Che fine hanno fatto i Morgan? - recensione e trama dell'ultimo film con Hugh Grant

Che fine hanno fatto i Morgan? è una commedia che ha per protagonisti Hugh Grant e Sarah Jessica Parker, e riesce, pur essendo costruita sopratutto sulla bravura e la fama dei due principali interpreti,  in alcuni momenti, a sprazzi, a risultare divertente ed apprezzabile.  Lo spunto narrativo consiste nel prendere  due rampanti newyorkesi, in crisi come coppia ma di grande successo nel mondo  del lavoro, e scaraventarli nel bel mezzo del nulla, in un'ideale paesino distante da tutto e da tutti in pieno Wyoming, stato interno americano famoso sopratutto perchè al suo interno c'è il parco di Yellowstone, in cui erano ambientate le storie di Yoghi e Bubu.  Dopo un avvio non esaltante del film, in cui nè Hugh Grant nè Sarah Jessica Parker riescono a dare il meglio di sè, stentando fra stereotipi di loro personaggi già visti in passato,  la pellicola prende una direzione diversa appena ci si allontana da New York, a causa del fatto che i coniugi Morgan, essendo unici testimoni di un omicidio, entrano, loro malgrado, nel programma protezione testimoni.
Il forte contrasto fra la vita frenetica e tecnologicamente avanzata della Grande Mela ed il ritorno forzato alle origini, senza computer o tv via cavo, creano i presupposti per spunti comici e discrete performance personali dei singoli protagonisti. Il lieto fine è garantito ed a tratti si ride, grazie sopratutto alla verve comica di Hugh Grant. 
Di seguito è enunciata parte della trama
Paul e Meryl Morgan sono marito e moglie, separati da alcuni mesi a causa di un tradimento di lui e dello stress nervoso di lei causato dalla difficoltà ad avere figli, sono testimoni involontari dell'omicidio di un cliente di lei, immobiliarista talmente nota da apparire sulle copertine delle riviste., personaggio sotto certi aspetti fin troppo simile a quello interpretato nella nota serie TV.    Il necessario allontamento, insieme alla nuova identità a loro fornita,  li porterà a cercare se stessi in un paesino di frontiera, distante anni luce dai rumori e dalle luci della grande metropoli e l'incontro con la coppia sceriffo - vicesceriffo Clay ed Emma, così uniti nel loro essere sotto certi aspetti ruspanti e rustici, farà sì che i due possano alla fine ricongiungersi sentimentalmente, fra una corsa campestre - in sostituzione del classico giro del Central Park - ed incontri più o meno divertenti con la gente del posto.  Il lieto fine, dall'arresto del criminale fino alla soluzione di tutti i problemi  ed all'aumento, tanto atteso, del numero di componenti familiari, è scontato. 
Buona, come sempre del resto, è la prestazione di Hugh Grant, anche se non sempre riesce ad essere originale ed a eliminare quella sensazione di "già visto" di alcune sue espressioni,  sensazione che invece non abbandona mai Sarah Jessica Parker, troppo donna in carriera alla "sex and city" per calarsi davvero in un  personaggio differente.  Simpatiche sono le figure di contorno, dalla brava Mary Steenburgen, vista di recente in Ricatto d'amore, ai divertenti caratteristi Sam Elliott  e Wilford Brimley (visto in Coocon).
Il film nel suo complesso è vedibile, a patto di aver fatto cadere la scelta su una pellicola che non ha pretesa di impegnare lo spettatore ma semplicemente di intrattenerlo per meno di due ore, senza noia e con qualche sorriso.
Va segnalato che per questa interpretazione Sarah Jessica Parker ha ricevuto una nomination ai poco ambiti "Razzie" Awards.

Film adatto ai bambini e ragazzini in quanto sono assenti sia iturpiloquio che scene violente o di sesso.  Gli argomenti trattati non sono particolarmente impegnativi nè necessitano di spiegazioni preventive. 

