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La teoria delle finestre rotte e l'esempio di Napoli


la fontana di Monteoliveto devastata dagli incivili - fra poco inizieranno finalmente i lavori di restauro
 Chi scrive ha sempre sostenuto su questo blog che per combattere l'inciviltà bisogna innanzitutto rimuovere sporcizia e/o graffiti, in quanto c'è grande differenza fra sporcare laddove già è sporco od essere i primi a farlo.  In realtà quanto sopra scritto è il concetto basilare di una teoria risalente ad oltre 30 anni fa avanzata dai sociologi e criminologi James Q. Wilson e George Kellin, la teoria delle finestre rotte ( broken windows theory).   L'articolo pubblicato nel 1982 è stato citato oltre 3000 volte  ed è stato oggetto di discussione per anni, divenendo fonte ispiratrice di numerose campagne contro i murales/graffiti in USA. Tale teoria trova infatti la migliore applicazione nell'ambito del teppismo urbano: se si va a riverniciare una parete subito dopo un primo graffito si avrà un risultato del tutto differente rispetto al lasciare là quel primo graffito, dato che nel secondo caso in breve tempo ne compariranno tanti altri.  Parimenti, se in una città come Napoli non si interviene subito nel ripulire una zona, ben presto quel luogo diventerà una piccola discarica abusiva, sia se si tratta di un reperto archeologico che un angolo di strada. 
Per questo motivo accanto all'impegno (attualmente quasi inesistente) per prevenire e controllare episodi di vandalismo ed inciviltà (educazione civica nelle scuole, stand in piazza sull'importanza della salvaguardia nostro patrimonio, controlli e multe a chi sporca/inquina/vandalizza) è importantissimo che la città di Napoli sia dotata di un efficiente servizio di rimozione dei rifiuti e di rimozione delle scritte vandaliche. Attualmente il primo è mediocre ed il secondo del tutto assente, rimandando di volta in volta a costose opere di restauro una volta che il monumento sia del tutto imbrattato oppure non facendo assolutamente nulla.


Fuorigrotta nel degrado fra rifiuti, incuria e pessima gestione del verde pubblico


Alberi caduti, tronchi recisi e mai raccolti, resti di potatura rimasti per strada, rifiuti un po' dappertutto, erbacce diventate piccole foreste: è quel che c'è a Fuorigrotta intorno a piazzale Tecchio in questo inizio di settembre 2014.  E' intollerabile che uno dei luoghi più frequentati di Napoli, a causa della presenza contemporanea di mostra d'Oltremare, Università degli studi di Napoli Federico II e stadio san Paolo, debba trovarsi in condizioni di enorme degrado, fra cumuli di rifiuti agli angoli delle strade (tantissimi dietro le panchine nei pressi della stazione della metropolitana, un po' ovunque lungo la strada che collega le varie sedi di ingegneria.  Tutte le foto sono state scattate nei pressi di piazzale Tecchio tranne una in via Leopardi, di fronte alla stazione della cumana di Fuorigrotta. Aggiornamento: I rifiuti in via Leopardi son stati rimossi fra il 5 ed il 6 settembre.

Una palma marcia, uccisa dal punteruolo rosso, caduta su strisce blu

Rifiuti in via Leopardi, di fronte alla stazione della cumana di Fuorigrotta
Tronchi d'albero sui marciapiedi e resti di potatura per strada, via Marconi (ancora ieri erano là)

Napoli, un albero sulla Torre Brava in attesa del restauro


In attesa del restauro, previsto nell'ambito del progetto monumentando (qui la scheda predisposta dal comune di Napoli che, fra l'altro, utilizza una foto scattata dal sottoscritto modificata solo nel ritaglio in modo tale da eliminare il nome dell'autore ...), le condizioni della Torre Brava (la più grande delle due che fanno da spartitraffico a via Marina) peggiorano sempre più ed oramai è enorme l'arbusto (un fico?) cresciuto quasi in sommità dell'antico torrione aragonese.  E' notizia di questi giorni che, su richiesta della seconda municipalità ed in particolare del consigliere Pino de Stasio, si è intervenuti sull'antico campanile di Santa Chiara proprio per rimuovere due alberi di fico...

