La fontana della maruzza come appare dopo il restauro: nuovamente funzionante e con i marmi ripuliti dallo sporco accumulatosi in decenni di incuria. La fontana si trova in via Marina ed è sempre stata accanto alla coeva chiesa di Santa Maria di Porto Salvo. In origine si trovava sullo stesso livello della chiesa ma poi, durante i lavori del Risanamento, fu portata al livello della strada. Va ricordato che fino a un centinaio di anni fa in quella zona c'era un piccolo porto, noto in epoche remote come mar ad Arcina, che nel corso dei secoli e fino ai primi del 'Novecento sarebbe diventato un "mandracchio". Guardando qualche stampa storica, come quelle presenti sul sito del comune di Napoli, si nota come la maruzza abbia perso le due antenne in tempi lontani...
Fotografie in parte già pubblicate su diarionapoletano.
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La fontana della Sellaria (XVII secolo) e l'antica piazza della Sellaria
La fontana della Sellaria è una delle fontane monumentali di Napoli, collocata in piazza Grande Archivio dal 1903, da quando fu spostata dalla sede originaria, nell'ampia piazza della Sellaria, scomparsa dalla toponomastica napoletana nell'ambito del Risanamento. Tale piazza, rettangolare, si trovava grossomodo dove attualmente è piazza Nicola Amore, i Quattro Palazzi. La fontana, anche se probabilmente non artisticamente rilevante come tante altre fontane monumentali cittadine, ha una sua rilevanza storica, in quanto fu costruita fra il 1649 ed il 1652 in seguito all'abbattimento delle case di un capo carceriere della Vicaria eletto dal popolo durante la breve repubblica napoletana (quella nata dalle sommosse guidate da Masaniello). A volerla fu proprio il vicerè Iñigo Vélez de Guevara, cui era stato dato il compito della restaurazione del potere spagnolo.
Ora un esperimento... dimenticarsi per un attimo dell'assetto urbanistico post - Risanamento e girare per la Napoli del XVII secolo insieme al Celano, dal quarto libro del "Notitie del bello, dell’antico e del curioso della città di Napoli per i signori forastieri date dal canonico Carlo Celano napoletano, divise in dieci giornate" . I nomi delle strade spesso sono gli stessi (fu Croce ad impegnarsi perché fossero conservati i nomi delle strade dedicate ad arti e mestieri). Buona lettura
S’entra nella bella piazza detta della Sellaria, che prima chiamavasi la Rua Toscana, perchév’habitavano i mercadanti di questa nation; poscia questo nome, perché qui habitavano uniti tutti i fabri che facevano selle et altri finimenti necessarii alli cavalli. Nell’entrare in questa strada vedesi una piazzetta avvanti d’un molino che viene animato dall’acque de’ nostri formali. In questa piazzetta vi era la casa d’un ricco aromatario dett
o Giovan Leonardo Pisano, che nell’anno 1585 instigò la plebe a sollevarsi et a fare una fierissima strage di Giovan Vincenzo Starace, eletto del popolo, e perché la giustizia non lo poté haver nelle mani per essere fuggito e salvatosi, si buttò giù la casa e vi seminò sale all’uso de’ goti. A sinistra vedesi il vico detto de’ Ferrivecchi, perché anticamente simile robba vi si vendeva; hora quest’arte de’ ferrivecchi è stata trasportata nel mezzo del Mercato. Ne’ tempi più antichi nominata veniva la Torre delle Ferule, perché vi st
ava la torre della muraglia, che da questa parte calava, ch’haveva d’intorno queste sorti d’herbe. Vedesi nel principio una fontana perenne fatta circa l’anno 1649 per ordine di don Ignico Velez de Guevara,conte d’Ognat, viceré di Napoli, doppo che sedati furono le sollevationi populari. Questo stesso signore fece aprire una nuova strada che al lato sinistro di detta fontana, nel luogo anticamente detto delle Palme, come fin hora una
