Visualizzazione post con etichetta musei a Napoli. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta musei a Napoli. Mostra tutti i post

Il museo di Zoologia di Napoli, fra scheletri ed animali impagliati


All'interno del centro musei delle scienze naturali e fisiche dell'università degli studi di Napoli Federico II (ingresso via Mezzocannone 8),  la collezione sicuramente più vasta è quella contenuta all'interno del museo di zoologia: centinaia e centinaia di animali impagliati e di scheletri di vertebrati di ogni tipo. Un cartello, all'ingresso, ricorda che tutti gli animali raccolti nel museo negli ultimi anni sono morti per cause naturali, ben diverso il destino ovviamente di quelli arrivati qui nel secolo scorso o nei primi decenni del XX secolo.  Il sito del museo di zoologia è ben fatto in quanto ricostruisce storicamente la realizzazione della collezione, soffermandosi anche su quel che c'era e che nel corso degli anni, a più riprese, è stato depredato (soprattutto durante la seconda guerra mondiale). 
 Molti degli animali presenti nel museo hanno del resto una "storia" da raccontare: c'è l'elefante indiano che nel 1742 Carlo di Borbone portò alla reggia di Portici e che fu utilizzato come "comparsa" anche al San Carlo per un'opera di Metastasio, c'è lo scheletro di una balena franca boreale, che si addentrò nel mar grande di Taranto e fu barbaramente uccisa nel 1877 mentre cercava di ritornare in mare aperto.  Ci sono esemplari di animali oramai estinti o quanto meno non più presenti nei luoghi in cui furono trovati (anche una foca monaca ritrovata nel golfo di Napoli).  Di rilievo la collezione malacologica (la branca della zoologia che studia i molluschi).
Accanto all'elefante si nota lo scheletro di un dugongo (uno dei due esistenti in Italia), curioso mammifero marino dell' ordine dei sireni, la cui forma ha contribuito a creare il mito delle sirene . Gli scheletri dei cetacei rappresentano sicuramente una dei punti di interesse maggiori per i bambini, data la dimensione. Gli animali impagliati sono tantissimi (c'è anche un okapi), ultimo arrivato nel museo, un cucciolo di giraffa.

L'elefante indiano alla corte dei borbone, un dugongo ed un leone
Gli scheletri dei cetacei presenti nel museo.



Villa Pignatelli riflessa nella fontana

Villa Pignatelli, riflessi (da fotografiareale.com )


A volte alcuni luoghi di Napoli sono talmente noti e belli dal far diventare superfluo descriverli e scattare una fotografia. Villa Pignatelli è ancora oggi una piccola oasi all'interno del caos del centro di Napoli, con la bella facciata neoclassica, l'ampio giardino amatissimo dai bambini,  gli arredi del XIX secolo.   Da qualche mese (da giugno) ha riaperto finalmente dopo circa 20 anni il museo delle carrozze, divenuto un ultra-tecnologico luogo per ammirare carrozze, calessi e finimenti d'epoca, con colonnine computerizzate poste in prossimità di ogni vettura in modo tale da poter approfondirne modalità d'uso e specifiche tecniche.   Un luogo da visitare e rivisitare, dove trascorrere qualche ora di pace, in pieno centro città.

Musei gratis a Napoli il 1 maggio: ecco quali

Palazzo Reale di Napoli visto dai giardini storici
Bella iniziativa per il primo maggio, in occasione anche dell'inaugurazione del Maggio dei Monumenti: numerosi parchi storici e musei di Napoli saranno non solo aperti ma anche con ingresso gratuito.  Va segnalato che il parco della reggia di Caserta sarà chiuso per l'intera giornata del 1 maggio.
  • Museo di Capodimonte ore 8,30 - 19,30 - Parco aperto
  • Certosa e Museo di san Martino ore 8,30 - 19,30
  • Castel Sant'Elmo ore 8,30 - 19,30
  • Museo Pignatelli ore 8,30 - 19.30
  • Museo Duca di Martina ore 8.30 -19.30 - Parco aperto
  • Reggia di Caserta ore 8.30 -19.30 - Parco chiuso
  • Museo di Palazzo Reale ore 09.00-19.00
  • La tomba di Virgilio ore 09-14.00
  • Castel Nuovo ore 09-14.00
  • Museo Madre ore 10:00 - 19:30

