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Il vecchio molo di Napoli che portava alla lanterna riemerge durante i lavori della metro di piazza Municipio


Riaffiorano i ricordi del vecchio molo di Napoli, quello che conduceva all'antica lanterna ed ancora fu immortalato da Giorgio Sommer sul finire del XIX secolo. Si notano ancora sia la pavimentazione del tratto più in basso, vicino al mare, laddove le barche e le navi ormeggiavano attaccando le funi alle grandi bitte in pietra, sia la suddivisione fra questa parte, prossima al livello del mare, e quella relativa al molo vero e proprio, sul quale passavano carri e persone. Come visibile ammirando il panorama dalla torre del Beverello l'area di scavo è abbastanza ampia. 

Dall'archivio su wikimedia commons di immagini di G. Sommer su Napoli


Il Cerriglio, le antiche scalinate ed il porto piccolo di Napoli, il futuro Mandracchio...


Prima di scrivere delle scalette che collegavano l'antico porto di Napoli al centro della città, entro le cinta murarie, bisogna tornare indietro nel passato, ad oltre 1000 anni fa ed ancora più indietro nel tempo.  Sin dall'antichità Napoli aveva due porti, uno grande, situato in zona piazza Municipio (testimonianza dell'esatta collocazione di epoca greco-romana il ritrovamento delle navi durante gli scavi per realizzare la stazione metro di piazza Municipio) ed uno più piccolino, una sorta di porto di pescatori, noto come "mar ad Arcina", quello che poi nei secoli sarebbe stato definito un "mandracchio", termine che avrebbe poi avuto nel corso dei secoli un'accezione negativa, come di luogo malfamato.
Mandracchio:  "...specchio d'acqua piccolo e chiuso, riservato in alcuni porti a stazione di lance, di chiatte, di barche e, in genere, di bastimenti minuti, nel quale essi erano quindi radunati come in mandra, e in maniera da ingombrare il minore spazio possibile, senza intralciare le manovre e gli attracchi delle navi maggiori." da Enciclopedia Treccani
Per cercare di immaginare come fosse questo porto piccolo, si può partire dalle fotografie dell'archivio fotografico Parisio.  Ancora nei primi anni '30 del XX secolo vi era un'insenatura, da lì a poco insabbiata e ricoperta, nota come Mandracchio. Sorgeva, come si può notare, a pochissima distanza dalla chiesa di Santa Maria di Porto Salvo, eretta dai pescatori.  A testimoniare la colmata, il livello della chiesa, più basso rispetto a quello dell'attuale via Marina, contrariamente a quello della fontana della Maruzza, opera del XVI secolo, che per l'occasione fu smontata e rialzata.
Il Mandracchio di Napoli - dal sito dell'archivio fotografico Parisio
Tornando a ritroso nei secoli, però, il porto piccolo si trovava abbastanza più all'interno, con la spiaggia che arrivava a lambire l'attuale palazzo della Borsa, fin sotto le imponenti mura volute da Valentiniano nel V secolo, di cui è testimonianza sotto certi aspetti la grandezza delle pareti dell'insula di Santa Maria la Nova. Il livello della strada nel VII - VIII secolo doveva poi essere di alcuni metri inferiore, come testimonia la cappella paleocristiana di Sant'Aspreno.
 Ecco, ora che il quadro è più o meno completo, si può ricostruire ed immaginare con la mente cosa appariva davanti ai pescatori che andavano ad ormeggiare al mar ad arcina, dopo un'intensa giornata di lavoro: una spiaggia, una chiesa, un borgo di pescatori e sopra la città, dominata da mura e costruzioni imponenti.  Come un qualsiasi altro paesino costiero della zona, come Positano o Amalfi, dalla spiaggia si diramavano una serie di strette viuzze e scalinate, rigorosamente pedonali, che portavano in modo più o meno tortuoso direttamente nel centro della città.
Più o meno modificate nel corso dei secoli, simili a come apparivano nei primi secoli del secondo millennio d.C., ancora oggi è possibile percorrere almeno tre di questi percorsi: il pendino Santa Barbara, calata Santi Cosma e Damiano e quello meno noto, nascosto fra i palazzi, quasi dimenticato, protetto da archi e contrafforti, i gradini di Piazzetta noti anche come gradini del Cerriglio (il cui percorso attraversa la parte bassa senza portare su nella parte alta della città... almeno da qualche secolo). Come ci si aspetta da tutti i luoghi di passaggio posti a ridosso delle attività portuali, nel corso dei secoli queste stradine sono state testimoni di zuffe ed attività illecite, luoghi malfamati decantati e frequentati da artisti e letterati. 
L'ingresso della locanda del Cerriglio, gradini della piazzetta