Tragedia sfiorata in villa comunale, ora abbatteranno anche lo storico eucalipto?


Poteva essere una tragedia, l'ennesima di un periodo nero per Napoli da questo punto di vista: oggi uno dei rami dell'eucalipto secolare che è al centro della villa comunale, affacciato sulla riviera di Chiaia, accanto alla cassa armonica, è caduto schiantandosi su una delle storiche panchine in piperno, distruggendola (foto sotto).   Oggi pomeriggio l'albero è stato messo parzialmente in sicurezza, potando una serie di rami ritenuti pericolanti.  Il timore è che l'albero venga brutalmente abbattuto, come spesso accade in città e come oramai accade in continuazione dopo i fatti tragici degli ultimi tempi.  Purtroppo la città di Napoli non ha un servizio efficiente di gestione del verde pubblico e sembra che a nessuno interessi verificare periodicamente lo stato delle piante storiche, a maggior ragione quelle all'interno di giardini monumentali, per evitare che possano accadere fatalità (che diventano frutto della scarsa manutenzione) e per evitare che il già povero patrimonio arboreo cittadino venga ulteriormente depauperato. Una pianta malata va curata, un albero va potato con periodicità, i giardini vanno irrigati e manutenuti con costanza.   Eppure i giardinieri comunali sono tantissimi, basti guardare anche al numero di dipendenti a vario titolo del comune di Napoli interessati oggi pomeriggio dall'operazione di messa in sicurezza.  Ancora alle 19,30 erano in servizio una decina di loro, alcuni dei quali in precedenza già avevano rimosso in precedenza i rami già caduti ed assistevano dal basso all'opera di potatura sommaria dei rami da parte dei due operai issati ad oltre 20 metri, altri davano consigli urlando quale ramo tagliare, un altro operava all'interno del camion-gru ed un ultimo era al telefono sul camioncino.  
Dove sono quotidianamente? Possibile che nei paesi della costiera sorrentina si vedano vecchi dipendenti ripulire le aiuole ed i nostri giardinieri comunali non possano operare ?

Aggiornamento:
Proprio per domani è indetto un consiglio della I Municipalità durante il quale verrà dato incarico ad un professore di verificare, a titolo gratuito, lo stato del patrimonio arboreo della villa comunale. .  



Siringhe e rifiuti accanto all'ingresso della stazione Garibaldi, la denuncia degli utenti di CDN

Rifiuti e siringhe in piazza Garibaldi, dal forum CDN


Un cumulo di rifiuti non raccolti da settimane e numerose, troppe siringhe usate: è quanto c'è in piazza Garibaldi, in quella terra di nessuno fra gli ingressi della nuovissima stazione della metropolitana e la parte di piazza ancora interessata dai lavori. E' quel che denunciano gli utenti del seguitissimo forum Il Cielo di Napoli (CDN) nella pagina dedicata ai cantieri della stazione Garibaldi (sono tante le foto scattate dall'utente CRIME80).  Se è indubbio che probabilmente al termine dei lavori inizierà anche un controllo più approfondito ed il servizio di pulizia interesserà tutte le aree della piazza, è pur vero che allo stato attuale quel che napoletani e turisti vedono mentre si dirigono ai treni della metropolitana fra le più belle d'Europa non è qualcosa di cui vantarsi. 
Sarebbe auspicabile che si intervenga quanto prima sia per pulire la zona dai cumuli di rifiuti, sia soprattutto per evitare che un luogo che potrebbe diventare simbolo del rilancio della città possa esserlo in negativo: non è possibile permettere che ci si possa bucare in mezzo a piazza Garibaldi, a due passi dalle scale mobili. 

Aggiornamento 16/07: è stata effettuata finalmente opera di pulizia della zona indicata!

