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Emergenza rifiuti: Napoli appesa a un filo

Rifiuti a Napoli, 30 novembre 2011 - via Depretis altezza via de Gasperi (seconda municipalità)

Napoli è appesa ad un filo, sottile e trasparente, che mantiene la città di Partenope sospesa a pochi metri dal baratro dell'emergenza rifiuti.  Basta uno sciopero non autorizzato da parte di una delle varie società che cura la raccolta della spazzatura per conto dell'ASIA per far accumulare in città cumuli e cumuli di spazzatura la cui rimozione - purtroppo - non è immediata. Stamattina, nonostante la raccolta sia stata interrotta ieri solamente, in diverse zone della seconda municipalità era ancora enorme la quantità di monnezza in strada, a dimostrare ancora una volta che c'è chi approfitta dei singoli momenti di emergenza per fare pulizia nei negozi, negli uffici, nelle case.
In tale condizione sempre precaria, con quella spada di Damocle sulla testa dei napoletani che è la chiusura della discarica di Chiaiano che avverrà a fine dicembre 2011,  appare evidente che bisogna intervenire quanto prima in sincronia fra governo, regione, provincia e comune di Napoli.
Se la raccolta differenziata porta a porta è ancora poco più che una chimera - qui la mappa aggiornata da ASIA delle zone interessate attualmente dal porta a porta - e le promesse di De Magistris di raggiungere l'irraggiungibile soglia del 70% di differenziata sempre più simili a quelle di Berlusconi, se ancora oggi si discute - è di oggi l'intervista del neo-ministro Clini in merito pubblicata su Il Mattino - se costruire o meno un secondo termovalorizzatore incidendo in tal modo sui bandi ovviamente deserti, appare evidente che ancora una volta la strada nel breve periodo sarà rimandare il problema spedendo la nostra spazzatura via nave da qualche parte od aprendo nuove inevitabili discariche. 
Chi perde in tutto questo bailamme è sempre Napoli: le due priorità devono essere innalzare finalmente la percentuale di raccolta differenziata in città, ferma ad un 17.3% ad agosto 2011 di due punti percentuali inferiore ai valori raggiunti dall'amministrazione Iervolino nel 2009 ed al contempo progettare un termovalorizzatore efficiente e dimensionato tenendo conto che Napoli deve quanto meno raggiungere un 40% di differenziata, valore superiori a gran parte delle città italiane di medie e grandi dimensioni,  per diventare un simbolo di rinascita dall'emergenza rifiuti.
Si ricorda ancora una volta che un impianto ben progettato che possa trasformare la monnezza in energia elettrica contribuisce a ridurre l'inquinamento e non ad incrementarlo, a patto però che l'intera filiera di gestione e trasformazione del rifiuto in combustibile sia studiata, progettata e realizzata a norma di legge.

Rifiuti a Napoli: emergenza a Fuorigrotta nel silenzio dei media

Rifiuti a Napoli, 12 settembre 2011

A dieci giorni dall'inizio della "rivoluzione De Magistris" con la raccolta differenziata porta a porta che verrà avviata a Scampia e poi negli altri quartieri individuati dal sindaco per far sì che un terzo degli abitanti di Napoli siano interessati dalla raccolta porta a porta entro fine anno,  quel che stupisce è il silenzio dei media dinanzi all'evidenza di una continua situazione di emergenzaFuorigrotta è oramai da tempo invasa dai rifiuti in più zone e vie e sembra che la cosa non faccia notizia. La fotografia scattata questa mattina a via Leopardi, a pochi metri dallo stadio San Paolo, è eloquente dello stato di disagio che colpisce il popoloso e per nulla periferico quartiere che ospita le principali strutture sportive, il polo fieristico, sedi di università e numerose scuole.  L'immagine della mamma costretta a portare la propria figlia a scuola facendo lo slalom sul marciapiede fra mobili vecchi, ammassi di rifiuti indifferenziati, bidoni vuoti di olio per cucinare e quant'altro deve far riflettere. Come già scritto in passato, non può trattarsi di normalità nè può più essere considerata emergenza quello che è da considerare come un continuo stato di crisi rifiuti, peggiorato dal silenzio dei giornali e dei media, come se - triste scriverlo - non si possa criticare il nuovo sindaco che non riesce ancora a riportare una città alla normalità, nonostante i proclami trionfalistici "alla Berlusconi" dei mesi scorsi... Chi scrive ha fiducia nell'operato di Luigi de Magistris ma al contempo è convinto che sia necessario anche criticare ed evidenziare le mancanze di un'amministrazione comunale che ancora fatica ad organizzarsi per risollevare le sorti della nostra città di Napoli.

Ps
Per quanto riguarda Fuorigrotta, per venerdì 23 settembre 2011 è prevista l'iniziativa "Puliamo Via Marconi" organizzata da Legambiente cui aderisce anche l'Istituto Motori del Consiglio Nazionale delle Ricerche. 