Giudizio sintetico: fra @@ e @@@ 

Visto al Martos Metropolitan, sala 2: sala di dimensioni medio/piccole con schermo grande, anche se non super, adatto alla dimensione della sala.  
Va segnalato che a oltre due mesi dalla riapertura del multiplex, non è ancora possibile pagare con carta di credito o bancomat e che il servizio di prenotazione (e non di acquisto) on line o via sms è spesso difettoso. Ci sono margini di miglioramento che andrebbero colmati quanto prima.

Riflessi: collage di foto tratte da panoramio (contest CSP forum italiano)

Collage "Riflessi", contest CSP panoramio.com di Febbraio 2010




Come fatto in precedenza, con questo piccolo e semplice collage desidero complimentarmi con gli oltre 100 partecipanti al contest CSP del forum italiano di panoramio del mese di Febbraio 2010.  Il tema "riflessi", particolarmente adatto alle tematiche riguardanti l'essenza stessa di panoramio, ha fatto sì che in questo mese si sia raggiunto il massimo in termini sia di numero di immagini presentate che di numero di votanti. 
La classifica del contest.
La galleria delle foto presentate.
La pagina commenti del contest CSP.
Complimenti a tutti ed un grazie a quanti hanno votato la fotografia proposta dal sottoscritto, arrivata ottava. 

La Napoli di via Toledo dallo Spirito Santo a Piazza Trieste e Trento - percorso napoletano n.3

