Onde alte ad infrangersi contro la gialla parete del castel dell'Ovo, il mare mosso, tante nuvole ed il sole a far capolino fra queste: ecco come appariva Napoli vista dalla spiaggia antistante la rotonda Diaz ieri mattina. Non in foto, alcuni operatori ecologici erano intenti a raccogliere i rifiuti lasciati sulla spiaggia dalla mareggiata.
Le stelle Michelin 2015 in Campania: 41 stelle nella guida, terza regione d'Italia
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| Capri al crepuscolo vista dal ristorante Relais Blu, nuova stella Michelin 2015 da archivio fotografiareale.com |
Napoli capitale culinaria d'Italia, con 26 stelle Michelin distribuite sul territorio della neonata città metropolitana: ancora una volta la Campania è fra le regioni italiane che potranno vantare il maggior numero di stelle Michelin nel 2015, terza dopo Lombardia e Piemonte: sono 41 le stelle Michelin per la Campania nella nuova Guida Michelin 2015, tre in più rispetto al 2014 ed al 2013.
La provincia di Avellino perde una stella, quella di Caserta conferma le due che aveva, mentre in quel di Salerno le stelle sono ancora 10, con il ritorno del Flauto di Pan a Ravello (hotel villa Cimbrone) e l'uscita di scena del Pappacarbone di Cava de'Tirreni. A far la parte del leone ancora una volta è la provincia di Napoli, con ben sei locali che potranno fregiarsi delle due stelle (al prestigioso club si aggiunge la Taverna Estia di Brusciano) e quattordici ristoranti con una stella. Le new entry in tal senso in provincia di Napoli sono il Relais Blu a Massa Lubrense (poco più di 10000 residenti e sei stelle Michelin), il "Mammà" di Capri ed il President di Pompei.
Un altro riconoscimento alla cucina campana dopo i premi raccolti durante la presentazione della guida dei ristoranti d'Italia de L'Espresso.| CAMPANIA ( 6 | |||
| Località | Prov. | Stelle | Locale |
| Vallesaccarda | AV | Oasis-Sapori Antichi | |
| Sorbo Serpico | AV | Marenna’ | |
| Telese | BN | Krèsios | |
| Caserta | CE | Le Colonne | |
| Vairano Patenora | CE | Vairo del Volturno | |
| Brusciano | NA | Taverna Estia | |
| Capri (Isola di) / Anacapri | NA | L’Olivo | |
| Capri (Isola di) / Anacapri | NA | Il Riccio | |
| Ischia (Isola d’) / Casamicciola Terme | NA | Il Mosaico | |
| Ischia (Isola d’) / Lacco Ameno | NA | Indaco | |
| Massa Lubrense / Nerano | NA | Quattro Passi | |
| Massa Lubrense / Nerano | NA | Taverna del Capitano | |
| Massa Lubrense / Termini | NA | Relais Blu | |
| Napoli | NA | Il Comandante | |
| Napoli | NA | Palazzo Petrucci | |
| Quarto | NA | Sud | |
| Sant’agata Sui Due Golfi | NA | Don Alfonso 1890 | |
| Sorrento | NA | Il Buco | |
| Sorrento | NA | Terrazza Bosquet | |
| Pompei | NA | President | |
| Vico Equense | NA | L’Accanto | |
| Vico Equense | NA | Antica Osteria Nonna Rosa | |
| Vico Equense | NA | Maxi | |
| Vico Equense / Marina Equa | NA | Torre del Saracino | |
| Capri | NA | Mammà | |
| Amalfi | SA | La Caravella | |
| Caggiano | SA | Locanda Severino | |
| Eboli | SA | Il Papavero | |
| Maiori | SA | Il Faro di Capo d’Orso | |
| Mercato San Severino | SA | Casa del Nonno 13 | |
| Paestum | SA | Le Trabe | |
| Positano | SA | La Sponda | |
| Positano | SA | Zass | |
| Ravello | SA | Rossellinis | |
| Ravello | SA | Il Flauto di Pan | |
The Independent: a Napoli le cose stanno cambiando
E' indubbio, come ricorda su facebook un giovane ingegnere partenopeo emigrato da tempo in UK, che l'immagine che i media anglosassoni hanno di Napoli sia migliorata in questi anni.
In particolare è interessante la parabola riguardante il prestigioso The Independent: nel 2008 era "vedi Napoli e muori", ancora nel 2013 sulla pagina facebook del quotidiano c'era un inquietante "The mafia left Naples in ruins. Can they do the same to Pompeii?"; ieri invece è apparso finalmente un bell'articolo che, per lo meno, sottolinea che l'immagine della città sta migliorando.
"Previously tarnished by associations with litter and crime, this seductive seaside city is cleaning up its act"
precedentemente offuscata dalle associazioni con spazzatura e crimine, l'immagine di questa seducente città di mare si sta ripulendo ed anche se è paragonata a Rio de Janerio ed a Caracas ( !!! ), è indubbio che un articolo in stile "travel" con consigli sul dove mangiare la pizza e dove assaggiare il baccalà, dove prendere un aperitivo e cosa visitare sia un grande passo in avanti.
But things are changing
le cose stanno cambiando... fra un tour delle stazioni dell'arte ammirando le opere di William Kentridge ed Oliviero Toscani e qualche commento alla pedonalizzazione del lungomare ad opera di de Magistris... persino The Independent ha iniziato a rivalutare l'immagine di Napoli.