Ancora emergenza rifiuti a Napoli? - settembre 2011

Rifiuti in via Marconi a Napoli - 5 settembre 2011
Napoli è nuovamente prossima ad una emergenza rifiuti. Con il rientro dalle vacanze infatti i napoletani hanno trovato una città in massima parte pulita, eccezion fatta per quanto riguarda la pessima gestione estiva del verde pubblico, in molti punti divenuto "giallo" pubblico.  La ripresa di tutte le attività con l'arrivo di settembre ha però portato a galla, oltre a tonnellate di rifiuti per strada in alcuni quartieri, come Fuorigrotta, i limiti dell'attuale gestione del problema rifiuti.  Come il sottoscritto ha più volte scritto in questo luogo e riassunto in un intervento alla radio Alma di Bruxelles il 14 luglio scorso - qui il podcast - solo una gestione che preveda una forte compartecipazione di governo nazionale, regione, provincia e comune insieme a forti investimenti economici per realizzare gli impianti necessari per il trattamento dell'indifferenziato ed avviare al contempo la raccolta differenziata porta a porta, potranno portare Napoli finalmente fuori dall'emergenza.
Le misure straordinarie devono diventare ordinarie: da una parte è necessario punire quanti continuano impunemente a disattendere leggi nazionali ed ordinanze comunali in termini di smaltimento dei rifiuti, dall'altra bisogna dare al sindaco Luigi de Magistris quegli strumenti - economici e di forza lavoro - in grado di permettere un rapido avvio della differenziata porta a porta che, si ricorda, dovrebbe partire in ulteriori zone della città entro fine mese, almeno in linea di principio. 
Sarebbe ora anche di decidere quale strada sia la migliore per Napoli fra il termovalorizzatore di Napoli Est ed una raccolta differenziata oltre il 50%, in quanto appare evidente che le due cose siano in parte antitetiche: se la raccolta differenziata funziona non dovrebbe servire un secondo termovalorizzatore, se questo funziona non è necessaria una raccolta differenziata così spinta!!!! 

Napoli ancora fra i rifiuti

rifiuti a Napoli - foto di archivio
La spazzatura, mai sparita nelle ultime settimane in quartieri come Fuorigrotta, è tornata ad "allietare" le mattinate torride dei napoletani anche nei quartieri più centrali come Chiaia - cumuli stamattina in Piazza Vittoria come alla Riviera di Chiaia - e nel centro storico della città.  Come chi scrive ha anche ricordato ieri sera, ospite in diretta radiofonica della trasmissione Giro di Boa di Radio Alma, radio giovane e multilingue in onda  sulle frequenze FM di Bruxelles, in un'emergenza continua, per evitare il rischio "abitudine", è ora che davvero tutte le istituzioni, al di là dei partiti, degli schieramenti e del colore politico, lavorino di concerto per il bene di Napoli e dei napoletani. E' assurdo pensare che possa bastare un rallentamento nella macchina burocratica divisa fra competenze e finanziamenti fra comune, provincia, regione e governo, per far ripiombare Napoli nella monnezza. Pubblicare nuove fotografie è inutile, lo spettacolo terribile è sempre lo stesso, solo che di volta in volta cambiano le strade e le vie: oggi è via Leopardi, ieri era viale Marconi, oggi è piazza Vittoria ieri era via Toledo.  
Bisogna dar tempo e mezzi al nuovo sindaco, Luigi de Magistris, per realizzare i propri piani riguardanti la raccolta differenziata porta a porta e la riduzione della produzione giornaliera di rifiuti, bisogna dar fondi a Napoli, a maggior ragione in epoca di crisi, perchè la città partenopea, risolta l'annosa questione rifiuti, possa contribuire realmente al rilancio del nostro Paese riscoprendo in pieno la propria vocazione turistica che già oggi, nonostante tutto, fa sì che siano decine di migliaia i turisti che quotidianamente visitano la città, una delle più complete mete turistiche europee in termini di unione di bellezze naturali ed architettoniche, enogastronomiche e culturali, con monumenti di ogni epoca, dalla Grecia Classica al rinascimento, dal barocco ai giorni nostri.

Chi rispetta le disposizioni per ridurre l'emergenza rifiuti di De Magistris?

Nonostante, come già accennato, l'ordinanza comunale contenente le disposizioni per ridurre l'emergenza rifiuti a Napoli sia stata pubblicata da diversi giorni (reca la data del 23 giugno), passeggiando per la città la sensazione è che sia stata recepita da ben poche attività commerciali.  Ricordando che per ogni violazione dell'ordinanza è prevista una sanzione pecuniaria amministrativa di euro 500 e che la durata dell'ordinanza è di 30 giorni, chi scrive invita tutti i cittadini di Napoli a vigilare, in assenza di un sistema di controllo realmente efficace, affinchè vengano rispettati da uffici ed attività commerciali, fra gli altri presenti, i seguenti divieti:
  • depositare su strada gli imballaggi di carta e cartone (vanno conservati all'interno dei negozi/attività commerciali  in attesa di comunicazioni Asia riguardanti gli orari e modi di raccolta)
  • vendere prodotti vegetali non defoliati
  • utilizzare contenitori monouso e bottigliette di plastica per somministrazione acqua ed altre bevande (usare bottiglie di vetro a rendere)
  • a tutti gli esercenti attività commerciali o pubblici esercizi ed a tutti i responsabili degli uffici pubblici ed aperti al pubblico di conferire rifiuti all'esterno. le modalità di raccolta e conferimento devono essere esclusivamente quelle differenziate
A ben leggere quanto sopra pubblicato sono in tanti, tantissimi, a non aver recepito l'ordinanza.