picciola ed antica chiesa che vi sta, detta viene Santa Maria delle Palme, e qui anticamente vi era una porta della città per la sua picciolezza detta la Portella; et è da notarsi che quando si fece la fontana sudetta, nel cavarsi per far le fundamenta, vi si trovò parte dell’antica muraglia, fatta di bellissimi quadroni di pietra. Dove detta strada si è aperta vi era un luogo chiuso, nel quale s’entrava dalla parte de’ Ferrivecchi, e chiamavasi la Zecca. Era questo come un fondico dove si lavoravano panni, habitatissimo, in modo che sempre vi si sentivano rumori, e nel tempo delle sollevationi antedette n’uscì più d’un fiero capopopulo, per lo che la vigilanza del Conte d’Ognatte, per toglier via questo ridotto, vi fece aprire la presente strada. A destra, poco lungi dalla fontana, vedesi la strada detta degl’Armieri, essendo che ne’ tempi andati altro non vi si lavorava che armi per l’uso della guerra, hora non vi sono altro che ricchi fondachi di drappi lavorati di seta d’ogni sorte, e per questo luogo tirava la muraglia fatta in tempo dell’imperadori greci, e dirimpetto alla chiesa dedicata all’Arcangelo Michele vi era una porta detta de’ Monaci, perché nella detta chiesa di Sant’Arcangelo vi era un monasterio di monaci benedettini; e vicino all’accennata porta vi stava il Seggio degl’Acciapacci, come di sopra si disse, et è dasapersi che tutti quasi gli antichi seggi stavano vicino le porte della città. Hor tirando avvanti per la Sellaria, vedesi nel mezzo di questa strada una piazzetta nella quale anticamente stava il Seggio o Regimento del Populo, che fu diroccato per ordine d’Alfonso Primo d’Aragona, alcuni scrivono per disgusto havuto con i populari, altri per dar gusto alla sua Lucretia d’Alagni, mentre questo edificio impediva l’aspetto alla casa di detta Lucretia, in questa Strada della Sellaria, che stava appresso dove hoggi si dicono le case pente, o dipinti con la voce propria. Hora in questa piazzetta vi si vede situata una vaghissima fontana di bianchi marmi, quale
nell’anno 1532 fu principiata per ordine di don Pietro di Toledo, e fu terminata nell’anno 1537. Ildisegno fu di Luigi Impò, e la statua dell’Atlante che sta su la tassa delli delfini con li mascheronifurono lavorati dal nostro Giovanni da Nola. In questa medesima piazza si [86] veggono il tribunale e carceri dell’Arte della Seta per privilegio, come si disse dell’Arte della Lana.
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Napoli: La fontana del formiello (da poco restaurata)
Fra le più antiche fontane partenopee giunte in buone condizioni fino ai giorni nostri, la fontana del formiello è stata restituita alla città alcuni mesi fa grazie ad una raccolta fondi promossa dall'associazione le due sirene, in memoria della giovane Ilaria Iodice. La lapide ricorda l'anno di fondazione della fontana, il 1583. Sia per la forma che per il fatto che fosse nota come Fontana reale con abeveratoio, la fontana del formiello (da ad formis, "verso i condotti" dell'acquedotto) probabilmente aveva come scopo anche quello di abbeverare gli animali (cavalli, bestiame) grazie all'acqua che sgorga ancora oggi dalle tre teste leonine nella grande vasca. La lapide richiama alla memoria il mitico fiume Sebeto. Come tante altre fontane di Napoli, anche questa fontana ha subito spostamenti: dopo essere stata smontata e messa da parte, la fontana del formiello dal 1930 ha trovato la sua attuale collocazione, con un recinto protettivo, a ridosso di una delle pareti di Castel Capuano, proprio di fronte alla chiesa di Santa Cateria a Formiello.
La fontana della Spinacorona o delle zizze: la Sirena Partenope che spegne il fuoco del Vesuvio
La fontana della Spinacorona, popolarmente conosciuta come "fontana delle zizze" è una delle fontane monumentali oggettivamente più interessanti di Napoli, tanto è piena di simbologia e parzialmente oscura la sua storia.
Di sicuro una fontana in quel punto sulla parete della chiesa di Santa Caterina della Spina Corona è attestata da un documento del 1498, di sicuro la fontana fu restaurata e fatta modificare nel XVI secolo dal viceré don Pedro de Toledo, che fece apporre i simboli della città di Napoli e di Carlo V.