A ridosso di piazzetta di Porto, proprio sotto Santa Maria la Nova, la zona del Cerriglio doveva apparire come un insieme di palazzi e vicoletti stretti, tortuosi, con locande e taverne, un po' come sta tornando ad essere ora, con l'apertura della Baccalaria e quella della locanda del Cerriglio, nel luogo originario dove veniva servito da mangiare e da bere a cavallo fra XVI e XVII secolo ai vari Basile e Caravaggio.  Fu proprio qui, nel 1609,  che la tumultuosa vita del grande pittore rischiò di terminare,  dato che Michelangelo Merisi fu ferito e sfigurato in volto da una coltellata.  Ancora nell'immediato dopoguerra il pendino Santa Barbara godeva di pessima fama, dato che nel suo "la Pelle" Curzio Malaparte faceva alloggiare le "nane" proprio nei bassi che si affacciano sull'antica gradinata.


Anche calata Santi Cosma e Damiano collega il centro antico (largo Banchi Nuovi) al sedile di Porto, fra scalinate e stretti vicoli. In uno dei vicoli laterali si trova quel che resta del nobiliare palazzo Melofioccolo, oggi in pieno degrado.



Napoli: molo Beverello panorama a 120°


Molo Beverello visto da un aliscafo in fase di attracco, quando ancora la città è lenta al risveglio e le acque del porto sono smosse dai primi aliscafi in partenza.  Nella fotografia panoramica a 120° si possono notare sia i tanti aliscafi pronti a portare i turisti a Ischia, Capri e Sorrento (file enormi a prima mattina quando in porto c'è già qualche nave da crociera), sia il fumo nero che costantemente cacciano le navi GNV che collegano Napoli a Palermo, sia alcuni simboli di Napoli: il palazzo reale, Castel Nuovo, la cupola della galleria Umberto.  Inconfondibili si riconoscono anche l'hotel Romeo ed il grattacielo dell' NH Ambassador. 

La crisi del porto di Napoli: sempre meno portacontainer e navi da crociera

Una porta container al largo dei Faraglioni di Capri
Il porto di Napoli attrae sempre meno ed oramai è ad un passo dalla crisi. Dopo l'abbandono dello scalo partenopeo da parte della Linea Messina, che ha spostato il proprio terminal d'attacco dei portacontainer nella vicina Salerno, l'annunicio di queste ore è che anche il colosso asiatico COSCO rinuncerà a Napoli come scalo, in quanto non attrezzato per le enormi e più recenti navi portacontanier di cui il gigante dei trasporti marittimi si è dotato. In base a quanto si apprende dai giornali il solo abbandono di COSCO porterà una riduzione di oltre un terzo degli approdi nel settore dei portacontainer.  Se a questo si aggiunge anche un calo nel settore delle crociere e la precaria situazione della gestione del porto di Napoli, fra scandali e commissariamenti, appare evidente che oramai il porto partenopeo sia da considerarsi in profonda crisi.

Buongiorno da Napoli - il porto prima dell'alba

la darsena Acton poco prima dell'alba

La darsena Acton poco prima dell'alba, quando la città è ancora semi deserta, permette emozionanti reflections dato che non vi è moto ondoso legato alla presenza nel vicino molo Beverello di aliscafi e simili... 
Correre all'interno del porto e fino al lungomare di prima mattina permette di notare figure che normalmente sfuggono all'attenzione, come anziani pescatori con la loro canna da pesca e tutta l'attrezzatura pronta accanto alla sediolina ed al contempo di ammirare il lento ingresso in porto di una gigantesca nave da crociera.   Buongiorno da Napoli !

PS
fotografia scattata con macchina fotografica compatta

Il porto di Napoli - fotografie e cenni storici

Le due "Queen" della Cunard ormeggiate alla stazione marittima di Napoli
Nell'ambito del progetto "guida fotografica di Napoli" si pubblica volentieri il contributo di Carlo Mirante, apprezzato blogger fra i più noti per quanto riguarda il mondo delle navi da crociera - pazzoperilmare il nome del suo frequentatissimo blog - che a Napoli ha dedicato anche un libro fotografico dal titolo "Napoli e Navi", oltre 80 pagine di fotografie che riassumono l'importanza dello scalo partenopeo nel mondo crocieristico.

