanica".


L'energia del futuro è rinnovabile e pulita, altro che nucleare...

Centrale solare fotovoltaico di Serre (SA) - 2004

Il progresso continuo dell'umanità porta ad una sempre più crescente richiesta di energia e di conseguenza ad affrontare in maniera più o meno diretta tutte le problematiche riguardanti la trasformazione di fonti di energia primaria in energia elettrica e termica adatte ai nostri scopi.  Se il presente, a meno di scellerate azioni politiche, si chiama generazione distribuita di energia, il futuro ha dalla sua parole chiave come energia solare, energia eolica, energia maremotrice, energia pulita dalle biomasse e dai rifiuti solidi urbani.   E' evidente infatti che solo investendo in fonti rinnovabili e pulite sarà possibile garantire un futuro a noi ed alle nuove generazioni, alle quali dovremo consegnare un pianeta vivo e vivibile.   E' pazzesco pensare che si voglia tornare ad investire sul nucleare nel XXI secolo,  senza che siano ancora stati risolti i noti problemi relativi allo stoccaggio delle scorie radioattive, per il cui smaltimento pagheremo noi, i nostri figli ed i nostri pronipoti . Sfruttare la fissione atomica è un concetto arretrato, che comporta enormi spese che raramente vengono conteggiate dai politici, i quali decidono pensando al massimo alla legislatura in corso ed a quella successiva: come molti non sanno ancora oggi paghiamo (e pagheremo per decenni ancora) le spese di dismissione e messa in sicurezza delle quattro centrali nucleari che erano attive in Italia fino alla metà degli anni '80. Come molti non sanno chi investe nel nucleare ha a disposizione terreni sconfinati e desertici, lontani centinaia di miglia dalle abitazioni civili, dove stoccare le scorie nucleari. In Italia, che per conformazione geografica e per l'alta densità abitativa non ha  luoghi adatti allo stoccaggio, chi mai vorrebbe avere a poche centinaia di metri  da casa propria o da una falda acquifera un deposito radioattivo?
©2009-2026 Fabrizio Reale
I testi e le immagini pubblicati sul sito, salvo dove espressamente indicato, sono di proprietà dell'autore del blog. Tutti i diritti sono riservati.
E' vietato l'utilizzo delle fotografie pubblicate senza esplicita autorizzazione da parte dell'autore.
Per quanto riguarda i contenuti testuali, è possibile l'utilizzo per fini non commerciali a patto di citare correttamente il nome dell'autore e la fonte, con link al post utilizzato.
____
Il blog non rappresenta una testata giornalistica,
in quanto viene aggiornato senza nessuna periodicità.
Non può pertanto considerarsi un prodotto editoriale ai
sensi della legge n°62 del 7/3/2001