Vico Melofioccolo, fra cronaca nera ed un passato nobiliare...

Palazzo Amendola in vico Melofioccolo
Uno sparo al volto, una chiazza di sangue lavata con una secchiata d'acqua ed il mondo si ricorda dell'esistenza di vico Melofioccolo, della calata santi Cosma e Damiano e di tutto quel che gravita intorno al sedile di Porto.   Dietro il meraviglioso paravento del palazzo della Borsa e del rettifilo, c'è un pezzo di quartiere dimenticato, rimasto agli stessi livelli di degrado che avevano spinto al Risanamento di Napoli, un pezzo di Napoli antica fatta di chiese abbandonate (San Pietro in Vinculis, San Girolamo dei Ciechi, ma anche Santi Cosma e Damiano), di meravigliosi palazzi nobiliari degradati (palazzo Amendola o Melofioccolo), di puzza di urina nelle calate e di cumuli di rifiuti gettati alle spalle della Borsa.
La Serao cento e più anni fa invitava a guardare cosa c'era dietro i palazzi del rettifilo, perchè l'opera di risanamento era stata incompleta.  Ancora oggi si fa troppo spesso finta che quei luoghi non esistano, periferia estrema in pieno centro città, eppure ogni tanto qualche guida si azzarda a portare poche decine di turisti alla ricerca di antiche edicole votive o di antiche vestigia del tempo che fu, eppure proprio il sedile di Porto pullula di vita di giorno e di notte grazie alla vicinanza con le sedi universitarie.  Fra qualche giorno vico Melofioccolo tornerà nel suo oblio di corte dimenticata di un palazzo un tempo nobiliare, fra panni stesi e signore intente a lavare il vicolo davanti all'ingresso del proprio basso, in quell'immobilismo tipico  di alcune zone di Napoli che per alcuni è folklore e per altri degrado...


la tarda indica l'apertura da parte di Nicola Amendola della strada nel 1714


Calata santi Cosma e Damiano



Chiesa dell'Immacolatella a Pizzofalcone, abbandonata da oltre venti anni


Napoli ha talmente tante chiese che di alcune, degradate e chiuse da decenni, si tende a perdere la memoria. La chiesa dell'immacolatella a Pizzofalcone si trova al centro fra due palazzi storici di Napoli, il palazzo Carafa di santa Severina ed il "Gran Quartiere di Pizzofalcone".  Per recuperare qualche informazione aggiuntiva oltre alle poche righe presenti su wikipedia bisogna risalire ad un articolo apparso sul Mattino nel 2010, ripreso da patrimoniosos.it: la chiesa fu ricostruita intorno al 1850 ampliando la struttura originaria del XVIII secolo e pare che, almeno leggendo «Notizie del bello, dell'antico e del curioso della città di Napoli» di Carlo Celano (1856), c'erano cinque altari di marmo pregiato, cancelletti di ferro dorato, statue di pregio nelle nicchie alle spalle dei tre altari frontali, tele di Raffaele Spanò e Giovanni Girosi alle pareti. 
L'articolo ripreso dal Mattino descrive una realtà ben diversa:

 Oggi due dei cinque pregiati altari in marmo sono sepolti da macerie, stame e tele non sono pi all'interno dell'edificio sacro; ed è una fortuna, perché ogni cosa che c'è dentro la chiesa porta i segni dell'abbandono, della devastazione, del vandalismo. Sull'altare maggiore il tabernacolo è aperto, non c'è segno di oggetti all'interno, ma giusto lì davanti c'è un piccione putrefatto che probabilmente ha usato quel luogo sacro come nido. Il marmo è spaccato in più punti, come se un operaio maldestro avesse provato a smontarlo per portarlo via. L'antica porta di legno sulla destra è letteralmente sradicata dal muro, al centro della balaustra di marmo c'è un pallone supersantos incredibilmente rimasto gonfio, anche se ricoperto da due dita di guano. Anche gli altri altari, quelli che emergono dalle macerie e sono visibili, mostrano i segni della devastazione, ma almeno le porticine che proteggono l'ostia non sono aperte: tutte ben chiuse a chiave. Sul pavimento, che doveva essere di rilucente marmo bianco, ci sono quattro dita di polvere che rendono impossibile scorgere segni di intarsi o scritte. I banchi dove i fedeli ascoltavano la messa sono ammassati ai lati della navata: bisognava fare spazio. Chissà per quale motivo, chissà quando. Quel che accade dietro alle porte murate non può saperlo nessuno.

