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Napoli: molo Beverello panorama a 120°


Molo Beverello visto da un aliscafo in fase di attracco, quando ancora la città è lenta al risveglio e le acque del porto sono smosse dai primi aliscafi in partenza.  Nella fotografia panoramica a 120° si possono notare sia i tanti aliscafi pronti a portare i turisti a Ischia, Capri e Sorrento (file enormi a prima mattina quando in porto c'è già qualche nave da crociera), sia il fumo nero che costantemente cacciano le navi GNV che collegano Napoli a Palermo, sia alcuni simboli di Napoli: il palazzo reale, Castel Nuovo, la cupola della galleria Umberto.  Inconfondibili si riconoscono anche l'hotel Romeo ed il grattacielo dell' NH Ambassador. 

I cavalli di bronzo a Napoli, simbolo dell'amicizia fra Russia e Regno delle Due Sicilie

Cavalli di bronzo: Il palafreniere di sinistra

Noti alla maggioranza dei napoletani come "i cavalli di bronzo", le due statue dei palafrenieri posti all'ingresso del parco del palazzo reale di Napoli sono dei veri e propri capolavori dell'arte scultorea del XIX secolo, opera di quel Peter Clodt (Pyotr Klodt) Von Jurgensburg, autore di numerose statue equestri a San Pietroburgo, fra cui, appunto i celebri palafrenieri che adornano il ponte Anichkov, uno dei simboli della splendida ex capitale russa, dei quali le statue napoletane sono una riproduzione originale.  Le due statue equestri, note anche come "i cavalli russi", furono infatti dono dello zar di Russia Nicola I nel 1846, come segno di gratitudine nei confronti dell'alleato Ferdinando II di Borbone per aver ospitato lui e la moglie nel 1844, per permettere alla zarina di riprendersi grazie all'aria salubre partenopea.  Le statue, come recitano le epigrafi poste alla base delle statue, sono "pegno di fedelissima e perpetua amicizia"


Le statue si trovano nell'attuale posizione, in prossimità delle scuderie, da fine XIX secolo, mentre all'inizio erano state poste in altra collocazione, presso l'ingresso del San Carlo. Dopo anni in cui si trovavano in stato di degrado, nel 2002 furono restaurate e da allora fanno bella mostra di sè.

Il Ficus macrophylla del giardino di palazzo Reale di Napoli (piantato nel 1843)


L'imponente ficus macrophylla o Ficus magnolioide domina il bel giardino in stile romantico inglese del palazzo reale di Napoli da quando fu piantato nel 1843. Originario dell'Australia, questo ficus deve la sua bellezza all'incredibile apparato radicale, con radici che partono dall'alto ed una volta giunte a terra, in condizioni favorevoli, formano veri e propri nuovi tronchi.  Nell'ambito della visita di palazzo reale un passaggio ai bei giardini storici è d'obbligo: essi furono realizzati a mo' di giardino all'inglese nella prima metà del XIX secolo a cura del botanico Federico Corrado Denhart, che introdusse numerose piante esotiche fra cui, appunto il ficus originario dell'Australia. 
La fotografia è stata scattata con fish-eye.

Il verde tetto del palazzo reale di Napoli, incuria o ardita architettura green?


A prima vista potrebbe sembrare una innovativa soluzione architettonica eco-compatibile, un tetto ricoperto da verde prato, nella realtà le erbacce che oramai coprono quasi per intero il tetto del palazzo reale di Napoli sono sintomo di incuria che dura da tempo, se è vero che già quasi un anno fa erano state riportate su diversi quotidiani e siti internet immagini simili.  Di sicuro non è bello che proprio uno degli scorci più classici e amati di Napoli, il palazzo reale con in primo piano i "cavalli di bronzo", debba apparire così.  

18 milioni per il palazzo reale di Napoli

 Il Palazzo reale di Napoli riflesso in una pozzanghera (via Acton)

Una buona notizia per il palazzo reale di Napoli arriva dal Comitato interministeriale per la programmazione economica della presidenza del Consiglio dei Ministri.  Il CIPE infatti ha stanziato, in base a quanto si apprende leggendo il Corriere del Mezzogiorno, "76 milioni per investimenti a favore del patrimonio culturale e museale italiano".  Di questi ben 18 sono destinati al palazzo reale di Napoli e sette alla reggia di Caserta.  Si spera che tali fondi vengano utilizzati per risollevare le sorti di una reggia di rara bellezza, troppo spesso in prima pagina come esempio di degrado. Al contempo chi scrive ci tiene a sottolineare che qualsiasi intervento dovrà essere fatto con grande attenzione a non buttar via denaro pubblico, come accaduto con il restauro della facciata del palazzo che dà su via Acton, rovinatasi in pochissimo tempo a causa delle non risolte infiltrazioni d'acqua probabilmente dai tetti.

Le porte del palazzo reale si aprono sulla piazza del Plebiscito - Cartoline di Napoli

Piazza del Plebiscito vista dall'interno del palazzo reale di Napoli - apr 2010
Piazza del Plebiscito è probabilmente una delle piazze più famose di Napoli per diverse ragioni che vanno dalla presenza di monumenti importanti come il palazzo reale e la chiesa di San Francesco di Paola, per l'aspetto maestoso e scenografico, perchè situata in pieno centro città e perchè luogo simbolo di Napoli e sede di alcuni dei principali concerti live tenutisi in città negli ultimi anni oltre che delle principali manifestazioni cittadine.  Quella che un tempo era nota come largo di palazzo o foro regio da oramai 150 anni ha assunto il nome di "Piazza del Plebiscito" in ricordo della votazione popolare che sancì l'annessione del regno delle due Sicilie alla neonata Italia.   Il palazzo reale di Napoli, all'interno del cui cortile è stata scattata la foto, è naturalmente il palazzo più imponente di tutta la città, secondo per dimensione in Campania solo alla fastosa e magnifica reggia di Caserta e fu costruito su progetto di Domenico Fontana nel corso del XVII secolo sotto il vicereame spagnolo.  Ha pertanto ospitato re e vicerè spagnoli, austriaci, Borbone e Savoia.
Questa fotografia è stata pubblicata anche nel blog "Photo Friends Gallery" e fa parte della sezione "Cartoline di Napoli". 

Mimmo Paladino a Palazzo Reale: l'arte in lutto per la crisi della cultura

Prova d'orchestra -Mimmo Paladino
E' stata inaugurata oggi Prova d'Orchestra, l'ultima opera di Mimmo Paladino, esposta nell'entrata laterale del rinnovato e restaurato giardino romantico di Palazzo Reale, per alcune settimane ancora chiuso in massima parte al pubblico a causa dei lavori che durano oramai da diverso tempo. Come annunciato dall'artista campano, l'opera è stata coperta da un enorme drappo nero in segno di lutto per la crisi della cultura a Napoli, a causa delle delicate situazioni che vivono in queste settimane il Museo Madre, il teatro Trianon ed altre realtà locali.
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