Il museo ferroviario di Pietrarsa aperto anche nei weekend dal 14 dicembre

Una delle locomotive a vapore ospiti del museo ferroviario di Pietrarsa
Una gradita novità per gli amanti dei treni, adulti o bambini che siano, dato che da sabato 14 dicembre il museo ferroviario di Pietrarsa (qui galleria fotografica pubblicata su questo blog ) sarà visitabile anche nel weekend.  In particolare da domenica 15 dicembre ogni ora saranno predisposti treni regionali che collegheranno Napoli Centrale con la stazione di Pietrarsa - San Giorgio a Cremano, situata a pochi passi dal museo, costruito nella sede del Reale Opificio Borbonico di Pietrarsa.

Orari e costi:
venerdì, sabato e domenica dalle ore 9 alle ore 16 (con pausa del servizio di biglietteria dalle ore 13 alle 13.30). Il giovedì l'apertura avrà luogo solo su prenotazione per grandi gruppi. 
Il prezzo di ingresso è di € 5,00 (intero) e di € 3,50 (ridotto per gli adulti oltre i 65 anni, per i ragazzi tra 6 e 18 anni, e per tutti i visitatori in caso di parziale chiusura o inagibilità di alcuni padiglioni in caso di convegni o lavori di restauro).
Domenica 15, giornata inaugurale del nuovo ciclo, l’ingresso sarà interamente gratuito


Dal 14 dicembre il Museo Ferroviario Nazionale di Pietrarsa (Napoli) sarà visitabile anche il sabato e la domenica. La novità fa parte del piano della Fondazione Ferrovie dello Stato Italiane, il cui fiore all’occhiello è proprio la prestigiosa area museale, per la valorizzazione dell’inestimabile patrimonio storico, tecnico, ingegneristico e industriale del Gruppo FS.
Per facilitare l’arrivo al Museo, da domenica 15 dicembre, con l’entrata in vigore dell’orario ferroviario invernale, saranno potenziati i collegamenti con i treni regionali che, in coincidenza con l'arrivo delle Frecce a Napoli Centrale, garantiranno circa ad ogni ora la prosecuzione alla volta della stazione di Pietrarsa - San Giorgio a Cremano, ubicata di fronte all’area museale.
Il nuovo orario di apertura sarà il seguente: venerdì, sabato e domenica dalle ore 9 alle ore 16 (con pausa del servizio di biglietteria dalle ore 13 alle 13.30). Il giovedì l'apertura avrà luogo solo su prenotazione per grandi gruppi.
Domenica 15, giornata inaugurale del nuovo ciclo, l’ingresso sarà interamente gratuito. Negli altri giorni, il prezzo di ingresso è di € 5,00 (intero) e di € 3,50 (ridotto per gli adulti oltre i 65 anni, per i ragazzi tra 6 e 18 anni, e per tutti i visitatori in caso di parziale chiusura o inagibilità di alcuni padiglioni in caso di convegni o lavori di restauro).

L'ingresso è gratuito per minori sotto i 6 anni, oltre che per tutti i visitatori diversamente abili ed il loro accompagnatore. Saranno a disposizione dei visitatori delle guide che illustreranno percorsi e contenuti del Museo. Il Museo rimarrà chiuso da lunedì 9 fino a giovedì 12 dicembre al fine di consentire le operazioni tecniche relative al nuovo start-up.

Musei a Napoli: il biglietto integrato a 10 euro per Museo di Capodimonte - Sant'Elmo - Museo di San Martino - museo Pignatelli


Il cortile della Certosa di San Martino
Piacevole novità per turisti ed amanti del patrimonio artistico e culturale di Napoli: a partire dal 1 agosto 2013 la Soprintendenza ha predisposto un biglietto integrato (costo 10 euro) valido per due giorni, utile per visitare quattro musei del Polo Museale di Napoli: il museo di Capodimonte, la certosa ed il museo di San Martino ed il museo Pignatelli.  Il biglietto può essere acquistato nelle biglietterie dei musei ed on line su coopculture  e dà diritto ad un solo accesso per sito museale.