Un'antica targa, non più visibile, riportava la scritta in latino: "Dum Vesevi Syrena Incendia Mulcet": la fontana rappresenta la sirena Partenope, qui nell'iconografia originaria greca con ali e zampe da rapace,
nell'atto di spegnere le fiamme che fuoriescono dal Vesuvio con l'acqua
che sgorga dai suoi seni, le "zizze" napoletane, appunto. Per alcuni,
rifacendosi alla possibilità che la fontana fu fatta modificare in tal
guisa dal viceré, il Vesuvio rappresenterebbe il popolo infuriato e
pronto alle rivolte che viene placato dalle acque e dalla bellezza di
Partenope (il potere?). Per altri, fra cui il qualificatissimo Celano, la fontana con il Vesuvio e la sirena risalirebbe ad epoca medievale, gettando le radici fino al XII secolo. Nel decimo volume del suo Notizie del bello, dell'antico e del curioso della città di Napoli Carlo Celano (qui la biografia per chi non lo conosca) ricorda come una sua escursione alle pendici del Vesuvio e la vista di antiche bocche laterali del vulcano gli abbiano portato alla memoria questa fontana "antichissima":
un’antichissima statua della Sirena colla lira in mano, che butta acque dalle mamelle, situata sul Monte Vesuvio, che erutta fiamme non dalla cima ma dai lati
Difatti il Vesuvio è raffigurato con la lava che sgorga dai lati e non dalla cima, nonché con un violino su una delle pendici.
Va ricordato che l'originale della statuetta della sirena è al museo di San Martino.
La fontana, che presenta diversi segni del tempo e di degrado ed è costantemente invasa da ... mollette per i panni, verrà ripulita e restaurata nell'ambito del progetto "monumentando". Si trova subito dietro Corso Umberto I, a pochi metri dall'ingresso monumentale dell'università degli studi di Napoli Federico II.
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Fontana del Carciofo in restauro grazie agli sponsor: parte Monumentando
Sarà passato inosservato ad alcuni, in quanto quasi tutto quel che c'è in piazza Trieste e Trento è transennato, dal palazzo reale al teatro San Carlo, ma da qualche giorno anche la fontana del carciofo è ingabbiata. Inizieranno infatti lunedì i lavori di restauro e pulizia della monumentale fontana, una delle più giovani fra quelle famose della città, donata alla città da Achille Lauro nel 1956, dopo che il consiglio superiore delle belle arti aveva bocciato l'ipotesi di spostare al centro di quella che un tempo fu piazza San Ferdinando la fontana di Monteoliveto.
Si tratta del primo monumento cittadino che verrà recuperato attraverso il progetto "monumentando", che prevede l'installazione di cartelloni pubblicitari sui 27 monumenti da restaurare per finanziarne i lavori. La speranza è che quanto prima possa iniziare il recupero di monumenti di gran lunga più importanti anche se collocati in zone meno interessanti da un punto di vista del ritorno d'immagine e della visibilità delle pubblicità.
Piazza Mercato a Napoli da luogo simbolo delle vicende partenopee a campetto di calcio...
Bella e dannata, piazza mercato è uno dei luoghi simbolo di Napoli, densa di storia a partire dalla fine del Medioevo. Qui, nel campo del moricino nella seconda metà del 1200 fu spostato il mercato cittadino, dall'antica collocazione di piazza San Gaetano, per volere di Carlo d'Angiò. Qui per secoli si sono alternati scambi mercantili ad eventi storici di fondamentale rilievo per la città, dalla decapitazione di Corradino di Svevia alla rivolta di Masaniello, alla decapitazione dei martiri della rivoluzione partenopea del 1799. La piazza oggi ha perso il ruolo di primo piano che aveva svolto per secoli, prima a causa dei gravi danni legati ai bombardamenti ed all'esplosione della Caterina Costa durante la seconda guerra mondiale, poi a causa degli scempi edilizi di cui palazzo Ottieri è enorme simbolo, infine con l'abbandono di buona parte dei commercianti che a metà anni '80 lasciarono il mercato per fondare il CIS di Nola. Oggi la piazza appare come un enorme campetto di calcio (le strisce che delimitano il campo si vedono con google maps), con due porte regolamentari, le fontane-obelischi monumentali in pieno degrado e l'enorme profilo di palazzo Ottieri (costruttore/assessore della giunta laurina autore.... con buona pace di ogni conflitto d'interessi) a tagliare definitivamente la piazza sia dalla vicina piazza del Carmine che dalla via Marina.