Ancora vandalizzata la fontana di Monteoliveto


Inciviltà su inciviltà, vergogna su vergogna, da una decina di giorni la fontana di Monteoliveto è stata nuovamente vandalizzata da ignoti.  Nei mesi scorsi più volte si era cercato di sensibilizzare quella parte di cittadinanza che è solita utilizzare il pregevole monumento come punto di incontro e di bevute al non gettare i rifiuti nell'acqua, anche con cartelli appesi sui leoni della fontana. Purtroppo però a qualcuno è venuto in mente di buttare vernice rossa proprio sul monumento e non sul basamento, danneggiando gravemente il monumento. Quel che questi poveri idioti non comprendono, al di là dell'inutilità del gesto, è che la vernice penetra in profondità nel marmo (che è poroso) e che non è detto che sarà possibile ripristinare la bellezza del monumento, danneggiando negli anni da CENTINAIA e CENTINAIA di persone.  
La fontana è già inserita nell'ambito del progetto monumentando, che è stato approvato diversi mesi fa ma che non è ancora partito. Speriamo che presto si possa ripristinare la bellezza di questa fontana monumentale di Napoli e che si possa operare in modo che non venga nuovamente danneggiata (recinzione, come in passato, telecamere).




La fontana in una foto di diversi mesi fa

Centro antico di Napoli fra sporcizia e decine di bottiglie di vetro... (piazza Santa Maria la Nova)



Sporcizia, cartacce, rifiuti... è l'immagine triste di chi attraversa quotidianamente piazza santa Maria la Nova, centro antico di Napoli, nota per la meravigliosa chiesa (quasi sempre chiusa) e per essere sede del consiglio provinciale.  Da settimane oramai le fotografie di degrado ed incuria si susseguono: prima i residui di potatura dell'aiuola rimasti per strada a marcire per oltre una settimana, adesso per giorni decine di bottiglie di vetro ordinate sull'aiuola o rotte per terra e sporcizia in diversi punti della strada e della piazza (molti i fac simile di tessera elettorale).  Fortunatamente oggi un privato ha deciso di spazzare ed eliminare parte dei rifiuti da sè...

Del resto, a parte alcune zone privilegiate, il centro storico di Napoli continua ad avere un non trascurabile, a tratti enorme, problema legato da una parte all'inciviltà dei cittadini, dall'altra alla carenza del sistema di spazzamento e di gestione dei rifiuti ingombranti abusivi. 

Fa specie vedere, del resto, che a prima mattina via Toledo e via Partenope sono letteralmente invase da operatori ecologici ben equipaggiati e che invece la maggioranza delle piazze e le strade del centro debbano essere servite, quando capita, da un singolo spazzino, armato di semplice scopa...   l'intera città dovrebbe essere pulita con costanza e qualità del servizio.  Purtroppo ASIA, a dispetto delle belle parole e delle promesse roboanti, offre ai napoletani un servizio mediocre e costosissimo (persino il vetro gettato/caduto fuor di contenitore diventa rifiuto speciale e come tale va costosamente raccolto...).