Il video di presentazione dell'ordinanza da parte del sindaco Luigi De Magistris (da youtube):

Rifiuti: Roghi e strade bloccate a Chiaia e un po' ovunque a Napoli

caos rifiuti alla riviera di Chiaia - Napoli, 23 giugno 2011


La fotografia si commenta da sola. Non si tratta di un quartiere periferico -ammesso che sia lecito immaginare differenze fra centro e periferia - ma della centralissima, famosissima e chic Riviera di Chiaia.  L'emergenza rifiuti ha portato Napoli ad un'ulteriore notte di crisi ambientale e sociale, con roghi appiccati dai soliti delinquenti un po' ovunque (bruciare rifiuti danneggia il manto stradale, distrugge i cassonetti, causa rischi di incendi ben più gravi e sopratutto causa emissioni in atmosfera di diossina e sostanze nocive di ogni genere), cassonetti della spazzatura rovesciati e rifiuti sparsi per strada.  
All'emergenza, in buona parte causata come già scritto dall'assurdo comportamento tenuto dalla Lega Nord, oltre che dalla lentezza con cui regione e provincia hanno reagito ai primi accenni di crisi, si aggiunge la stupidità di alcuni cittadini (?) che per protestare o per motivi oscuri causano maggiori danni alla città ed ai propri concittadini.  In più le dichiarazioni di De Magistris e di Berlusconi suonano come assurdi ed inutili proclami, allorquando l'unica vera necessità è sedersi insieme ad un tavolo per pianificare l'uscita rapida ed indolore dall'emergenza rifiuti. Oggi, come ogni giovedì, scenderanno a Napoli 10.000-15.000 persone dalle navi da crociera... lo spettacolo che vedranno è triste, davvero triste.

Sommersi dai rifiuti: il colera o il tifo ci salveranno dalla monnezza?

rifiuti in Viale Marconi (uffici RAI) - giugno 2011
Difficile capire cosa sta succedendo a Napoli. Difficile comprendere quali siano i reali motivi di questo ennesimo sprofondamento nel baratro dell'emergenza rifiuti.  Provare a camminare per Napoli è quanto meno impervio. I quartieri spagnoli fino a qualche ora fa erano in parte "chiusi per rifiuti", con cassonetti e spazzatura in eccesso messi ad ostruire le strade principali. Nei quartieri spagnoli sono a decine i cartelli fatti in casa con cui i singoli chiedono di gettare i rifiuti solo negli spazi consentiti. Il problema semmai è che gli spazi consentiti non bastano più.  Le piazze e le vie del centro città sono piene zeppe di rifiuti. In corso Umberto I, poco dopo le 23.00 uno spazzino era intento a ripulire il marciapiede in attesa del passaggio del veicolo utilizzato per pulire le strade.... una strada linda e pinta intervallata da cumuli di monnezza... o cumuli di monnezza intervallati da marciapiede e carreggiata lindi e pinti? Vedere negozianti spalare i residui incombusti dei rifiuti bruciati dai vandali per cercare di rendere più accessibile il proprio negozio e meno nauseabondo il contesto civile è triste scena quotidiana di questi giorni. Guardare esterrefatti dipendenti di negozi gettare imperterriti rifiuti da differenziare sui mega cumuli di rifiuti è ancora più triste. 
Napoli chiude per spazzatura, titolano i giornali. Intanto a nessuno viene in mente che basterebbe davvero poco per ripulire la città.  Sbloccare i fondi europei destinati a Napoli e Campania, varare finalmente la legge che prevede la possibilità in casi di emergenza di sversare i rifiuti fuori dalla provincia se non dalla regione, portare avanti il progetto di de Magistris riguardante la raccolta differenziata e magari al contempo quello di Caldoro sul termovalorizzatore, a patto che si tratti di un impianto che possa bruciare combustibile derivato da rifiuti e non rifiuti tal quali, dato che si tratta, sopratutto in termini di emissioni inquinanti, di cose profondamente differenti.  Tre passaggi fondamentali per Napoli.  In rete cominciano a nascere gruppi per sostenere il sindaco appena eletto ed organizzare una protesta in stile "monnezza day" a Roma, davanti al parlamento, in occasione della partenza per Roma di Luigi de Magistris e della sua nuova giunta,  per ricordare ai nostri deputati quali sono i reali problemi del paese, dato che sembrano intenti a farneticare su cose del tutto inutili e fuori luogo come la delocalizzazione di ministeri o uffici ministeriali. 
Al di là delle idee politiche, del "colore", dei pensieri di ciascuno, quel che conta in questo momento è essere uniti.  Napoli non può essere abbandonata. Se davvero la Lega Nord ha fatto ostruzione come sembra, allora i parlamentari del Pdl prendano le distanze, a costo di far cadere il governo qualora non venga al più presto risolta l'emergenza a Napoli. 
Bisogna davvero aspettare che scoppi un'epidemia di colera o tifo o qualche altra malattia oramai fuori moda per far sì che si possa intervenire con decisione? 
Possibile che il napoletano debba augurarsi che vi sia un'emergenza sanitaria per uscire dall'emergenza rifiuti, per non essere definitivamente sommersi dalla spazzatura?
Provocazione a parte,  stando a fonti mediche il numero di casi polmonite negli ultimi due anni è cresciuto di oltre il 40%, dato già di per sè drammatico.  Chi scrive spera che non si debba realmente aspettare che scoppi un'emergenza sanitaria prima che vengano prese le dovute decisioni per risolvere l'emergenza rifiuti.