Il porto di Napoli - mini guida e cenni storici
Il porto di Napoli ha una lunga storia che tutt'oggi continua. La sua fondazione risale nel IX secolo a.C con la colonizzazione greca (il porto greco è stato di recente ritrovato durante gli scavi della metropolitana) e nel 475 fu fondata Neapolis, ovvero la "città nuova".
Inizialmente, il porto era uno scalo militare greco-romana, ma ben presto si aprì ai traffici marittimi assumento una notevole importanza nel Mediterraneo.
la Costa Serena entra nel porto di Napoli
Con la dominazione normanna, il porto di Napoli ebbe grande risalto. Nel 1164 fu l'unica, tra le città marittime italiane a far parte della Lega della Compagnia detta delle “Città Anseatiche”
Dalla secondoma metà del 1.200, sotto il regno di Carlo I d'Angiò, il porto si ampliò con la costruzione di nuovi edifici, depositi, fabbriche e l'espansione continuò anche sotto la dominazione aragonese e spagnola.
Con il regno Borbonico, il porto si ampliò con l'aggiunta dei cantieri navali e con nuove attrezzature che lo resero uno dei più moderni in Europa.
Nel 1818 fu varata la prima nave a vapore del Mediterraneo, il suo nome era "Real Ferdinando I"
Fu con l'unità d'Italia che cominciò il declino del porto, i suoi traffici e le sue attività diminuirono drasticamente.
Per la ripresa, bisogna attendere i primi del 900, grazie all’impegno di Francesco Saverio Nitti e dell’Ammiraglio Augusto Witting.
la MSC Fantasia esce dal porto di Napoli - sulla sinistra i cantieri partenopei e la zona dedicata alle navi da container
La rinascita totale del porto avvenne durante il fascismo, Mussolini puntò su Napoli come porto di collegamento verso i possedimenti coloniali e quindi l'intera area portuale fu dotata di nuove infrastrutture, tra queste la monumentale Stazione Marittima, progettata nel 1932 dall'architetto Bazzarri.
Al termine della Seconda Guerra Mondiale, il porto di Napoli fu tra le protagoniste dell'esodo di un numero inimagginabile di italiani che a bordo di grandi navi, partirono per cercare fortuna verso il Nuovo Mondo.
Con la fine dell'era dei Transatlantici, il porto divenne ed è punto di riferimento delle moderne navi da crociera e oggi giorno, Napoli è tra le prime tre in classifica per il maggior traffico di crocieristi e accosti.
Quasi tutto l'anno, il porto è il teatro di arrivi e partente di numerose navi da crociera, dalle più piccole alle più immense.
Napoli può vantare ogni settimana, l'arrivo delle navi da crociera tra le prestigiose e più grandi al mondo...

Luna piena e luci della città riflesse alla darsena Acton - cartoline di Napoli

la Darsena Acton di sera, porto di Napoli
Le barche a vela ormeggiate alla darsena Acton, la trafficata arteria viaria che costeggia il Maschio Angioino seminascosta dal muretto divisorio, la luna piena fra le nuvole ed ovunque le luci assordanti di una metropoli.
Questa fotografia della Napoli in bianco e nero è stata originariamente pubblicata nel blog fotografico dell'autore ed entra a far parte della raccolta di foto costituenti la sezione "cartoline di Napoli" . 