Museo Archeologico nazionale a "sale alterne" per l'estate

Estate a Napoli 2013: i turisti che vorranno visitare il museo archeologico di Napoli, uno dei più importanti del mondo, dovranno fare attenzione all'orario ed al giorno in cui vorranno programmare la loro visita, in quanto di mattina potranno vedere gli affreschi o il gabinetto segreto mentre di pomeriggio potranno ammirare la sala dedicata a Villa dei Papiri. 
Nei giorni festivi poi, recandosi di mattina, probabilmente "a sorteggio" troveranno aperte le sale "mosaici" e gabinetto segreto OPPURE quella dedicata agli affreschi.
I tagli imposti in un settore che necessiterebbe invece di congrui investimenti accompagnati probabilmente ad una non ottima programmazione delle ferie da parte dei dipendenti stessi, hanno comportato una decisione da parte della Soprintendenza Speciale per i Beni Archeologici di Napoli e Pompei che è sicuramente volta a garantire la fruizione delle collezioni uniche (la collezione farnese e quella pompeiana) di cui dispone il MANN (questo l'acronimo del Museo Archeologico Nazionale di Napoli)  ma che suona assurda.  Impossibile pensare che uno dei musei più importanti d'Italia possa essere aperto "a sale alterne", con alcune sale sempre chiuse ed altre visibili solo o di mattina o di pomeriggio.  Impossibile pensare che Napoli possa rilanciarsi se non si è nemmeno in grado di mantenere interamente aperto d'estate (periodo di grande afflusso turistico) il proprio museo più importante.


Il comunicato ufficiale dal sito del MANN:

Notte dei musei 2013 a Napoli: programma aperture ed eventi

Cortile del palazzo reale di Napoli  da fotografiareale.com

Sabato 18 maggio sarà il giorno della "Notte dei Musei 2013", con l'apertura gratuita dalle ore 20.00 alle 24.00 di musei ed aree archeologiche in tutta Italia. Per quanto concerne Napoli, dal programma della notte dei musei si vogliono evidenziare le seguenti aperture /mostre/eventi:

I musei della Federico II 
con conferenze, visite guidate (dalle 13.00 alle 16.00 a Real Museo Mineralogico, Museo Zoologico, Museo di Antropologia, Museo di Fisica, Museo di Paleontologia, Museo di anatomia Veterinaria), visita serale al Chiostro ex convento dei Francescani Osservanti e spettacoli notturni.

Luoghi d'arte statali visitabili il 18 maggio gratuitamente (dal sito del comune di Napoli)
Archivio di Stato di Napoli

18.00 - 24.00
Museo Archeologico Nazionale

20.00 - 24.00
Palazzo Reale

18.00 - 24.00
Certosa e Museo di San Martino

18.00 - 24.00
Museo Pignatelli

18.00 - 24.00
Museo di Capodimonte

18.00 - 24.00
Castel Sant'Elmo

18.00 - 24.00
Museo Duca di Martina e Villa Floridiana

18.00 - 24.00

 Altre aperture straordinarie statali
Apertura straordinaria serale del Castel Nuovo e del museo civico di Napoli
ore 19.00 - 22.00  - ingresso gratuito

Apertura straordinaria serale del complesso di Santa Maria delle Anime del Purgatorio ad Arco
dalle 19.00 alle 23.00 a pagamento (4 euro)

Diario d'artista di Peppe Barra nel teatro di corte del Palazzo reale
dalle 20.00 alle 24.00 - gratuito fino ad esaurimento posti
Mostra "Restituzioni 2013" a Palazzo Zevallos di Stigliano (via Toledo) più concerto
dalle 20 alle 24 - ingresso libero

Apertura serale del museo del Mare 
Chiostro monumentale dei Girolamini
Proiezione film documentario, performance teatrali, visite alla quadreria  ed alla chiesa
previsto contributo di euro 3 con degustazione "tarallucci e vino"