Rifiuti a Napoli: la Lega Nord causa dell'emergenza sanitaria e ambientale

Roghi di rifiuti e danni in Corso Umberto I - 19 giugno 2011

Inutile prendersi in giro. Per almeno una volta, una delle cause principali dell' attuale crisi rifiuti, dei roghi di rifiuti e delle tonnellate di spazzatura che invadono Napoli a pochi giorni dall'inizio dell'estate è esterna a Napoli: la LEGA NORD.  Mentre in quel di Pontida gli esponenti delle Lega farneticano di ministeri al Nord, senza far comprendere al proprio elettorato quanto costerebbe spostare anche un singolo ministero, a Napoli e provincia si vive in piena emergenza sanitaria ed ambientale, causata in buona parte proprio dalla miopia della Lega, partito di governo d'Italia ed in virtù di tale ruolo non solamente rappresentante di una minoranza geolocalizzata a ridosso delle Alpi.  L'assurda decisione di Calderoli & co. di opporsi nei giorni scorsi ai decreti urgenti in termini di rifiuti riguardanti Napoli ha fatto sì che non si potesse intervenire per tempo spostando i rifiuti anche al di fuori della provincia/regione nell'attesa sia di individuare nuovi luoghi di sversamento -notizia di ieri l'individuazione da parte della giunta Cesaro di tre nuovi siti - provvisori sia dei benefici derivanti dall'ambizioso progetto del nuovo sindaco di Napoli, Luigi de Magistris.  Se la Lega ed i propri esponenti politici ancor prima del proprio elettorato non hanno la maturità dopo tanti anni di governo di sentirsi "forza di governo dell'Italia intera", è giusto che si facciano da parte e che diano la possibilità di governare a quei partiti ed esponenti che hanno a cuore gli interessi dell'Italia intera e non solo di una parte, fra l'altro nemmeno preponderante in termini di numero di abitanti.  Il bene di Napoli è interesse anche della Lega, non solo di partiti che sono radicati su base nazionale come Pd, Pdl, Udc o Idv e Sel. Napoli è la terza città d'Italia in quanto a numero di abitanti, la seconda probabilmente in termini di quantità e qualità delle opere artistiche, archeologiche e culturali in mostra nei propri musei e chiese, una delle principali mete turistiche europee e mondiali, sopratutto nel particolare settore delle crociere.  E' assurdo immaginare che un danno d'immagine a Napoli non possa ripercuotersi anche sul resto dell'Italia, Nord e nord est compresi

Ciò premesso, ancora una volta si deve tristemente sottolineare la mancanza assoluta di intelligenza in quei loschi figuri che di notte girano per la città con il solo scopo di appiccare incendi ai cassonetti di rifiuti stracolmi, causando al contempo una crisi sanitaria, legata alle enormi emissioni di diossina, civica, con il rischio che gli incendi possano propagarsi a facciate di palazzi e negozi, economica, obbligando Asia ad acquistare nuove campane e contenitori per i rifiuti.   
E' assurdo che proprio in weekend come quello appena passato, con la città meno affollata del solito, non siano stati incrementati i controlli da parte delle forze dell'ordine in tal senso.

Rifiuti: la ricetta De Magistris

Napoli invasa dai rifiuti - giugno 2011

I primi impegni presi riguardano, come prevedibile, l'emergenza rifiuti. Tommaso Sodano, assessore incaricato di gestire l'emergenza e Luigi de Magistris hanno presentato già durante la prima assise un piano per intervenire sulla gestione della monnezza modificando radicalmente le abitudini dei napoletani in 90 giorni. La delibera sulla differenziata - fonte AG il Velino - prevede che la raccolta differenziata porta a porta, già attiva per i residenti di alcuni quartieri come Bagnoli e Colli Aminei, venga estesa anche ai napoletani residenti in ben cinque quartieri Vomero, Posillipo, Barra, Ponticelli e Scampia, la maggior parte dei quali molto popolosi, in modo tale da far sì che oltre 300.000 napoletani siano coinvolti nella raccolta differenziata porta a porta già da settembre. Unico, grande, scoglio per ora è nel fatto, come riportato da Il Corriere del Mezzogiorno, che affinchè la delibera possa entrare in funzione vanno sbloccati fondi già previsti da regione e dal governo, 8,5 milioni stanziati tre anni fa dal governatore dell'epoca della Regione Campania oltre ai 150 milioni di fondi FAS europei stanziati per la Campania ed ancora bloccati. 
Sempre per quanto riguarda l'emergenza rifiuti, è stata  ripresa parte della buona ordinanza emessa dalla giunta Iervolino prima di Natale scorso e pertanto sarà vietato ancora distribuire volantini e pubblicità senza mittente così come sarà vietato vendere ortaggi e verdura non precedentemente defoliata. Fra le novità introdotte il divieto di utilizzare materiale usa e getta nelle mense scolastiche.