| Una foto panoramica di piazza Mercato |
La fontana dei leoni (1788) a Napoli (in pessimo stato)
| La settecentesca fontana dei leoni, giardini del Molosiglio |
La fontana dei leoni, costruita nel 1788 da Francesco Sicuro, era una delle tre fontane che abbellivano piazza Mercato a fine '700, dal duplice scopo estetico e di abbeveramento per gli animali che trasportavano le merci. Come le altre fontane realizzate dal Sicuro in quella piazza, il tema è egiziano, con due leoni ed un obelisco. La fontana fu spostata prima a Poggioreale nel XIX secolo e quindi nei giardini del Molosiglio nel 1938, quando questi furono creati contemporaneamente alla nuova litoranea (via Acton) nell'area che fino a fine '800 era stata occupata dall'arsenale borbonico. La fontana è in condizioni di assoluto degrado ed in pessimo stato di conservazione: i leoni sono privi di volto, la vasca a forma semiellittica è piena di rifiuti ed il monumento non rientra in "monumentando", contrariamente a quanto preventivato per la vicina e monumentale (la seconda fontana più grande della città, ma di gran lunga più recente di quella dei leoni in quanto del XX secolo) fontana dei papiri, anch'essa completamente degradata. I giardini del molosiglio, al contrario, son stati recentemente riqualificati e sono stati dati in gestione alla lega navale ed al circolo Canottieri Napoli.
La fontana della Maruzza, Napoli
| la fontana della maruzza da fotografiareale.com |
Ai margini di una delle strade più trafficate di Napoli, via Marina, la fontana della Maruzza è sopravvissuta - non del tutto indenne - alle demolizioni legate al Risanamento prima ed alla costruzione di via Marina poi. Maruzza in napoletano significa "chiocciola". Originariamente la fontana (seconda metà del 1500) si trovava allo stesso livello dell'adiacente chiesa di Santa Maria di Porto Salvo,
eretta nel corso del XVI secolo come ex voto di alcuni marinai scampati
ad un naufragio e nota anche come del Mandracchio, da "Mar ad Arcina",
antico porto greco-romano che sorgeva proprio in quella zona, anche se
nel corso dei secoli il termine divenne sinonimo di "luogo malfamato".
Questa immagine di Napoli fa parte della raccolta di fotografie di Napoli di laboratorionapoletano.com nonchè della sezione dedicata alle fontane di Napoli.
La fotografia è stata pubblicata nel maggio 2012 su fotografiareale.com
La fontana del Sebeto a Mergellina, cartoline di Napoli
| La fontana del Sebeto - da fotografiareale.com |
La fontana del Sebeto è una delle fontane monumentali di Napoli più celebri, grazie anche alla splendida collocazione all'inizio del lungomare partenopeo, a Mergellina.
Come accaduto per quasi tutte le
fontane di Napoli, la collocazione attuale all'inizio di via Caracciolo, a
Mergellina,è ben differente da quella originaria, in via Cesario
Console, vicino piazza del Plebiscito e risale al 1939. La fontana - fonte wikipedia
- fu progettata da Cosimo Fanzago nel XVII secolo e realizzata dal
figlio di costui, Carlo Fanzago, durante il periodo del vicereame
spagnolo all'epoca del re Filippo IV, come facilmente intuibile
dall'epigrafe posta in sommità della fontana.
Questa immagine di Napoli fa parte della raccolta di fotografie di Napoli di laboratorionapoletano.com nonchè della sezione dedicata alle fontane di Napoli ed a quella dedicata alle cartoline della città partenopea.
La fotografia è stata pubblicata nel dicembre 2011 su fotografiareale.com
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La fontana di Monteoliveto nel degrado in attesa dello sponsor (scadenza bando 25 novembre)
| La fontana di Carlo II in piazza Monteoliveto |
Del bando riguardante 27 monumenti si era già scritto a fine settembre. La fontana di Carlo II in piazza Monteoliveto è forse il simbolo più eloquente del degrado in cui versano numerosi monumenti di Napoli, a causa non solo dell'assenza di manutenzione ma anche e soprattutto a causa dell'inciviltà di tanti. Basteranno meno di 60.000 euro per ripulire e riportare agli antichi splendori, magari introducendo anche una protezione in ferro, la fontana di fine XVII secolo?
Sarebbe interessante cercare attraverso le telecamere o semplicemente leggendo nomi e cognomi delle tante firme a pennarello risalire ai tanti vandali che in questi anni hanno trasformato un bel monumento in altro, in qualcosa di degradato e vandalizzato.