Chiostro grande di San Martino - cartoline di Napoli


Il museo e la certosa di San Martino costituiscono il luogo di maggiore interesse dell'intera collina del Vomero, ancor più dell'adiacente castel Sant'Elmo.  La certosa di San Martino è uno dei capolavori del Barocco napoletano. In questo contesto si colloca il bel chiostro grande, che ospita il piccolo cimitero dei monaci, nella forma attuale su progetto di Fanzago, con alcune opere realizzate anche dal Vaccaro.
Maggiori informazioni sulla certosa di San Martino  e sull'annesso Museo nazionale, che ospita fra le altre opere la celebre collezione di presepi tradizionali e la sezione navale, sono reperibili su wikipedia. Molto belli sono anche gli esemplari di camelia japonica.

La farmacia degli Incurabili ed il museo di arti sanitarie - guida e fotografie

L'ingresso della farmacia storica degli incurabili

L'ospedale degli Incurabili è stato per secoli un punto di riferimento per Napoli, sia per i malati "incurabili", ovvero quanti non avevano il denaro per curarsi, sia per i potenti del Regno, in quanto l'ospedale era una vera e propria eccellenza nel settore sanitario del regno di Napoli, sia per studiosi e personaggi influenti, in quanto negli ambienti della storica farmacia sembra che vi fossero riunioni di personaggi illuminati. Dal 2010 parte del complesso degli Incurabili è giustamente diventato Museo delle Arti Sanitarie, grazie alla associazione Il Faro di Ippocrate, dando la possibilità a residenti e turisti di visitare il chiostro di Santa Maria delle Grazie, l'Orto Medico, le sale del museo all'interno delle quali i volontari hanno raccolto reperti storici legati alla storia dell'arte medica e - su prenotazione ed in particolari giorni - la farmacia storica degli Incurabili, gioiello del Settecento napoletano, raro esempio di farmacia storica giunta pressochè intatta fino ai giorni nostri.  Proprio la farmacia, sorta nel XVIII secolo nello stesso luogo in cui c'era l'antica spezieria, è un luogo magico dalle cui pareti ancora traspirano gli stretti rapporti che c'erano fra farmacia ed alchemia e fra questa e l'esoterismo.  La meraviglia delle opere lignee e delle centinaia di vasi maiolicati in buona parte realizzate da Donato Massa, autore anche delle celeberrime maioliche del chiostro di Santa Chiara, fa da contorno ad un ambiente che secondo alcuni fu utilizzato non solo per la medicina e la farmacia ma anche come ritrovo di menti illuminate, probabile luogo segreto di incontri massonici, come lascerebbero supporre alcuni  simboli presenti all'interno degli ambienti.

L'interno della farmacia storica degli Incurabili - fonte wikipedia

L'ospedale degli Incurabili, più propriamente Ospedale Santa Maria del Popolo degli Incurabili, fondato nel XVI secolo da Maria Lorenza Longo, ha svolto un ruolo fondamentale nella storia di Napoli, non solo da un punto di vista prettamente medico (vi operarono Cotugno, Cirillo e tanti altri grandi medici napoletani), ma anche sociale, politico (qui lavorò Domenico Cirillo, martire della rivoluzione partenopea del 1799, qui secondo alcuni fu piantato uno dei primi alberi della libertà) e religioso (ben 33 persone che lavorarono in questo ospedale furono santificate, ultima San Giuseppe Moscati, amatissimo ancora oggi in città). 
Nel chiostro che ospita l'Orto Medico è imponente l'antico canforo che secondo alcuni risale al XVII secolo.