Rifiuti, rifiuti, rifiuti, rifiuti. Napoli - l'emergenza continua

monnezza in Viale Marconi dietro la RAI - 14 giugno 2011
Ieri si è insediata la giunta de Magistris, l'arduo compito primario sarà quello di portare Napoli finalmente fuori dall'emergenza rifiuti. Anche se non si scrive più di monnezza, anche se gli ammassi di rifiuti non fanno più notizia, nonostante sia terminata la campagna elettorale e siano paradossalmente lontani i riflettori, sono ancora diverse le aree di Napoli ad essere letteralmente sommerse dai rifiuti. Se - fortunatamente- centro antico e commerciale risultano alquanto lindi e puliti, Fuorigrotta è allo stremo. La fotografia scattata in mattinata in viale Marconi, davanti agli uffici della RAI e di fronte al complesso di via Claudio dell'Università di Napoli Federico II, mostra una città ancora in piena emergenza, con tonnellate di rifiuti maleodoranti per strada.

Ballottaggio e rifiuti: fra promesse e litigi cosa serve a Napoli

Telefoni pubblici bruciati in rogo di rifiuti con manifesti elettorali abusivi di sfondo

Ballottaggio e rifiuti, monnezza ed elezioni. E' stata una campagna elettorale fra cumuli di rifiuti quella che sta per concludersi ed è stata la spazzatura l'oggetto principale del contendere, fra promesse, progetti e scambi di accuse.  Quel che resta è l'immagine di una Napoli martoriata, ferita, danneggiata dai napoletani stessi ancor prima che da una classe politica, nazionale e locale, che sembra incapace di sedersi ad un tavolo per discutere del bene della città senza litigare e senza cercare un proprio tornaconto personale.
La fotografia qui riportata, l'ennesima scattata in via Monteoliveto davanti alla Posta Centrale, riassume in pochi terrificanti particolari quanto sopra scritto: danni da roghi di rifiuti e dietro il segno di una campagna elettorale che continua ad insozzare la città con manifesti abusivi e selvaggi.
Chiunque venga eletto dovrà fare i conti, purtroppo, con la Lega, che farà - come al solito - di tutto per evitare che Napoli possa disporre di quei fondi necessari per uscire dalla crisi in tempi brevi e per mettere le basi affinchè scempi del genere, finalmente, non accadano più.
Gli "step"  sono in tal senso quasi obbligati:
  1. Individuare le aree dove sversare i rifiuti attualmente prodotti che eccedono il quantitativo che è possibile inviare al termovalorizzatore di Acerra
    1. Prioritario e meno costoso sarebbe utilizzare aree e discariche già disponibili all'interno del territorio della regione Campania. Molto più costosa la soluzione dell'invio all'estero.
  2. Avviare la raccolta differenziata porta a porta sull'intero territorio cittadino, usufruendo di denaro proveniente da Roma o, se possibile, dai fondi europei
  3. Avviare in tempi rapidi la costruzione di impianti di compostaggio per il trattamento dell'umido
  4. Partendo dai dati riguardanti la percentuale di differenziata studiare se e quanti impianti per la produzione di combustibile da rifiuti solidi urbani e centrali termoelettriche che possano bruciarlo realizzare
Contestualmente serve realizzare una serie di ordinanze, simili a quelle fatte da governo e comune nell'autunno scorso, che diano quegli strumenti in grado di punire severamente chi sporca la città, chi non fa la raccolta differenziata, chi sversa illegalmente rifiuti ingombranti o speciali:
  • Multe salate fino alla chiusura dell'attività per quelle società/attività commerciali che non fanno la raccolta differenziata e sfruttano l'emergenza per sversare i propri rifiuti sugli ammassi di monnezza presenti in strada 
  • Sanzioni pesanti e risvolti penali per chi è sorpreso a gettare rifiuti ingombranti o speciali per strada
  • Interventi per limitare l'utilizzo di imballaggi ingombranti in materiale plastico o cartone
  • Tarsu che da tassa possa diventare una tariffa basata anche sulla qualità della differenziata effettuata oltre che sul quantitativo presunto di rifiuto prodotto.
La strada è lunga ma è facile tracciarne un percorso che possa portare alla soluzione del problema. La speranza è che non si risolva tutto con un nulla di fatto e che le parole di De Magistris come quelle di Lettieri non siano semplici parole al vento. 

Napoli tra Rifiuti e manifesti elettorali abusivi: il danno e la beffa

Rifiuti e manifesti elettorali abusivi in Via Monteoliveto a Napoli
In attesa del probabile evento salvifico che accadrà a poche ore dalla chiusura della campagna elettorale,  Napoli continua ad essere sommersa dai rifiuti.  In aggiunta, come già evidenziato nelle settimane precedenti, la corsa al manifesto abusivo diventa sempre più serrata e contribuisce a creare quantitativi ancora più ingenti di rifiuti, oltre a sporcare palazzi e monumenti della città con i classici "faccioni elettorali".  La "lista" di chi ha aderito all'appello ad impegnarsi a non sporcare ulteriormente la città attraverso la pratica del "manifest selvaggio", lanciato dall'autore di questo blog, Fabrizio Reale, candidato lui stesso per questa tornata elettorale al consiglio della seconda municipalità di Napoli, è composta al momento da soli 16 candidati, a causa, si spera, di scarsa visibilità dell'appello piuttosto che del menefreghismo di buona parte dei candidati. Del resto un manifesto abusivo è più visibile di uno affisso negli spazi consentiti.  Tornando all'emergenza rifiuti, è vergognoso che via Monteoliveto sia nuovamente ridotta a discarica abusiva, per l'ennesiva volta negli ultimi mesi, a pochi giorni dal rogo che per poco non ha danneggiato i palazzi circostanti.  E' vergognoso che esercenti e cittadini disonesti stiano approfittando dell'emergenza per evitare di fare la raccolta differenziata (dai cartoni è facile risalire ai negozi che li hanno gettati nel cumulo indifferenziato) o per effettuare "pulizie di primavera" eliminando oggetti che andrebbero smaltiti attraverso ben diversi canali.