San Pietro in Vinculis in stato di degrado ed abbandono totale

la facciata della chiesa di san Pietro in Vinculis - sedile di Porto

Nella zona fra il sedile di porto ed i banchi nuovi sono numerose le testimonianze di epoche passate in avanzato stato di degrado, dietro il "paravento" della bellezza tardo ottocentesca / liberty dei palazzi del Risanamento.  Fra queste sono numerose le chiese, chiuse da decenni se non da secoli.  San Pietro in Vinculis ha le sue origini nel XV secolo, progettata da quell'Angelo Aniello Fiore che, fra le altre cose, realizzò il bel portale di palazzo Petrucci ed altre opere scultorie ed architettoniche a Napoli.  Nel corso del XVII secolo fu poi restaurata e riammodernata, come tante chiese napoletane, in stile barocco, da allievi della scuola di Solimena. Le condizioni della facciata, con l'affesco sul lunotto quasi invisibile, lasciano presagire il degrado assoluto in cui si trovano gli interni, che pure, avevano grande interesse artistico e storico. Parte della chiesa ed i locali che ospitarono nel '500 una scuola di grammatica collegata alla chiesa, sono adibiti ad abitazioni private.  
Va ricordato che per diverse altre chiese e monumenti in stato di degrado si procederà al restauro ed al recupero sia attraverso fondi europei (il grande progetto centro storico di Napoli ) sia attraverso sponsor (il progetto napoletano Monumentando),

Ruderi post-bellici? No... il palazzetto dello sport di Napoli...


Può sembrare uno scenario post-bellico, invece è semplicemente quel che resta del palazzetto dello sport di Napoli, il Mario Argento, dopo anni di degrado e dopo una ricostruzione della struttura che, come è evidente, non è mai avvenuta a causa di intoppi di vario genere.   Invece di discutere di arene del tennis da costruire sul lungomare, sarebbe il caso di ricostruire il Mario Argento, un vero palasport in grado di ospitare 7-8000 persone per eventi sportivi e non.  Sulla Gazzetta dello Sport di qualche anno fa un articolo intitolato "Lo scandalo del PalArgento" riscostruisce tutte le tappe di quella che doveva essere una semplice ristrutturazione a partire dal 1998, allorquando fu giocata l'ultima partita sul parque del Mario Argento.  Il palazzetto, va ricordato, ospitò le gare dei Giochi del Mediterraneo del 1963, le partite delle squadre partenopee di basket e volley in A1, tornei di tennis che videro partecipare grandi campioni, concerti, spettacoli di pattinaggio sul ghiaccio...   Poi il nulla e (almeno) la costruzione del PalaBarbuto per "tamponare" per qualche anno, nonostante l'impianto non fosse in grado di ospitare partite di basket internazionali per difetti di capienza, in un periodo in cui il basket a Napoli era vincente...



Villa Floridiana, fra petizioni, degrado e speranze di rilancio...

Villa Floridiana nel 2010
Croce e delizia del Vomero, la villa Floridiana è al centro di numerose iniziative volte al rilancio del pregevole parco, uno dei pochi polmoni verdi rimasti nella collina del Vomero tristemente nota per la cementificazione selvaggia degli anni '50-'60. 
Se infatti sono diversi gli eventi organizzati fra villa Floridiana e Museo Duca di Martina, al punto che domenica 4 maggio 2014 ci sarà una curiosa mescolanza fra il sacro della musica classica (uno deii concerti promossi dal MiBACT al Museo Duca di Martina )  ed il profano di un picnic organizzato da una nota azienda produttrice di the freddo (Estathe), è indubbio che in tanti fra residenti ed avventori occasionali lamentano uno stato di incuria e degrado che persiste da troppo tempo e che non è stato del tutto risolto con il passaggio della gestione del verde dalla Soprintendenza al comune di Napoli. 
Sfogliando i commenti più recenti su tripadvisor, sono i commenti negativi a prevalere negli ultimi mesi, a causa soprattutto del fatto che una parte considerevole dei giardini (circa la metà) è transennata ed interdetta, in modo tale che i tanti percorsi all'interno dei vialetti che dall'ingresso principale portano fin giù al belvedere sono vietati.  Oltre alle tante segnalazioni di degrado apparse sui quotidiani on line e sui social network, in questi giorni è stato lanciata una petizione da un cittadino napoletano, Fabrizio Flammia,  per chiedere al comune di Napoli la riapertura completa ed il ritorno alla piena fruibilità del parco della Floridiana.