Durante il periodo napoleonico la soppressione degli ordini monastici portò alla riconversione della maggior parte dei chiostri cittadini. Fra questi, il chiostro di Santa Maria delle Grazie Maggiore a Caponapoli (XVI secolo) fu inglobato dal 1809 all'Ospedale degli Incurabili. Di particolare interesse storico l'iscrizione posta su una lapide all'ingresso della struttura di Ostetricia: "Qualsiasi donna, ricca o povera, patrizia o plebea, indigena o straniera, purchè in cinta bussi e le sarà aperto", che racchiude il pensiero e l'ideale lascito testamentario della fondatrice, nonchè sottolinea la preponderanza del femminile in tutto il complesso ospedaliere.  Famoso per ostetricia e ginecologia, in antichità era presente anche un monastero delle pentite, ovvero dalle prostitute che si erano convertite e prestavano servizio presso l'ospedale, all'interno del complesso l'importanza della figura femminile si nota soprattutto nei diversi uteri raffigurati all'interno della farmacia storica, fra donne alate, caproni partoriti, tagli cesarei e complessi simboli difficilmente comprensibili per chi non è studioso di esoterismo.

Il chiostro di Santa Maria delle Grazie

Il museo delle arti sanitarie è visitabile di mattina, dal lunedì al sabato. Per visitare la farmacia storica occorre contattare i volontari che gestiscono il museo e le opere d'arte presenti all'interno degli Incurabili e prenotare la visita in giorni prestabiliti.  All'interno del museo e delle aree espositive è vietato fare fotografie, cosa che il sottoscritto ritiene assurda e che contribuisce alla scarsa conoscenza del luogo che a oltre un anno dall'apertura c'è ancora fra i napoletani stessi ancor prima che fra i turisti.  Del resto il museo è sotto l'egida della ASL, che per ovvi motivi non ha interesse a tutelare i beni artistici ed il patrimonio culturale, dato che ha già grande difficoltà economica nel gestire la sanità locale.  La vita del museo e soprattutto la gestione e preservazione dell'immensa bellezza della farmacia storica sono nelle sapienti mani dei volontari, medici, come il primario Gennaro Rispoli, o esperti d'arte, il che ancora una volta dimostra quanto drammatiche siano le condizioni della salvaguardia del patrimonio storico della città di Napoli, affidato troppo spesso ai volontari piuttosto che curato realmente dalla Soprintendenza e dal MiBac.

Riapre il Museo civico Gaetano Filangieri a Napoli

la sala Agata del Museo civico G. Filangieri di Napoli (foto da comunicato stampa)

Dopo oltre dieci anni, riapre il museo civico Gaetano Filangieri, in via Duomo a Napoli, sito nel quattrocentesco palazzo Como . La cerimonia di riapertura avverrà alla presenza delle autorità martedì 22 maggio 2012 alle ore 11.00 nella chiesa di San Severo al Pendino, adiacente al museo.  Segue comunicato a cura dell'ufficio stampa Museo Civico Gaetano Filangieri oltre alle indicazioni concernenti orari, costi e modalità di prenotazione per le visite guidate.


Riapertura del museo civico gaetano filangieri

Martedì 22 maggio alle ore 11, nella chiesa di San Severo al Pendino, avrà luogo la presentazione della riapertura della Sala Carlo Filangieri del Museo Civico Gaetano Filangieri, restituito alla città e ai visitatori dopo tredici anni di chiusura.
L’inaugurazione rientra nel calendario del Maggio dei Monumenti.

Alla presenza del presidente della Regione Campania, Stefano Caldoro, dell’assessore regionale alla promozione culturale – Musei e Biblioteche, Caterina Miraglia, del sindaco di Napoli, Luigi de Magistris, dell’assessore comunale alla cultura e al turismo, Antonella Di Nocera, del soprintendente speciale per il patrimonio storico, artistico ed etnoantropologico e per il polo museale e della città di Napoli, Fabrizio Vona, e del direttore del Museo, Gianpaolo Leonetti, verranno dischiuse le porte di palazzo Como, la cui facciata è un raro esempio di architettura rinascimentale napoletana, sede del Museo dal 1888.
Nato dall’appassionato e variegato collezionismo del suo fondatore Gaetano Filangieri, principe di Satriano, e dalla ferma consapevolezza della funzione sociale della cultura, il Museo conserva un ampio repertorio della civiltà artistica non soltanto napoletana. Alle maioliche e porcellane, vetri, avori, armi e armature, medaglie, busti in marmo, terracotta e bronzo si affianca una ricca collezione di dipinti dal XV al XIX secolo, con la significativa presenza dei maggiori interpreti del barocco napoletano, come Battistello, Ribera, Vaccaro e Giordano.
Di grande impatto scenografico è l’ambiente della biblioteca del principe, in cui si conservano manoscritti dal XIII al XIX secolo, oltre all’archivio storico contenente il carteggio tra Gaetano Filangieri senior e Benjamin Franklin, e che si affaccia sull’elegante Sala Agata.
Grazie alla sensibilità ed al sostegno concreto offerto dall’Assessorato Regionale alla Promozione Culturale, Musei e Biblioteche, attraverso lo stanziamento di fondi anche straordinari, la città di
Napoli può finalmente riappropriarsi di una prestigiosa istituzione culturale.
L’inaugurazione costituisce per tutto il centro storico, già riconosciuto patrimonio universale dell’Umanità dall’UNESCO, l’opportunità di ampliare l’offerta turistico-culturale volta alla promozione e valorizzazione del territorio.