Il testo completo dell'articolo:
Castel dell'Ovo fra mimi ed artisti di strada, dipinti e fotografie
Mimi ed artisti di strada, trampolieri e gatti e soprattutto tanti artisti che esponevano loro fotografie e dipinti: ecco come appariva domenica mattina il ponte che collega l'isolotto di Megaride alla terraferma, Castel dell'Ovo ed il borgo marinari al resto della città. Sicuramente una bella iniziativa, dal nome "Un ponte di conoscenza sul mediterraneo", organizzata nell'ambito del forum universale delle culture nella prima municipalità, che ha reso più vivo uno dei punti più belli e caratteristici di Napoli intera. Sarebbe bello se al di là degli intermezzi musicali, il ponte potesse periodicamente ospitare artisti di strada.
Carcere per chi giocava in strada nella Napoli del '600 - l'epigrafe di Donnaromita
Come già scritto più volte, leggendo i testi delle lapidi poste sui muri di Napoli è possibile ricostruire scene di vita della Napoli del 1600 e 1700.
Fra le tante lapidi ed epigrafi poste sui muri dei palazzi di Napoli antica, quella che è affissa sulla parete della chiesa di Donnaromita, proprio sotto la cupola maiolicata, è particolarmente interessante.
Anche se si discosta formalmente dalle altre viste finora in quanto mancano diversi richiami burocratici e soprattutto la data (il che fa pensare che sia giunta non intera fino a noi), in realtà nella tematica è simile a quella affissa sulla parete di san Domenico Maggiore: è infatti vietato "giocare", "sotto pena di sei ducati e carcerazione arbitraria". Che si trattasse di giochi di ragazzi (qualche antenato dell'attuale gioco del pallone) o più probabilmente qualche gioco d'azzardo (nell'altro banno si fa riferimento a giochi d'azzardo con le parole palla, pastore e farinole), non è dato saperlo.
Quel che è interessante è che a prima vista il banno sembra più antico degli altri presenti in zona, in quanto il consigliere Andrea Provenzale, che qui risulta delegato del monastero di Santa Maria di Donnaromita, potrebbe essere quell' Andrea Provenzale che risulta consigliere regio morto nel 1645 sia nelle cronache sia del Giustiniani (Memorie istoriche degli scrittori legali del regno di Napoli ..., Tomo 3) che indirettamente di Bartolommeo Capasso (Memorie storiche della chiesa sorrentina).
Il banno pertanto potrebbe essere risalente al XVII secolo.
Il banno pertanto potrebbe essere risalente al XVII secolo.
Il testo completo del banno di Donnaromita (da notare i tanti errori di ortografia):
Banno et comandamento p ordine
dell sig.r consegliero andrea
provenzale comissario delegato
dell monasterio de S.ta Maria d.
romita che nessuno ardischi gocare
in queste due strade intorno
all monasterio sotto pena de ducati
sei et carceratione arbitrario
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I bassi profani di San Nicola al Nilo - epigrafi e lapidi di Napoli
Chiunque si trovi a passare per san Biagio dei Librai, magari dirigendosi a San Gregorio armeno per ammirare i caratteristici presepi, si sarà chiesto almeno una volta come mai sotto la bella scalinata d'ingresso della chiesa di San Nicola al Nilo vi siano botteghe e bancarelle, che in buona parte vendono paccottiglia cinese. Ebbene, solo pochi avranno notato (a proposito... si ringrazia un lettore per la segnalazione) che quei spazi son ceduti come botteghe da sempre, praticamente da quando la facciata della chiesa è stata ricostruita e resa così come oggi appare.
Due epigrafi datate "primo di febbraro 1706" sottolineano infatti che sia i due bassi laterali che il sottoscala centrale non erano parte della chiesa bensì "profani" ed in quanto tali non godevano di "immunità ecclesiastica" (in termini di tasse? chissà... anche a quell'epoca magari non si pagavano ICI - IMU e affini). Quel che conta è che la chiesa fu ricostruita nel 1705 e che già ad inizio 1706 fu reso necessario chiarire la posizione di quei bassi. Ancora una volta un piccolo pezzo di storia partenopea può essere ricostruito attraverso la riscoperta e lettura delle tante epigrafi e lapidi posti sui muri di chiese e palazzi napoletani.
Ecco il testo dell'epigrafe:
Nel primo di febbraro 1706
per decreto della corte arcivescovile
di questa città è stato ordinato
CHE QUESTO ATRIO SCALA E LE DUE
BOTTEGHE SEU BASSI LATERALI
restino profani e non godano
immunità ecclesiastica
PS
al di là della battuta su IMU ed ICI, va ricordato che l'immunità ecclesiastica riguardava tutta una serie di privilegi che andava dall'esenzione delle imposte al più noto asilo per quanti, ritenuti perseguitati, si rifugiavano nelle chiese. PEr maggiori informazioni
La Basilica dell'incoronata madre del buon consiglio di notte
Anche se agli occhi di un distratto potrebbe sembrare, complici le verdi frasche che coprono buona parte della struttura, il più celebre cupolone romano, quella in fotografia è la cupola della basilica dell' Incoronata madre del Buonconsiglio a Capodimonte, realizzata fra il 1920 ed il 1960 come copia di San Pietro. La chiesa, che ospita l'immagine della madre del buon consiglio, per la cui devozione fu edificata, è famosa anche per la diceria popolare in base alla quale, durante il terremoto del 1980, la statua della madonna con bambino posta alla sommità della facciata cadde senza rompersi, restando integra. In realtà la statua si divise in due pezzi cadendo sul pavimento ed uno di questi si spezzò ulteriormente.
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