Itinerario napoletano n.3:
Via Toledo dallo Spirito Santo a Piazza Trieste e Trento
Una visita a Napoli non può prescindere da una passeggiata per via Toledo, conosciuta anche come via Roma, storicamente cuore pulsante di una città dalle mille anime e dai mille volti.  Via Toledo è una delle poche strade napoletane a riassumere le tante identità della città, essendo crocevia e punto di incontro di zone popolari come i quartieri Spagnoli e la Pignasecca e di quelle storicamente nobiliari come San Ferdinando e Santa Brigida.  Le pizzerie, le gelaterie, le pasticcerie storicamente più note si affacciano o lambiscono via Toledo, il Banco di Napoli ha qui la sua sede storica ed è ancora possibile imbattersi in negozi dalle insegne antiche.
Piazza Carità rinnovata (ottobre 2011)
 La passeggiata proposta attraversa le "due" via Roma, quella trafficata e mai del tutto ristrutturata, che parte da piazza Dante ed arriva fino all'incrocio con via Diaz, quest'ultima da anni ridotta a cantiere a causa degli interminabili lavori della metropolitana, e quella riportata anni orsono agli antichi splendori, zona pedonale dedicata allo struscio ed agli acquisti, che confluisce in piazza Trieste e Trento dopo aver incontrato via Santa Brigida, piazzetta Augusteo con la funicolare centrale, piazzetta Matilde Serao, la galleria Umberto I ed i tanti vicoli che formano quel dedalo di viuzze che sono i Quartieri Spagnoli, antico quartiere costruito dagli spagnoli per permettere l'alloggiamento delle proprie truppe di stanza a Napoli.
I tanti cantieri della metropolitana rendono difficoltoso accedere al punto di partenza del percorso, il luogo universalmente noto a Napoli come "Spirito Santo" , che in realtà si chiama piazzetta Sette Settembre, dominata dalla bella facciata del Palazzo Doria d'Angri, dal cui balcone principale si affacciò Giuseppe Garibaldi il 7 Settembre 1860 per annunciare l'annessione del Regno delle Due Sicilie al futuro Regno d'Italia. Lasciando sulla sinistra il palazzo e sulla destra la basilica dello Spirito Santo,  si imbocca via Roma/ via Toledo lasciandosi alle spalle il tratto finale della strada che porta in Piazza Dante. 
Dopo un paio di minuti di cammino si giunge ad un primo incrocio di vie: a destra si aprono via  Pasquale Scura, ideale prosecuzione di Spaccanapoli,  e via Forno Vecchio, che porterà direttamente nel mondo antico della Pignasecca, realtà unica nel panorama cittadino, un quartiere intero che di giorno diventa mercato, fra negozi, botteghe e banchi di frutta, verdura e pesci in strada. Di fronte, con ingresso dall'adiacente via Maddaloni, è il palazzo Carafa di Maddaloni, bell'esempio di architettura di fine 1500, con interventi di restauro effettuati a metà '600 dal Fanzago. Purtroppo, tale palazzo è quasi totalmente ricoperto da impalcature da anni e necessiterebbe di un completo restauro.
Proseguendo, sulla destra, è la chiesa di San Nicola alla Carità, alla cui realizzazione partecipò Cosimo Fanzago, famosissima nella città per il fatto che, in stanze sotterranee, ospita uno dei più bei presepi tradizionali.
Via Toledo all'altezza della sede del Banco di Napoli
Giunti in Piazza Carità,  attualmente Piazza Salvo D'Acquisto - in onore del carabiniere che, con il proprio martirio,  salvò decine di persone da morte certa - , un tempo sosta d'obbligo , sul lato destro della piazza, in corrispondenza con la fine di Via San Liborio e dietro il cantiere della Metropolitana, era alla gelateria "La Scimmia", tradizionale e antico laboratorio napoletano fra i più famosi, prutroppo oramai chiusa.  