ufficio stampa Museo Civico Gaetano Filangieri (facebook)
responsabile
Paola Amodeo tel. 331 1040914/info Museo tel. 081 203175
e-mail infomuseofilangieri@gmail.com

apertura e visite guidate
visite guidate a partenza fissa all’intero percorso museale:
venerdì e sabato alle ore 10.00 - 11.00 - 12.00 - 15.00 - 16.00;
domenica alle ore 10.00 - 11.00 - 12.00
a cura dell’Associazione Progetto Museo
contributo € 5,00; € 2,50 (per i minori di 18 anni);
gratuità per gli studenti dei corsi di indirizzo storico-artistico
info e prenotazioni Associazione Progetto Museo
tel. 081 7499305 - 081 7499246 (feriali ore 9.30-13.30)
e-mail progettomuseo@email.it

Museo nazionale ferroviario di Pietrarsa - guida fotografica

La sala delle locomotrici a vapore - Museo nazionale ferroviario di Pietrarsa

Non è semplice descrivere la maestosità delle vecchie signore delle ferrovie italiane esposte all'interno del museo nazionale ferroviario di Pietrarsa, uno dei più grandi del genere, al confine fra la zona orientale della città di Napoli, Portici e San Giorgio a Cremano: locomotive a vapore saturo, locomotive a vapore surriscaldato, locomotori elettrici a corrente alternata, locomotori elettrici a corrente continua, treni diesel.
Post pubblicato anche su ingegnerianapoli.blogspot.com. Alcune fotografie sono state pubblicate anche su fotografiareale.blogspot.com
La stretta via cieca che porta alla stazione ferroviaria di San Giorgio a Cremano - Pietrarsa non deve trarre in inganno: una volta superati i binari della linea ferroviaria passando sotto grazie al sottopassaggio, l'area una volta occupata da quell'opificio di Pietrarsa che sfornò numerose fra le più belle locomotrici a vapore che avrebbero attraversato le strade ferrate del Regno delle Due Sicilie prima e del regno d'Italia poi, è smisuratamente enorme, composta da diversi padiglioni fra il mare e la ferrovia.
Il Reale Opificio Borbonico di Pietrarsa fu per anni il primo e principale nucleo industriale dell'Italia pre unitaria ed è qui che fu assemblato il primo treno che avrebbe percorso la tratta Napoli - Portici dal 1839, con la locomotiva Bayard una cui fedele riproduzione realizzata nel 1939 per i 100 anni della prima ferrovia italiana è esposta all'interno del museo.
Rimandando alla pagina presente su wikipedia sia per quanto riguarda i cenni storici di una delle fabbriche che hanno contribuito a costruire la storia dell'Italia e per un elenco esauriente di locomotrici ed automotrici presenti all'interno del museo,  in questo post si vuole semplicemente provare a realizzare una breve guida fotografica del museo, suggerendo un percorso di massima da seguire.
Superata la stazione di Pietrarsa - San Giorgio a Cremano, che si può raggiungere da Napoli percorrendo corso san Giovanni in direzione Portici e svoltando a destra non appena appare il cartello che indica la fine del territorio cittadino di Napoli e quello - un po' meno visibile - che indica la presenza del museo, ci si trova in una vasta area occupata da vasti piazzali ed aiuole e da alcuni grossi capannoni. Muniti di biglietto fatto nella biglietteria posta sulla destra (adulti 5 euro, ridotto 3.5, bambini piccoli e dopo lavoro ferroviario non pagano - aperto dal lunedì al venerdì di mattina - il sabato solo su prenotazione) sulla sinistra si trova il grande padiglione A, il capannone una volta adibito al "montaggio", oggi la grande sala dedicata in massima parte alle locomotrici a vapore.
Riproduzione (1939) della locomotiva Bayard
 Volendo cercare di dare un senso cronologico alla visita, è giusto partire da questo padiglione, entrando dalla prima porta sulla sinistra per incontrare la copia della celeberrima locomotiva Bayard, la prima a sfrecciare su territorio italiano in quel breve tratto che serviva ai Borboni ed ai loro amici per spostarsi da Napoli a Portici, sede di uno dei palazzi reali dei sovrani napoletani. Nella sala che sembra immensa non sono ospitate solo locomotive a vapore ma anche i primi treni elettrici, quelli a corrente alternata trifase, in una disposizione che, pur non cronologica come sequenza, di fatto fa sì che la storia delle ferrovie italiane fino ai primi anni '20 sia racchiusa sotto il tetto di quella che un tempo era l'area dedicata al montaggio dei treni.
locomotrice a vapore 640 (locomotiva  a vapore surriscaldato ed a semplice espansione)