La Disney Magic multata per inquinamento da zolfo nel porto di Napoli

la Disney Magic nel porto di Napoli

Le navi da crociera costituiscono un enorme business ma al contempo le città portuali che hanno il privilegio di ospitarne in grandi quantità, come accade ad esempio a Napoli, devono fare i conti con elevate emissioni di CO2 ed inquinanti in atmosfera.  Le moderne navi da crociera, di tonnellaggio decisamente superiore rispetto a quello dei transatlantici di un tempo (il grandioso Rex, per esempio, aveva stazza lorda di 51000 tonnellate, più piccolo di una MSC Sinfonia, molto meno della metà della quasi ultimata MSC Divina o di una Carnival Magic)  hanno a bordo centrali elettriche con enormi motori Diesel che potrebbero fornire corrente ad intere cittadine, la cui potenza installata è pari a quella di 500-800 automobili di medio/grande cilindrata. A differenza di quanto accade per il settore automobilistico, con auto sottoposte a rigidissime normative anti-inquinamento, le navi da crociera possono utilizzare combustibili molto meno pregiati e più inquinanti della benzina e gasolio per autotrazione. La normativa europea, recepita ovviamente anche dall'Italia, tende ad essere fortunatamente abbastanza restrittiva prevedendo l'utilizzo di combustibile con basso tenore di zolfo in prossimità delle coste e delle aree portuali.  Giusto, giustissimo, quindi, multare la Disney Magic per aver utilizzato un combustibile non consentito in porto e per aver quindi emesso sostanze nocive alla salute dei napoletani.  La scelta di adottare un combustibile maggiormente inquinante di quello consentito dalla legge di certo non costituisce  un bel biglietto da visita per una nave da crociera che ha come target le famiglie con bambini... chi scrive spera che si sia trattato di un banale errore che la multa di 30000 euro, pur esigua se confrontata con la movimentazione di denaro legata ad ogni singola crociera su navi che ospitano oltre 2000 passeggeri, potrà servire come nodo al fazzoletto per evitare future dimenticanze similari.

Airbus a380 on board: in rada a Napoli la famosa nave "Ville de Bordeaux"


In molti avranno notato la presenza in rada ieri a Napoli, all'altezza del Castel dell'Ovo, di una gigantesca nave da trasporto merci, recante sulla fiancata la scritta "AIRBUS A380 on board" in caratteri cubitali.  Si tratta della famosa nave Ville de Bordeaux, utilizzata in genere per trasportare i pezzi del famoso gigante dei cieli dell'Airbus da un cantiere all'altro in modo tale che questi vengano assemblati. La nave, costata circa 30 milioni di dollari, è stata costruita in cantieri navali cinesi ed usualmente fa la spola, insieme a due navi "cugine" meno veloci, fra Francia, Germania, Spagna e Regno Unito.  Entrata in servizio nel 2004, ha costituito il primo esempio di trasporto di pezzi di grandi aerei per mare, allorquando in genere proprio per altri aerei Airbus erano utilizzati aeroplani speciali da trasporto come l'Airbus Beluga.
Non è la prima volta che questa nave viene vista a Napoli nè in altri porti italiani, non si sa se portando pezzi legati all'assemblaggio del gigante dei cieli oppure se "prestata" ad altri tipi di trasporto merci.

Il Cristina O nel golfo di Napoli


Da qualche settimana è ospite fisso del golfo di Napoli Il Cristina O.,  mitico yacht appartenuto alla famiglia Onassis, che ha ospitato nella sua decennale esperienza personaggi del calibro di Maria Callas, Jaqueline Kennedy Onassis, Liz taylor, Richard Burton, Marilyn Monroe, Churchill e J.F. Kennedy. Il Cristina O. è stato visto nel porto di Napoli per ben due venerdì di fila ed in rada al largo di Sorrento domenica scorsa.  Per chi voglia conoscere la storia di questo famoso mega yacht lungo 99 metri si rimanda alla consultazione della pagina su wikipedia.     Nella fotografia, risalente ad una decina di giorni fa, il confronto fra due modi differenti di vivere il mare in crociera: davanti al Cristina O. la MSC Sinfonia.
Per gli appassionati del mondo delle crociere si consiglia la visione del blog dell'amico Carlo "pazzo per il mare".

Il caos alle biglietterie aliscafi, Molo Beverello


Bisogna decidere una volta per tutte se investire o meno nel turismo, se salvaguardare la naturale vocazione turistica di una città che ha la fortuna di essere incastonata in un golfo meraviglioso.
Accade nei weekend di luglio che, come facilmente intuibile, sia grande la folla di napoletani e turisti in attesa di imbarcarsi per gli aliscafi per Ischia, Capri o Sorrento.  Accade al contempo che gli aliscafi che partono fra le 17.00 e le 18.00 siano tutti di competenza della Alilauro e che siano solo due le biglietterie aperte.  L'immagine in fotografia, con una fila che arriva fin quasi a via Acton, con pendolari e turisti sotto il sole cocente, senza informazione alcuna se il proprio aliscafo sia già partito o meno, è emblematica di una disorganizzazione completa della gestione del molo Beverello.
Era auspicabile, con lo spostamento dei traghetti a porta di Massa, che fosse effettuata una riorganizzazione più intelligente delle biglietterie, in base ai flussi turistici ed al numero di corse piuttosto che al numero di compagnie di navigazione presenti.  Alilauro dovrebbe avere almeno quattro o cinque dipendenti in altrettante biglietterie per gli orari di punta, per garantire un servizio accettabile, anche alla luce del fatto che un biglietto di aliscafo di certo non è economico ed il servizio atteso da parte dell'utente dovrebbe essere di qualità elevata.