Fra Piazza Carità e l'incrocio con via Diaz c'è l'ultimo tratto di Via Toledo aperto al traffico, con negozi antichi come  Leonetti (giocattoli) e che si conclude con il bel palazzo Buono (a destra), ex location napoletana de "La Rinascente" -attualmente in ristrutturazione per destinazioni future - , ed il monumentale e granitico palazzo sede napoletana della Banca Nazionale del Lavoro. Fra un cantiere e l'altro ( qualora non si fosse capito il tratto della Metropolitana che dovrà unire piazza Dante con piazza Municipio, passando per via Toledo, ancora non è completato) sono da notare sia le ripide strade che portano ai Quartieri Spagnoli ed oltre, fin su a Corso Vittorio Emanuele, sia la facciata neoclassica della chiesa di Santa Maria delle Grazie a Toledo, aperta al pubblico ma in ristrutturazione.  Dall'incrocio con via Diaz in poi la strada assume altra conformazione e diventa uno dei salotti della città, una ampia isola pedonale dedicata allo shopping ed allo struscio.
Per chi non sappia cosa è lo struscio, consiste nella classica passeggiata dei giorni di festa ( il termine in origine era legato al sabato santo) che si effettuava utilizzando l' "abito buono".  
Benvenuto nei Quartieri Spagnoli
Anche in questa parte di via Roma i palazzi sono legati alla storia della città e portano ancora, in buona parte, ricordo delle famiglie di appartenenza nel nome e nello stemma nobiliare.  L'esuberanza della Napoli dei quartieri spagnoli è bene evidenziata in fotografia.  In corrispondenza dell'incontro con via Ponte di Tappia, a ridosso dell' ex-Palazzo Motta, facilmente riconoscibile come struttura anni '50, troverete spesso un mercatino artigianale con diverse bancarelle.  Costeggiando la mole della sede del Banco di Napoli, ricostruita in epoca fascista in occasione dei 500 anni del banco, si giunge fino all'incrocio con la nobiliare via Santa Brigida, famosa per essere la strada in cui si trova il rinomato ristorante Ciro a Santa Brigida, accanto all'omonima chiesa. Sulla destra si trovano due antichi negozi napoletani:  Pintauro, luogo in cui si narra siano state inventate le sfogliatelle a fine '700,  che ancora oggi sforna centinaia di "ricce" e "frolle" per la delizia dei passanti, e Gaito, famosa oreficeria che fa parte del panorama di via Toledo da generazioni.
Via Toledo in orario di chiusura pom. dei negozi,
vista da Piazza Trieste e Trento
Poco più avanti altra sosta d'obbligo, a meno che non si sia già gustata una sfogliatella da Pintauro, in corrispondenza con Piazza Duca d'Aosta ( nota anche come piazzetta Augusteo), è nel bar-tavola calda L.U.I.S.E., sinonimo di rosticceria a Napoli da decenni. La piazzetta è dominata dalla funicolare Centrale, che porta fin su a Piazzetta Fuga al Vomero, e dal teatro Augusteo, uno dei principali teatri napoletani.   Poco oltre, sulla sinistra, è uno degli ingressi della Galleria Umberto I, gemella di quella milanese, realizzata a fine '800, attualmente dominata dai tanti negozi di abbigliamento della famiglia Barbaro.  In un angolo,  a sinistra dell'ingresso della galleria, c'è una piccola pasticceria in cui si realizzano ottimi babà.  Sempre sulla sinistra, appena dopo la galleria, c'è uno dei vari negozi di Gay-Odin, la cioccolateria per antonomasia in città. Una sosta per acquistare i celebri nudi o la cioccolata foresta è necessaria.  La passeggiata termina con  la fine di via Toledo, allorquando questa confluisce in Piazza Trieste e Trento e la visuale, per l'intero tragitto ristretta fra due fila di palazzi in massima parte secenteschi, si allarga dalla chiesa di San Ferdinando, al teatro San Carlo, fino al palazzo Reale ed a piazza Plebiscito, con al centro la famosa fontana del "carciofo", costruita sotto l'amministrazione Lauro, sede, come tante altre fontane monumentali cittadine, dei festeggiamenti dei successi calcistici della squadra locale e della nazionale.  Poco prima di giungere in piazza, sulla destra, in via De Cesare, c'è uno dei più rinomati locali dedicati alla cucina giapponese, il kukai.