I dinosauri a Napoli (museo di Paleontologia)

Lo scheletro di un allosaurus fragilis nel museo di Paleontologia di Napoli

Proveniente dal Nord America, lo scheletro completo e ben conservato di un allosauro (allosaurus fragilis), dinosauro teropode carnivoro vissuto sul finire del Giurassico, è da qualche anno esposto al museo di paleontologia di Napoli, che fa parte dei quattro musei di scienze naturali (mineralogia, antropologia, zoologia e paleontologia) dell' Università degli Studi di Napoli Federico II. Si tratta di un esemplare lungo oltre 8 metri e dal peso stimato di oltre 600 kg, esposto dal 1996 nel complesso universitario di San Marcellino e Festo e collocato in sospensione per non rovinare il meraviglioso pavimento maiolicato del XVIII secolo ed è il "pezzo forte" di una collezione che può contare su uno scheletro di pterosauro, di  rettili marini e volanti, pesci fossili di provenienza locale, una palma fossile, numerosi fossili di trilobiti, conchiglie ed organismi primitivi, teschi di alcuni mammiferi, come il cranio di un giovane Elephas antiquus italicus.
scheletro di pterosauro - museo di paleontologia di Napoli
orme di un dinosauro quadrupede...

Un falso il fantasma del museo di Napoli... i particolari svelati da il "disinformatico"

la fotografia che svela l'inganno fonte il Disinformatico

La notizia del fantasma di bambina che si aggirerebbe per gli scantinati del museo archeologico nazionale ha fatto il giro della rete ed è finita in prima pagina sui principali quotidiani nazionali.  Su "Il disinformatico", interessantissimo blog di Paolo Attivissimo, è però presto smascherata la bufala.
Si tratta, a quanto pare, di una immagine ritoccata volontariamente partendo da un' applicazione per iphone Apple denominata Ghost Capture.  Per quale motivo si sia voluto generare questo "panico" da fantasma non è dato saperlo, quel che è certo è che appare assurdo che tutti i giornali abbiano rilanciato la notizia senza alcuna verifica. Che si tratti di una bufala a questo punto appare palese: le somiglianze fra il profilo della bambina dell'immagine e quella presente nel database dell'applicazione del melafonino sono fin troppo evidenti. Per maggiori dettagli rimando all'articolo pubblicato su Il disinformatico

Settimana della cultura 2011 a Napoli: elenco dei monumenti aperti dal 9 al 17 aprile