La fontana del Nettuno in via Medina - guida fotografica
La fontana del Nettuno è una delle più celebri di Napoli, famosa anche per essere stata una delle protagoniste assolute dei festeggiamenti per il primo scudetto del Napoli di Maradona, quando ancora era collocata in piazza Borsa. Come buona parte delle fontane monumentali partenopee, nel corso dei secoli è stata spostata più volte, per alcuni decenni è di fatto "sparita" ed ha subito, insieme alle sorti della città, violenze e mutilazioni, "partecipando" persino alle rivolte di Masaniello. Costruita in origine a fine XVI secolo per essere collocata in prossimità dell'arsenale di Napoli (attuali giardini del Molosiglio), nel 1629 fu spostata a largo di Palazzo (attuale piazza del Plebiscito) per essere nuovamente spostata a Santa Lucia pochi anni dopo. Per l'occasione, come si apprende anche da wikipedia, fu arricchita delle sculture di Cosimo Fanzago e spostata in via Medina. Dopo varie vicissitudini fu restaurata e collocata in corrispondenza del Molo Grande, dove rimase fino a fine '800. Dopo essere "sparita" per oltre dieci anni, durante i quali cui fu smontata e conservata nelle grotte di Pizzofalcone, riapparve per diventare l'emblema della nuova piazza della Borsa (piazza Bovio) e del "Risanamento" nel 1898. Con l'inizio dei lavori per la stazione Università della metro linea 1 è stata nuovamente spostata e ricollocata in via Medina, dove è attualmente... almeno fino a nuova collocazione...
| Il Nettuno con l' NH Ambassador sullo sfondo |
Fontana del Gigante e Vesuvio - cartoline di Napoli
| Fontana del gigante e Vesuvio - Napoli - maggio 2011 |
E' forse di uno degli scorci più famosi e fotografati di Napoli quello che è possibile fotografare nella curva che dà inizio a via Nazario Sauro, dinanzi al Castel dell'Ovo, subito di fronte ai grandi alberghi partenopei. La fontana del gigante o dell'Immacolatella, che nel corso dei secoli ha cambiato più nomi in base a dove fosse collocata, è da oltre un secolo in quella posizione paesaggisticamente perfetta che permette di immortalarla accanto al noto profilo del Vesuvio. Realizzata nel corso del 1600 da Pietro Bernini (padre del più famoso Gian Lorenzo) e da Michelangelo Naccherino, autori fra le altre opere anche della bella fontana del Nettuno attualmente in via Medina, questa fontana monumentale di Napoli è stata dapprima collocata in zona portuale, all'altezza appunto del varco Immacolatella, quindi al Carmine ed infine nel 1905 nella posizione in cui si trova ancora oggi - fonte wikipedia. Una delle immagini da cartolina più classiche di Napoli non poteva non entrare nella apposita sezione del blog. Per quanti invece abbiano desiderio di ammirare le fotografie delle tantissime navi da crociera che quotidinamente attraccano alla Stazione Marittima di Napoli chi scrive consiglia di recarsi su pazzoperilmare.com, uno dei principali blog dedicati al mondo delle crociere.
Cartoline di Napoli: la fontana della paparelle in villa comunale
| Fontana della tazza di porfido - villa comunale di Napoli |
Fino a qualche anno fa la bella fontana che domina la prima parte della villa comunale di Napoli era nota ai più per la presenza delle "paparelle", di papere o anatre che scriver si voglia che erano solite frequentare la parte bassa dell'ampia vasca. Dei diversi nomi - fontana dei leoni, fontana delle quattro stagioni - quello forse più preciso è anche il più brutto: "fontana della tazza di porfido ". La particolarità di questa fontana, infatti, è la presenza di una enorme ed antichissima tazza in porfido sostenuta da quattro statue. Se infatti la collocazione precedente era nel duomo di Salerno, è noto che tale tazza in granito di provenienza egizia fu rinvenuta nel sito archeologico di Paestum, più precisamente all'interno del tempio di Nettuno. Altra particolarità storica di questa bella fontana è che originariamente faceva parte del gruppo scultoreo l'antico e prestigioso toro farnese, attualmente nel Museo Archeologico Nazionale. Anche questa bella immagine di Napoli entra di diritto nella sezione "cartoline di Napoli".
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