I volti riconoscibili nella fotografia sono stati resi non riconoscibili.

Molo Beverello in gabbia... uno sbarramento che costituisce una pessima immagine di benvenuto per chi arriva a Napoli


Qualche anno fa l'abbattimento del muro che nascondeva il porto ai napoletani fu salutato con grande gioia da tutti, cittadini e turisti.  Da pochi giorni, per motivi non semplici da comprendere, è apparsa una triste, orrenda e scomoda cancellata di ferro grigio a chiudere all'interno del molo Beverello quanti devono recarsi a prendere un aliscafo per le isole o per Sorrento.   Al di là della bruttezza della struttura, andrebbero sollevati a chi ha deciso di creare questa cancellata ben precisi problemi di sicurezza, in quanto diventa ristretto tanto lo spazio per quanti devono accedere agli aliscafi ormeggiati al molo 10, quanto  il passaggio per chi deve recarsi agli aliscafi dalle comode panchine collocate nella zona di attesa all'ombra.  In caso di qualsiasi emergenza le aree di fuga dalla banchina sono ridotte al minimo. Se, come si immagina, tale bruttura è sorta per arginare il fenomeno delle rapine e degli scippi all'arrivo di un aliscafo,  sarebbe lecito chiedersi perchè non incrementare semplicemente il numero degli agenti.  L'immagine di Napoli deve essere quella di una città aperta al turismo, pronta ad accogliere il viaggiatore con le proprie meraviglie e la cordialità dei napoletani.  Se l'immagine per chi arriva con un aliscafo deve essere quella chiusa e grigia di uno sbarramento antifurto, tanto vale invitare il turista a non fermarsi a Napoli in quanto non sicura e pericolosa. 
La messa in sicurezza della città, di fondamentale importanza per tutti, deve essere reale, fatta di presenza sul territorio delle forze dell'ordine, di silenziose ed utili telecamere, di controllo e prevenzione, non di muri, cancelli e sbarramenti, che servono solo a dare l'immagine di una città pericolosa senza essere effettivamente utili allo scopo.

edit 8 luglio: la barriera è stata in parte rimossa, almeno in prossimità della zona di attesa e della biglietteria

Stazione marittima: lo shopping center per turisti e napoletani - galleria fotografica


Lo shopping center "Galleria del mare", inaugurato il 30 marzo all'interno della stazione marittima di Napoli, costituisce una grande novità per il centro di Napoli e per l'area portuale, interessata da un traffico passeggeri che supera abbondantemente il milione di sbarchi solo per quanto riguarda il settore delle crociere.  La posizione strategica, in corrispondenza degli approdi delle grandi navi da crociera, a pochi metri dal sempre affollato molo Beverello da cui partono e arrivano gli aliscafi per Sorrento e le isole, a duecento metri dal terminal marittimo dedicato ai traghetti, a due passi sopratutto dal centro commerciale, storico e finanziario della città di Napoli, farà sì che questa interessante e valida area commerciale possa diventare un punto di riferimento non solo per i turisti ma anche per i napoletani che vogliano passare un po' di tempo a passeggiare fra negozi ammirando da vicino quelli che un tempo erano definiti transatlantici, in un concetto di shopping center lontano anni luce sia dalle grandi scatole in cui migliaia di persone si assiepano nel weekend che dalle cittadine-outlet di più recente realizzazione. La mappa dei negozi già inaugurati e di quelli in fase di ultimazione, tutti collocati al primo piano della grande struttura realizzata a fine anni '30, sarà presto disponibile sul sito del "Terminal Napoli". Fra i tanti negozi ve ne sono diversi dedicati al turista in cerca di prodotti tipici napoletani ed italiani in genere, con enoteche e locali dedicati ai sapori tipici, ma non mancano Outlet veri e propri che a prezzi scontati offrono prodotti di marca nel settore dell'abbigliamento. Fra parafarmacie, negozi di scarpe, negozi di arredamento e mobili,  si segnala la presenza anche di una grande area congressi. 
Segue una breve galleria fotografica della "Galleria del mare".
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