Ingresso del Museo Diego Aragona Pignatelli Cortes - Napoli
Il programma della settimana della cultura 2011 a Napoli prevede l'apertura e l'accesso gratuito a diversi musei e  monumenti dal 9 al 17 aprile. In più da quest'anno, per quanto riguarda la Campania, si è aggiunta  la Direzione per lo spettacolo dal vivo che ha invitato gruppi musicali e compagnie teatrali ad organizzare spettacoli e concerti in concomitanza con la "settimana". 
 Il programma degli eventi organizzati in Campania è disponibile sul sito del ministero "MIBAC". In aggiunta ai musei statali, anche monumenti e musei afferenti a soprintendenza, provincia o comuni hanno aderito all'iniziativa e pertanto saranno numerosi i luoghi da visitare gratis dal 9 al 17 aprile.  In aggiunta si segnalano anche eventi ed iniziative strettamente collegate alla "settimana", come l'accesso all'opera "Così fan tutte" al San Carlo a prezzo ridotto.
Fra le decine di opportunità, quelle organizzate a Napoli città sono da pagina 23 in poi del programma,  si segnalano:

  • Così fan tutte al teatro San Carlo  (prezzi ridotti - 8 -12 aprile)
  • Museo archeologico nazionale : diverse iniziative e mostre organizzate per la settimana della cultura fra cui
    • visite guidate alla sezione "Napoli antica (16 e 17 aprile)
    • restituzioni dal J. Paul Getty Museum 
  • Numerosi spettacoli al teatro Nuovo
  • I documenti raccontano l'Unità - Archivio di stato di Napoli, prefettura di Napoli  (16 marzo-31 dicembre)
  •  apertura straordinaria e visite guidate dell'area archeologica Carminello ai Mannesi
  • Rose in villa (Villa Pignatelli, 13 e 14 aprile)
  • Capolavori della collezione banco di Napoli (Museo Pignatelli, 17 aprile)
  • Restauro e sistemazione della chiesa di Sant’Aniello a Caponapoli (9, 17 aprile)
 Si ricorda, inoltre, che fino al 31 maggio 2011 saranno diversi i musei napoletani il cui ingresso sarà gratuito in determinate ore.

    musei gratis a Napoli fino a maggio: l'elenco

    Il palazzo reale di Capodimonte - primavera 2010

    Dal primo febbraio e fino al 30 maggio sarà possibile visitare gratuitamente, in alcuni orari, diversi importanti musei della città di Napoli.  Sarà possibile entrare nei musei di Capodimonte, Castel Sant'Elmo, Certosa e museo di San Martino dalle 8.30 alle 10, e dalle 16 alle 19.30; e nel museo Duca di Martina per tutto l'orario di apertura (8.30-14) senza spendere un euro.  Si tratta, a ben leggere le poche righe pubblicate sul sito del comune, di un'opportunità offerta dalla Soprintendenza per il patrimonio storico, artistico ed etnoantropologico e per il Polo museale della città di Napoli  anche in risposta al difficile momento di crisi che la città di Napoli ha appena attraversato.  Una buona notizia per cittadini e turisti.


    Il giorno 17 marzo, per la celebrazione della festa dei 150 anni dell'Unità d'Italia, al fine di assicurare la dovuta solennità e la massima partecipazione alle celebrazioni della ricorrenza del 150° anniversario della proclamazione dell'Unità d'Italia, tutti i musei, i parchi e le aree archeologiche statali resteranno aperti gratuitamente (FONTE MIBAC).
    ©2009-2026 Fabrizio Reale
    I testi e le immagini pubblicati sul sito, salvo dove espressamente indicato, sono di proprietà dell'autore del blog. Tutti i diritti sono riservati.
    E' vietato l'utilizzo delle fotografie pubblicate senza esplicita autorizzazione da parte dell'autore.
    Per quanto riguarda i contenuti testuali, è possibile l'utilizzo per fini non commerciali a patto di citare correttamente il nome dell'autore e la fonte, con link al post utilizzato.
    ____
    Il blog non rappresenta una testata giornalistica,
    in quanto viene aggiornato senza nessuna periodicità.
    Non può pertanto considerarsi un prodotto editoriale ai
    sensi della legge n°62 del 7/3/2001