Rifiuti ed ironia: succede anche questo a Napoli in piena emergenza rifiuti

Rifiuti ed ironia a Napoli: corso Umberto I 
E' indubbio che il napoletano sappia reagire anche nelle situazioni peggiori e che l'ironia e la capacità di strappare sorrisi anche nelle situazioni più impensabili siano parte integrante della cultura stessa di Napoli e dei partenopei.  In tal senso va letto il sarcastico ancor prima che ironico messaggio lasciato scritto su un cumulo enorme di rifiuti, rimasti a giacere in corso Umberto I a pochi passi da Piazza Bovio durante tutto il periodo delle feste di Pasqua: " 
"Vi prego nu'va pigliate ce' simm'e affezionate":  vi prego non raccoglietela dato che oramai ci siamo affezionati".  E' paradossale, al di là del messaggio lasciato scritto probabilmente dal portiere dello stabile, che  in centro città non sia stata raccolta la spazzatura per tanto tempo e non sia stato eliminato il cumulo di rifiuti in  una zona commerciale a pochi passi dai principali monumenti cittadini.  
Chi scrive, da candidato a consigliere della seconda municipalità oltre che da semplice cittadino, ritiene vergognoso che in periodo elettorale si debba pensare a promettere senza far nulla di concreto per risolvere in tempi brevi un'emergenza rifiuti oramai infinita.

Pasqua fra i rifiuti a Napoli: migliaia le tonnellate per strada

rifiuti a Napoli - 20 aprile 2011
 Dopo il Natale fra i rifiuti, dopo un capodanno con l'emergenza rifiuti, Napoli si appresta ancora una volta a vivere l'emergenza e il problema inquinamento legato alle emissioni  di diossina e particolato dei cassonetti incendiati in prossimità della Pasqua ovvero di uno dei periodi di maggiore afflusso turistico.  Volendosi porre all'esterno della città e guardare quanto accade da lontano, potrebbe sembrare che ci sia un disegno prestabilito per danneggiare Napoli e far sì che la città non possa godere degli ovvi introiti legati al turismo, ovvi in quanto è palese ed evidente che la città di Napoli, con i suoi dintorni, rappresenta una realtà unica nel panorama mondiale per l'incredibile numero di monumenti storici, reperti archeologici, bellezze paesaggistiche e fantasia enogastronomica. 
Mancano pochi giorni alla Pasqua, bisogna intervenire in fretta, con mezzi speciali ed ordinanze forti per risolvere l'ennesima emergenza di una crisi rifiuti che sembra senza fine.  Fra l'altro, come spesso sottolineato in questo blog, intervenire contro i cittadini scorretti che approfittano dell'emergenza per eliminare rifiuti ingombranti sarebbe già un primo passo.  Napoli è in piena campagna elettorale, oltre 8000 persone, fra cui il sottoscritto, si sono candidate, in buona parte - si spera - con il sogno e la speranza di far rinascere Napoli. Sulle elezioni peserà ancora una volta come un macigno il problema rifiuti, fra dichiarazioni demagogiche, proposte reali ed una sola speranza, quella che il prossimo sindaco davvero riesca ad avviare nel brevissimo periodo la raccolta differenziata porta a porta, dando lavoro a numerose persone e sgravando il carico enorme di rifiuti che va a depositarsi nelle discariche. In contemporanea, come già scritto numerose volte, sarà necessario realizzare impianti di compostaggio per l'umido, impianti di trattamento dei rifiuti che possano trasformare l'indifferenziato in una risorsa, ovvero in un combustibile liquido o gassoso (per ridurre le emissioni inquinanti) da utilizzare nelle centrali termoelettriche al posto di olio combustibile (altamente inquinante) o metano.  

Roghi di rifiuti a Napoli: con l'emergenza torna il problema diossina e particolato