Il testo della petizione:
Il Parco della Villa Floridiana di Napoli è l'unico polmone verde del quartiere Vomero. I giardini erano frequentati da mamme con i loro piccoli, atleti che si allenavano, turisti che godevano del panorana, visitatori del Museo, anziani in cerca di refrigerio, etc etc
Sono anni che il Parco è in totale abbandono per colpa della carenza di fondi. Le rarissime essenze arboree mancano di manutenzione, non vi è la raccolta dei rifiuti, tutte le aree sono recintate. Dopo la firma della convezione Ministero - Comune la manutenzione è a carico del Comune di Napoli il quale nulla ha fatto finora. 
Appena è iniziato a girare sui social network il link alla petizione, che al momento ha superato le 100 sottoscrizioni, è arrivata anche la risposta di Mario Coppeto, presidente della Quinta Municipalità di Napoli (Vomero-Arenella). Il testo della mail è stato reso pubblico sul link della petizione dall'ideatore della stessa:
" gent. dott. Flammia, mi creda, il destino della floridiana è una di quelle cose a cui tengo tantissimo.  il vice-sindaco è informato sullo stato di salute, precario, e stiamo lavorando per modificare lo stato delle cose. ovvio è che gli interventi previsti a carico del comune potranno essere realizzati dopo l'approvazione del bilancio di previsione che è previsto per il prossimo mese di maggio. Nel frattempo la soprintendenza sta mettendo a punto una serie di interventi che ritengo di tutto rispetto; stasera si inaugura il caffè passalacqua che è un primo segnale di novità, domenica è prevista una bella manifestazione che richiama il tema del pic nic. insomma pare che qualcosa si muova!
resto a sua disposizione per ogni ulteriore chiarimento,
saluti, mario coppeto
La speranza di tutti è che la Villa Floridiana possa ritornare ai fasti di qualche anno fa ed a essere completamente fruibile per la gioia di grandi e bambini. 

Mergellina, la cartolina di Napoli ed una spiaggia da ripulire...


Mergellina è probabilmente uno dei luoghi più affascinanti di Napoli, dove il legame della città con il mare è più forte di altrove, fra pescatori intenti per strada a rattoppare le reti e gabbiani in volo intorno ai piccoli pescherecci.  Passeggiando sul molo si notano anche i forti contrasti tipici di una grande città: piccole imbarcazioni di pescatori e mega yacht, piccoli ed instabili pontili in legno e moderni approdi elettrificati. 
A Mergellina è possibile scattare immagini di Napoli da cartolina od altre in grado di evidenziarne i problemi: troppi venditori ambulanti sul pontile e l'angolo della spiaggia più vicino al pontile sporco e pieno di rifiuti portati dal mare o gettati dalla strada. Peccato, ogni tanto sarebbe bello fermarsi a scattare solamente foto delle meraviglie di questa città e non simboli di inciviltà, incuria o degrado... 


La fontana dei leoni (1788) a Napoli (in pessimo stato)

La settecentesca fontana dei leoni, giardini del Molosiglio
La fontana dei leoni, costruita nel 1788 da Francesco Sicuro, era una delle tre fontane che abbellivano piazza Mercato a fine '700, dal duplice scopo estetico e di abbeveramento per gli animali che trasportavano le merci. Come le altre fontane realizzate dal Sicuro in quella piazza, il tema è egiziano, con due leoni ed un obelisco. La fontana fu spostata prima a Poggioreale nel XIX secolo e quindi nei giardini del Molosiglio nel 1938, quando questi furono creati contemporaneamente alla nuova litoranea (via Acton) nell'area che fino a fine '800 era stata occupata dall'arsenale borbonico.  La fontana è in condizioni di assoluto degrado ed in pessimo stato di conservazione: i leoni sono privi di volto, la vasca a forma semiellittica è piena di rifiuti ed il monumento non rientra in "monumentando", contrariamente a quanto preventivato per la vicina e monumentale (la seconda fontana più grande della città, ma di gran lunga più recente di quella dei leoni in quanto del XX secolo) fontana dei papiri, anch'essa completamente degradata.   I giardini del molosiglio, al contrario, son stati recentemente riqualificati e sono stati dati in gestione alla lega navale ed al circolo Canottieri Napoli. 


