Ballottaggio e rifiuti: fra promesse e litigi cosa serve a Napoli

Telefoni pubblici bruciati in rogo di rifiuti con manifesti elettorali abusivi di sfondo

Ballottaggio e rifiuti, monnezza ed elezioni. E' stata una campagna elettorale fra cumuli di rifiuti quella che sta per concludersi ed è stata la spazzatura l'oggetto principale del contendere, fra promesse, progetti e scambi di accuse.  Quel che resta è l'immagine di una Napoli martoriata, ferita, danneggiata dai napoletani stessi ancor prima che da una classe politica, nazionale e locale, che sembra incapace di sedersi ad un tavolo per discutere del bene della città senza litigare e senza cercare un proprio tornaconto personale.
La fotografia qui riportata, l'ennesima scattata in via Monteoliveto davanti alla Posta Centrale, riassume in pochi terrificanti particolari quanto sopra scritto: danni da roghi di rifiuti e dietro il segno di una campagna elettorale che continua ad insozzare la città con manifesti abusivi e selvaggi.
Chiunque venga eletto dovrà fare i conti, purtroppo, con la Lega, che farà - come al solito - di tutto per evitare che Napoli possa disporre di quei fondi necessari per uscire dalla crisi in tempi brevi e per mettere le basi affinchè scempi del genere, finalmente, non accadano più.
Gli "step"  sono in tal senso quasi obbligati:
  1. Individuare le aree dove sversare i rifiuti attualmente prodotti che eccedono il quantitativo che è possibile inviare al termovalorizzatore di Acerra
    1. Prioritario e meno costoso sarebbe utilizzare aree e discariche già disponibili all'interno del territorio della regione Campania. Molto più costosa la soluzione dell'invio all'estero.
  2. Avviare la raccolta differenziata porta a porta sull'intero territorio cittadino, usufruendo di denaro proveniente da Roma o, se possibile, dai fondi europei
  3. Avviare in tempi rapidi la costruzione di impianti di compostaggio per il trattamento dell'umido
  4. Partendo dai dati riguardanti la percentuale di differenziata studiare se e quanti impianti per la produzione di combustibile da rifiuti solidi urbani e centrali termoelettriche che possano bruciarlo realizzare
Contestualmente serve realizzare una serie di ordinanze, simili a quelle fatte da governo e comune nell'autunno scorso, che diano quegli strumenti in grado di punire severamente chi sporca la città, chi non fa la raccolta differenziata, chi sversa illegalmente rifiuti ingombranti o speciali:
  • Multe salate fino alla chiusura dell'attività per quelle società/attività commerciali che non fanno la raccolta differenziata e sfruttano l'emergenza per sversare i propri rifiuti sugli ammassi di monnezza presenti in strada 
  • Sanzioni pesanti e risvolti penali per chi è sorpreso a gettare rifiuti ingombranti o speciali per strada
  • Interventi per limitare l'utilizzo di imballaggi ingombranti in materiale plastico o cartone
  • Tarsu che da tassa possa diventare una tariffa basata anche sulla qualità della differenziata effettuata oltre che sul quantitativo presunto di rifiuto prodotto.
La strada è lunga ma è facile tracciarne un percorso che possa portare alla soluzione del problema. La speranza è che non si risolva tutto con un nulla di fatto e che le parole di De Magistris come quelle di Lettieri non siano semplici parole al vento. 

1 commento:

Carlo ha detto...

Promesse a destra, promesse a sinistra, io spero, che indipendentemente da chi vincerà, Napoli deve ritornare pulita, una città come tutte le altre.
Napoli, nessuno lo vuole ammettere, ma è tra le città più belle del mondo, solo che a qualcuno non piace, perchè è una realtà che da fastidio.

quindi, sinistra o destra, Napoli deve ritornare pulita

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