Quel che resta di un enorme rogo di rifiuti in via Marina a Napoli - aprile 2011

Con il ritorno dell'emergenza rifiuti a Napoli, il problema legato ai roghi dei cumuli di rifiuti torna ad essere di un'attualità desolante. Bruciare la spazzatura non raccolta non è il modo giusto per eliminarla ma è un atto vandalico le cui motivazioni, spesso all'apparenza incomprensibili, talvolta sono legate alla volontà di eliminare ingombranti rifiuti che andrebbero smaltiti in isole ecologiche o attraverso opportuni e costosi canali. Durante il weekend, favoriti dalla consueta carenza di controllo, ignoti hanno appiccato incendi un po' ovunque. Nel centro città si segnalano due grossi roghi, uno in via Marina accanto alla sede della facoltà di Giurisprudenza ed uno in via Depretis poco prima di piazza Municipio. Fortunatamente i palazzi antistanti i cumuli di rifiuti bruciati non hanno riportato danni, ma è indubbio che l'aria di Napoli si sia riempita di diossina e di particolato carbonioso, generati dalla non perfetta combustione di tonnellate di rifiuti indifferenziati bruciati in maniera sommaria e pericolosa, con enorme danno per la salute di noi tutti.   Nessuno si stupisca, pertanto, se in questi giorni le centraline di rilevamento dello smog segnaleranno valori altissimi di PM10.   A ben guardare quel che resta della "monnezza" bruciata, appare evidente, come al solito, che parte dell'emergenza rifiuti è causata da quei napoletani che approfittano di tali periodi di crisi per "fare pulizia" dalle proprie abitazioni ed uffici. Passeggiando per la città, accanto alle consuete buste nere, è possibile individuare divani, frigoriferi (ce ne era uno ieri nella centralissima via Toledo), lavatrici (come la carcassa in primo piano in fotografia), mobili ed interi salotti in legno, oltre a cartoni e rifiuti che andrebbero facilmente smaltiti attraverso la raccolta differenziata.
Anche se oramai si è già in piena campagna elettorale, sopratutto per questo motivo, sarebbe auspicabile una soluzione condivisa da comune, provincia, regione e governo, per risolvere la nuova emergenza.

Sommersi dai rifiuti a Napoli: cumuli alti oltre un metro in pieno centro città


Un enorme ammasso di rifiuti alto oltre un metro ostacola la circolazione in via Ferdinando del Carretto, angolo via dei Fiorentini, accanto al palazzo della Provincia, in pieno centro città. Come già purtroppo accaduto più volte in caso di emergenza rifiuti, anche in questo caso il cumulo di spazzatura raggiunge fin quasi a coprirlo per intero il parchimetro, oltre ad ostacolare la circolazione veicolare.  Non vale neanche più la pena ricordare che Napoli non merita questo e che è assurdo vivere in una condizione che sia continuamente al limite e prossima all'emergenza.  La colpa è sicuramente delle istituzioni -tutte- ma anche di quei napoletani che continuano barbaramente ad ignorare le regole del buon senso civico e a non fare un minimo di raccolta differenziata. Fra la marea di rifiuti in fotografia non sono pochi infatti gli imballaggi di cartone che andrebbero gestiti in maniera del tutto differente... qualche multa ogni tanto ad uffici ed esercenti che violano le regole servirebbe. 

Napoli: discarica abusiva lunga centinaia di metri a Bagnoli

Discarica abusiva lunga centinaia di metri a Bagnoli (Napoli) - 30 marzo 2011
La colpa dello scempio mostrato in fotografia non è del governo nè del comune, non riguarda la gestione del ciclo rifiuti nè l'attuale emergenza rifiuti di Napoli, ma semplicemente e tristemente la scelleratezza di alcuni delinquenti che sono la vergogna di Napoli. Via Pasquale Leonardi Cattolica, ampio stradone che da Coroglio porta fino al centro di Fuorigrotta, è da troppo tempo una discarica abusiva di materiali di ogni genere, mobili, divani e poltrone, rifiuti che andrebbero smaltiti in isola ecologica e non secondo il ciclo tradizionale, il tutto nel più totale silenzio.  Da anni periodicamente finiscono sui quotidiani immagini di tonnellate di rifiuti depositate illegalmente per strada in barba ad ogni legge e buon senso civico. La Repubblica fece diversi servizi nel 2008 e 2009 su via Cattolica eppure sia a guardare le immagini su google earth che dal vivo la situazione è sempre terribilmente drammatica. 
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Basterebbe poco per evitare che ciò accada: maggiori controlli e far sì che chi viola così apertamente la legge abbia la certezza di una pena.    Basterebbe poco per ripulire tutto: qualche ruspa e qualche ora di lavoro. Come è possibile che sotto la collina di Posillipo, accanto alla Città della Scienza ed a due passi da Nisida possa esistere una discarica abusiva di oggetti ingombranti di tali dimensioni?

Di nuovo nella spazzatura - Napoli, 25 marzo

Emergenza rifiuti a Napoli - foto dell'11 febbraio 2011 
Come previsto e prevedibile, basta un singolo evento per creare rallentamenti nella raccolta dell'immondizia che puntualmente scatenano nuovamente l'emergenza rifiuti.  Passeggiando per Napoli in queste ultime 48 ore si è assistito al ritorno dei cumuli di spazzatura tanto in quartieri periferici quanto nelle zone del centro della città. Cumuli di rifiuti a Fuorigrotta, spazzatura ad occupare nuovamente i marciapiedi in via Medina come in via Marina, rifiuti che riappaiono a macchia di leopardo secondo uno schema purtroppo fin troppo noto ai napoletani. In base a quanto si apprende dai quotidiani sono oltre 1000 le tonnellate di spazzatura non raccolta, un quinto delle quali concentrate nella municipalità San Lorenzo-Vicaria.  In assenza di un ciclo di gestione del rifiuto, appena la macchina si inceppa sono centinaia le tonnellate di indifferenziata che rimangono per strada e l'unico sistema adottabile da parte dell'ASIA è quello di intervenire quartiere per quartiere, concentrandosi là dove l'emergenza è più grave e trascurando inevitabilmente altre strade e piazze, facendo sì che un problema riscontrato in un singolo giorno possa creare un'emergenza di diversi giorni. 
Chi scrive si auspica che chiunque degli otto candidati venga eletto alla prossima tornata elettorale possa affrontare finalmente con decisione il problema rifiuti, intervenendo anche con misure impopolari ma realizzando quel ciclo di gestione della monnezza che non può prescindere nè da una raccolta differenziata porta a porta efficiente nè tantomeno dalla realizzazione di impianti per la produzione di energia elettrica che possa sfruttare la monnezza, possibilmente indirettamente attraverso opportuni trattamenti, come combustibile. 