Street art fra il degrado e l'abbandono della chiesa della Scorziata, Napoli

Uno stencil di Zilda nel tempio in abbandono della Scorziata

Fra le rovine della cinquecentesca chiesa della Scorziata, chiusa da decenni, vandalizzata e gravemente danneggiata in ultimo da un incendio, nel 2012, causato da balordi che volevano accendere un falò di Sant'Antonio.  Da qualche tempo, come riportato da Il Mattino, una piccola nota di colore ha riportato all'onore della cronaca il sacro tempio, altrimenti dimenticato: il celebre writer francese Zilda, autore di diverse opere d'arte realizzate su stencil e quindi apposte fra i vicoli ed i monumenti di Napoli (nel 2012 e nel febbraio 2014), ha riposto una sua opera al posto del giallo tufo, del vuoto lasciato sull'altare da decenni (l'interno della chiesa fotografato dopo l'incendio, da wikipedia). Chiunque, nel buoio tetro della chiesa, affacciandosi a guardare al di là dei cassonetti della spazzatura e dell'inferriata arrugginita, potrà scorgere l'opera dell'artista di Rennes, fra marmi che ricordano l'antica bellezza della chiesa ed i calcinacci che riportano subito alla mente la triste realtà di uno dei monumenti più degradati e danneggiati dell'intero centro antico di Napoli. La speranza è nel grande progetto Centro STorico di Napoli all'interno del quale sono stati stanziati due milioni e mezzo di euro per restaurare il tempio.


Piazza Borsa: rifiuti nella fioriera da capodanno... a febbraio

Fioriera grande di piazza Bovio 8 febbraio 2014
Nonostante le segnalazioni ad ASIA atte quasi un mese fa, nonostante la scena sia sotto gli occhi di tutti, la fioriera grande di piazza Bovio versa ancora in condizioni pietose, fra decine di bottiglie di birra Peroni (sono aumentate a dismisura nel frattempo, segno di un abitudinario utilizzo della fioriera come contenitore di rifiuti da parte di qualche incivile) e quel che resta di una batteria di botti di Capodanno.
Il degrado in cui si trova la zona intorno a piazza Bovio, del resto, è oramai noto: strade sporche e mai spazzate, cestini di rifiuti che vengono rubati, rimpiazzati grazie alle segnalazioni del comitato di piazza Borsa ed alla solerzia di alcuni validi consiglieri comunali, successivamente in parte rubati nuovamente, nonché   sporcizia per terra un po' ovunque ed a tutte le ore. 
Numerose immagini che richiamano alle situazioni quotidiane legate all'inciviltà di alcuni ed all'imperizia di altri sono sulla pagina facebook del comitato per la tutela e la salvaguardia di piazza Bovio.

Mura greche di piazza Bellini ripulite dai volontari


A distanza di alcuni giorni dalle tante denunce on line (l'ultima su youtube proprio dell'altro ieri) dello stato vergognoso in cui si trovavano le mura greche di Piazza Bellini, invase dal degrado e dai rifiuti, chi si è trovato a passare accanto ai preziosi reperti archeologici ha potuto notare come la zona sia stata in buona parte ripulita dai rifiuti e dalla sporcizia: nella giornata di ieri sono stati diversi i volontari, fra cui anche il consigliere della II municipalità Pino de Stasio, impegnati a ripulire dai rifiuti le mura greche.  I volontari hanno poi lasciato un monito stampato agli incivili che sono soliti utilizzare reperti di oltre 2000 anni come ricettacolo di rifiuti. Urge, comunque, un intervento di pulizia e recupero da parte degli enti preposti. 