Itinerario n.3 della guida di Napoli di laboratorionapoletano.com - ultima modifica il 28/11/2011

Giornata di pulizie in via Caracciolo...

Napoli, rifiuti tolti dal litorale, via Caracciolo, 24/02/2010

Oggi pomeriggio chi passava per Via Caracciolo si è trovato dinanzi ad alcuni cumuli di legni secchi e rifiuti vari, risultato di una evidentemente necessaria opera di bonifica del lembo di spiaggia che si trova fra la scogliera e la strada., dopo giorni di mare grosso e cattivo tempo.  Spero che chi di dovere abbia provveduto quanto prima a rimuovere tali cumuli, onde evitare che un'opera di pulizia possa essere da un turista di passaggio confusa con un ritorno del   problema rifiuti.  
Edit:  Ovviamente l'opera di pulizia è stata completata in breve tempo ed i rifiuti tolti alla sabbia ed al mare sono stati raccolti poco dopo lo scatto di questa fotografia.

Avatar - recensione e trama del film di J. Cameron

La scelta di recarsi a vedere Avatar, ennesimo successo planetario di James Cameron, oltre un mese dopo la data di uscita in Italia ha fatto sì che sia stato possibile trovare posti centrali in posizione ottima un giorno prima della visione, senza fare file interminabili o altro.   E' attualmente il film con maggior incasso nella storia della cinematografia mondiale, anche se in realtà una classifica maggiormente veritiera dovrebbe tener conto dei biglietti venduti e non dell'incasso, per ovvi motivi legati all'inflazione e per il fatto che un film in 3d "costa" allo spettatore in media il 30% in più rispetto ad uno classico. Il colossal ecologicamente corretto del regista di Titanic, costato quasi 300 milioni di dollari e che ne ha portato nelle casse della 20th Century Fox oltre 2 bilioni, stupisce sin dall'inizio per la perfetta e fantasiosa ambientazione.  La descrizione nei particolari più minuti della bellezza della fantomatica luna Pandora, realizzata attraverso una sapiente, costosa e validissima miscelazione fra immagini reali pescate in giro per il mondo ( le montagne sospese altro non sono che i monti Huangshan della bella e remota regione dell'  Anhui in Cina) e ricostruzioni fantascientifiche di fauna e flora di un immaginario mondo extraterrestre, con alcuni richiami indiretti a mostri famosi come quelli presenti in Aliens, è eccezionale e da sola vale il prezzo del biglietto.  Per quanto riguarda la trama,  questa riprende la solita, vecchia,  lotta fra gli yankee pionieri e coloni in cerca di miniere d'oro e gli autoctoni che a prima vista sembrano ignoranti ed arretrati ma che, solo dopo attento studio approfondito e solo agli occhi di pochi eletti, dimostrano di avere cultura e storia a tratti superiori di quelle degli invasori: che si sia su Pandora, alle pendici della Ayers Rock o sulle sponde del Colorado cambia ben poco... Avatar può essere visto come la trasposizione in un futuro non troppo lontano  dell' amore che ha Hollywood verso chi è stato strappato dalle proprie terre, da Balla coi Lupi in poi, passando per l'ultimo dei Mohicani o Braveheart.   Lo zoppicare della trama ed il fatto che sin dall'inizio si capisca che la storia prenderà il percorso di un prodotto ecologicamente corretto, sono ampiamente sopperiti dalla magnificenza degli effetti speciali, da quel senso di stupore che l'apparire di alcune regioni della luna può provocare nello spettatore, dall'abilità nell'indovinare alcuni punti di forza del film (la capacità di connettersi con tutti gli esseri viventi del pianeta) che da una parte lo rendono originale e  dall'altra permettono al regista di far uscire i protagonisti da vicoli troppo bui e ciechi, capovolgendo più di una volta l'andamento della narrazione per spingerlo verso la direzione voluta, altrimenti impossibile da prendere.
Il messaggio che Cameron vuole lanciare è semplice e chiaro: la Natura va salvaguardata e bisognerebbe tornare ad amarla ed a venerarla come facevano i padri dei nostri padri dei nostri padri, in quanto non siamo altro che una minima parte di un Tutto planetario che siamo soliti definire "ecosistema".  Anche se a prima vista l'uomo non è in "empatia" con la natura come i Na'vi con la loro dea Eywa, qualsiasi azione che compiamo porta indissolubilmente a modifiche anche catastrofiche... è la realtà e non serve immaginare di essere tutti connessi ad un albero della memoria per rendercene conto.

Di contorno agli effetti speciali, alle realizzazioni di computer-grafica ed alla presenza del 3D, ci sono gli attori: per quanto riguarda i protagonisti "ibridi", na'vi o avatar che siano, nel giudizio complessivo pesa il forte dubbio su quanto nella mimica e e nelle espressioni sia di reale e quanto di costruito. Sempre brava è Sigourney Weaver, che torna ad recitare per Cameron dopo il secondo e terzo Aliens. Credibili i due protagonisti cattivi, nei panni il primo - Stephen Lang- del più classico degli ottusi militari tanto cari alle produzioni USA, il secondo - il Giovanni Ribisi più volte visto in Friends -, altrettanto "solito" rappresentante senza scrupoli di una multinazionale.  Per quanto riguarda i protagonisti assoluti del film, la bella Zoe Saldana ed il nuovo idolo delle donne Sam Worthington, la loro intepretazione è discreta, ancorchè oscurata dalla bravura di chi ha creato i loro personaggi.  Il capo della tribù  Na'vi protagonista, Eytucan, è interpretato dal nativo americanoWes Studi, noto per aver interpretato - guarda caso - diversi ruoli di guerrieri in successi come Balla coi Lupi o L'ultimo dei Mohicani.
Da notare che in Italia l'uscita di Avatar ha portato con sè alcune polemiche riguardanti il fatto che esistono diverse, palesi, analogie fra li colossal americano ed un lungometraggio d'animazione realizzato in Italia nel 2001, dal titolo "Aida degli Alberi" (link ad articolo su focus con il confronto fra i fotogrammi).
Approfondimenti su wikipedia:
Il mondo di Pandora, fauna e flora
Trama completa
La popolazione autoctona dei Na'Vi
 