Crisi rifiuti a Napoli: febbraio 2011 come novembre 2010 ma senza clamori


In pochi giorni il centro di Napoli è in parte tornato ad essere sommerso dai rifiuti. Se le tonnellate totali rimaste per terra in città sono minori rispetto al periodo "clou" dell'emergenza rifiuti di fine 2010, in alcune zone della città, come già scritto ieri, l'emergenza ha fatto ripiombare alcune strade agli stessi vergognosi livelli del novembre passato.  E' il caso di via Monteoliveto, nell'ampio slargo fra il palazzo della Posta Centrale e quello dove da anni oramai c'è ELDO.   Se la fotografia scattata il primo novembre 2010 (a destra) rimane triste simbolo di un periodo nero per Napoli, quella scattata nel pomeriggio dell'11 febbraio 2011 dimostra come basti davvero poco per ridurre la città ad un ammasso di rifuti.
Va sottolineato che in questa situazione c'è chi, cittadino napoletano scellerato, continua a sversare spazzatura indifferenziata in barba ad ogni più elementare raziocinio.  Fra la marea di rifiuti che occupa parte della carreggiata di via Monteoliveto spiccano infatti un numero imprecisato di imballaggi di cartone, segno che molti commercianti hanno la pessima abitudine di non rispettare i regolamenti comunali e di non fare la raccolta differenziata quanto meno per quanto riguarda carta e cartone.
Va scritto che, a differenza del periodo nero dell'emergenza rifiuti, come già sottolineato ieri, solo alcune zone della città sono in situazioni simili. La raccolta del quotidiano procede regolarmente ma, per coprire il surplus legato a rallentamenti dei giorni scorsi, i mezzi dell'ASIA si concentrano ogni notte su un quartiere, tralasciando un altro e causando le situazioni qui rappresentate negli ultimi due giorni.  La vera notizia è l'assenza di notizie sullo stato attuale della città sui quotidiani. Se non ci fosse stata la forte dichiarazione del cardinale di Napoli Crescenzio Sepe, "sono il cardinale della monnezza", non ci sarebbe probabilmente traccia evidente dell'emergenza rifiuti attuale sui quotidiani.

Napoli e rifiuti: emergenza infinita - 10 febbraio 2011

Emergenza rifiuti a Napoli - 10 febbraio 2011
La monnezza che scompare in un quartiere dopo le proteste dei cittadini appare puntualmente il giorno dopo altrove.  In una situazione di emergenza continua come quella in cui vessa la città di Napoli,  è possibile raccogliere solamente la quantità di spazzatura prodotta quotidianamente. Eventuali tonnellate di rifiuti rimasti per terra a causa di rallentamenti, problemi o proteste, restano là.  Accade quindi che allorquando la situazione rischia di diventare drammatica in un quartiere, le forze si concentrano là ( è il caso di Chiaia, finalmente senza sacchetti di rifiuti per strada dopo tre giorni) e inevitabilmente è un altro quartiere a risentirne. Provate a passeggiare stamattina per via Monteoliveto o via Sant'Anna dei Lombardi... lo spettacolo sarà quello proposto in fotografia.  Napoli non merita questo!  Il governo deve intervenire non solo sbloccando fondi FAS europei già stanziati per la Campania e non si sa per quale motivo in passato bloccati,  l'amministrazione comunale deve pianificare quanto prima l'avvio della raccolta differenziata porta a porta sull'intero territorio cittadino e Provincia e Regione insieme ai commissari devono individuare in primis aree di stoccaggio provvisorio (non voglio chiamarle discariche....) e contestualmente avviare i lavori per costruire impianti di compostaggio, impianti di trattamento e trasformazione dei rifiuti in combustibile, nuovi termovalorizzatori, tutto quello che serva cioè per realizzare un ciclo di gestione dei rifiuti che NON preveda discariche e NON preveda che per un nulla Napoli, la terza città d'Italia in termini di abitanti e fra le prime in termini di afflusso turistico, debba ritrovarsi sommersa dai rifiuti.  

Va poi sottolineato che con l'avvicinarsi delle elezioni amministrative, sono in tanti a cavalcare l'onda nera della monnezza con affermazioni ed interventi dal puro sapore demagogico.  La monnezza, adeguatamente trattata e trasformata, è una risorsa.  Se è vero che la raccolta differenziata può portare alla produzione di nuovi manufatti dagli scarti, è altresì vero che attraverso impianti innovativi e ben progettati è possibile ottenere energia dalla spazzatura con sensibile riduzione di costi e di emissioni inquinanti rispetto alle centrali tradizionali.
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