San Giovanni Maggiore: vandali in azione durante il restauro ed anche dopo la denuncia della stampa

Largo San Giovanni Maggiore, 25 gennaio 2014
Negli ultimi giorni numerosi quotidiani si sono occupati nuovamente della basilica di  San Giovanni Maggiore, la cui parete laterale, accanto a palazzo Giusso, è stata deturpata da scritte vandaliche già durante l'opera di pulizia e restauro della facciata. (da notare che sembra siano state realizzate altre scritte DOPO la pubblicazione dell'articolo, almeno confrontando le immagini pubblicate dal Corriere del Mezzogiorno e da Il Mattino il 22 gennaio con quelle fatte dal sottoscritto). 
E' assurdo che si permetta a persone dotate di ben poco intelletto e doti artistiche di rovinare in continuazione luoghi simbolo di Napoli, pezzi del patrimonio UNESCO.  Purtroppo questi vandali, che meriterebbero di essere obbligati a ripulire tutti i danni da loro compiuti, restano quasi sempre impuniti. Servono maggiori controlli, magari utilizzando telecamere collocate in prossimità dei luoghi maggiormente oggetto degli atti vandalici (Santa Chiara, San Giovanni Maggiore, fontana di Monteoliveto, etc.) in modo tale da individuare e punire i colpevoli.  Di sicuro va ricordato ancora una volta che scritte di questo tipo non hanno nulla a che vedere con l'arte e che chiunque non abbia rispetto del patrimonio storico di una città non potrà mai essere ritenuto in alcun modo artista ma solo un vandalo. 


Largo San Giovanni Maggiore, con la facciata laterale della basilica deturpata dai vandali - novembre 2013

Rifiuti di Capodanno ancora per strada all'Epifania, Piazza Santa Maria la Nova

Piazza Santa Maria la Nova, ancora rifiuti di brindisi e botti di capodanno all'Epifania
Già alcuni giorni fa era stato segnalato da diverse persone, fra cui esponenti di maggioranza della municipalità, che il servizio di pulizia nel centro storico di Napoli a ridosso di Capodanno era stato lento ed inefficiente.  Difficile però immaginare di vedere ancora oggi resti di botti di Capodanno e di cene e brindisi per strada, in mezzo ad una piazza simbolo del centro antico come Santa Maria la Nova.  In particolare ancora oggi proprio accanto all'ingresso della monumentale chiesa si trovano decine di resti di fuochi d'artificio ed all'angolo con via San Giuseppe Cristofaro si trovano ancora decine di resti (bottiglie, piatti di carta, scatoli di panettone e spumante) là da Capodanno.   Come già scritto in passato, una città che ambisce ad essere meta turistica non può permettersi lacune di questo tipo, ASIA dovrebbe garantire pulizia a maggior ragione nei giorni di festa. 

Cestini dei rifiuti rubati a decine in zona piazza Borsa...


Come segnalato dal Comitato per la tutela e la salvaguardia di piazza Bovio (qui la pagina facebook) in questi giorni si è assistito al furto sistematico dei cestini della spazzatura in piazza Borsa e dintorni. Laddove c'erano due contenitori, adesso ce ne è uno e sono numerosi i pali rimasti senza cestino (almeno cinque in piazza). In alcuni punti sono stati divelti addirittura i pali (in via Porta di Massa, in via Giulio Cesare Cortese hanno provato a portar via in una sola volta due cestini ed un palo ma evidentemente son stati disturbati ed il cestino è rimasto appoggiato al muro, accanto alla spazzatura). 
Accanto alla richiesta di maggiori controlli, ovviamente si richiede ad ASIA ed al comune di Napoli di intervenire con il ripristino dei cestini rubati, facendo attenzione a saldare o comunque a proteggere questi "preziosi" arredi urbani...  anche questa è Napoli !!!! 
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