Adatto ai bambini sia per le tematiche affrontate, che per l'assenza di scene di sesso. Essendovi all'interno scene di guerra e morendo diversi dei protagonisti a causa della battaglia, è comunque bene che un eventuale pubblico "giovanissimo" sia abituato a tali film.  Per i bambini/ragazzini sconsiglierei la visione 3D in quanto, stante la durata del film - oltre due ore -, potrebbe stancare e creare senso di fastidio.

Visto al Martos Metropolitan, sala 6, in 3D.
Per l'occasione è stato sperimentato dal sottoscritto il servizio di prenotazione tramite SMS ( si invia un messaggio ad un numero di cellulare e si deve ritirare il biglietto prenotato entro TRENTA minuti dall'inizio della proiezione).  Il sistema va ancora tarato in quanto in due casi su due è stato inviato in risposta al messaggio, compilato correttamente, una conferma relativa a numeri di posti differenti da quanto richiesto.

Giudizio sintetico: @@@@@

Su blogger - blogspot arrivano le pagine statiche


Essendo ancora un blogger in erba mi sono accorto di questa strabiliante novità solamente oggi ed al momento sto testando, per quanto possibile, la nuova possibilità concessa agli utenti della piattaforma di blogging blogger/blogspot, che finalmente colma una lacuna che di fatto rendeva i blog su wordpress più appetibili: è possibile in maniera semplice ed intuitiva aggiungere le "PAGINE" statiche sul proprio blog.  Se fino a un mese fa l'impaginazione dei blog blogger era quella canonica ed un po' antiquata che prevedeva la presenza di una home page su cui venivano caricati tutti gli interventi in maniera dinamica, ovvero in ordine temporale, adesso è possibile aggiungere anche pagine statiche, grazie alle quali descrivere, ad esempio, le sezioni dei propri blog, creare una pagina "info" o una galleria fissa di immagini o contatti personali.  Le novità introdotte sono ben spiegate sul blog ufficiale di "blogger in draft", laddove il fatto che le novità siano ancora in fase di test è resto evidente dalla parola draft (bozza): collegandosi tramite draft.blogger.com invece del classico blogger.com si accede ad una versione ancora di prova, sia degli editor che dei layout.  La novità più evidente consiste nell'apparizione, nel menù POST, del comando "modifica pagine".   Come ben scritto accanto al tasto "nuova pagina", è possibile creare fino a dieci pagine statiche per il proprio blog, scegliendo come posizionare l'elenco delle pagine, se in orizzontale appena sotto il titolo o se come qualsiasi altro widget. L'editor delle pagine è lo stesso di quello dei post canonici, con l'unica differenza che manca la possibilità di aggiungere etichette. Il consiglio che do, dopo qualche prova, è quello di scegliere per bene sin  dall'inizio il nome da dare alla pagina, dato che l'indirizzo html della pagina prenderà il nome del primo titolo inserito all'atto della pubblicazione.

Napoli in inverno fra montagne innevate e cormorani sugli scogli - laboratorio fotografico

 
Napoli dalla spiaggia con neve su Vesuvio e Monte Faito - febbraio 2010
Fotografia panoramica ottenuta unendo due distinte immagini, senza alcun ausilio "tecnico": a prescindere dalla qualità del risultato "stitched", che non è dei migliori, penso che sia una bella descrizione di come appariva Napoli qualche giorno fa, con il Vesuvio ricoperto di neve, qualche spruzzo bianco sui monti lattari e sul Monte Faito.  Da notare che, per la seconda volta in un mese, sul lungomare partenopeo, in pieno centro cittadino, ieri pomeriggio due cormorani attendevano sugli scogli il momento opportuno per potersi buttare in acqua per pescare.

Cormorani in pieno centro di Napoli - Febbraio 2010
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