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L'obelisco di San Gennaro a Napoli



L'obelisco di San Gennaro è il più antico delle tre guglie barocche che si innalzano in cielo nel centro antico di Napoli.  Fu progettato da Cosimo Fanzago su richiesta della real deputazione di San Gennaro dopo l'eruzione del 1631; anche se fu commissionata nel 1636, la guglia fu realizzata in nove anni ma portata realmente a termine solo nel 1660 (fonte wiki).  si trova in piazza Riario Sforza, uno slargo di vi Tribunali, fra il Pio Monte della Misericordia e la real cappella del tesoro di San Gennaro. 



La fontana della Spinacorona o delle zizze: la Sirena Partenope che spegne il fuoco del Vesuvio


La fontana della Spinacorona, popolarmente conosciuta come "fontana delle zizze" è una delle fontane monumentali oggettivamente più interessanti di Napoli, tanto è piena di simbologia e parzialmente oscura la sua storia.  
Di sicuro una fontana in quel punto sulla parete della chiesa di Santa Caterina della Spina Corona è attestata da un documento del 1498,  di sicuro la fontana fu restaurata e fatta modificare nel XVI secolo dal viceré don Pedro de Toledo, che fece apporre i simboli della città di Napoli e di Carlo V.
Un'antica targa, non più visibile, riportava la scritta in latino: "Dum Vesevi Syrena Incendia Mulcet":  la fontana rappresenta la sirena Partenope, qui nell'iconografia originaria greca con ali e zampe da rapace, nell'atto di spegnere le fiamme che fuoriescono dal Vesuvio con l'acqua che sgorga dai suoi seni, le "zizze" napoletane, appunto.  Per alcuni, rifacendosi alla possibilità che la fontana fu fatta modificare in tal guisa dal viceré, il Vesuvio rappresenterebbe il popolo infuriato e pronto alle rivolte che viene placato dalle acque e dalla bellezza di Partenope (il potere?).   Per altri, fra cui il qualificatissimo Celano,  la fontana con il Vesuvio e la sirena risalirebbe ad epoca medievale, gettando le radici fino al XII secolo.  Nel decimo volume del suo Notizie del bello, dell'antico e del curioso della città di Napoli  Carlo Celano (qui la biografia per chi non lo conosca) ricorda come una sua escursione alle pendici del Vesuvio e la vista di antiche bocche laterali del vulcano gli abbiano portato alla memoria questa fontana "antichissima":
un’antichissima statua della Sirena colla lira in mano, che butta acque dalle mamelle, situata sul Monte Vesuvio, che erutta fiamme non dalla cima ma dai lati
 Difatti il Vesuvio è raffigurato con la lava che sgorga dai lati e non dalla cima, nonché con un violino su una delle pendici. 

Va ricordato che l'originale della statuetta della sirena è al museo di San Martino. 
La fontana, che presenta diversi segni del tempo e di degrado ed è costantemente invasa da ... mollette per i panni, verrà ripulita e restaurata nell'ambito del progetto "monumentando".  Si trova subito dietro  Corso Umberto I, a pochi metri dall'ingresso monumentale dell'università degli studi di Napoli Federico II.

Piazza Plebiscito: già vandalizzati i basamenti delle le statue equestri di Canova

I basamenti ripuliti delle statue equestri opera di Antonio Canova

Nemmeno il tempo di scrivere un "finalmente", giusto il tempo di pubblicare qualche fotografia che mostrava i basamenti bianchi e lucidi sotto i monumenti equestridi Carlo III e Ferdinando I di Borbone concepiti ed in buona parte realizzati da Antonio Canova, ed ecco che sono apparse già le prime scritte vandaliche sul monumento.  Ad accorgersene è stato il giornalista e blogger Angelo Forgione che ha pubblicato alcune fotografie che mostrano come qualche idiota abbia voluto "firmare" il basamento con il proprio nome o nomignolo. 

Il problema è che accanto alla mancanza assoluta di cultura e di educazione civica, c'è la consapevolezza di restare impuniti o, cosa ancora più grave, l'assoluta incapacità di comprendere cosa possa comportare quel tratto d'inchiostro.  Senza telecamere e senza controlli sarà difficile risalire agli autori del gesto e punire sia loro che, in caso di minore età, le famiglie. Se si iniziasse ad obbligare chi deturpa la città con scritte vandaliche a ripulire il danno, probabilmente qualcosa comincerebbe a girare nel verso giusto... nel frattempo quel che resta è lo sconforto, ancora una volta.

Sembra che per i prossimi sei mesi la manutenzione sia a carico della Ferrero, che si era presa l'onere di ripulire i basamenti dopo il concerto per i 50 anni di Nutella. 

Piazza Plebiscito: i basamenti delle statue equestri di Canova ripuliti

Monumento equestre a Ferdinando I di Borbone (con gabbiani), piazza Plebiscito, Napoli

Da qualche giorno chi passa per piazza Plebiscito non potrà fare a meno di notare che i basamenti delle statue equestri sono stati finalmente ripuliti.  Si tratta di un'opera di pulizia dalle scritte vandaliche finanziata da Ferrero, nell'ambito degli accordi sullo svolgimento del concerto per il compleanno della Nutella che si tenne qualche mese fa proprio nella piazza simbolo di Napoli.
Le statue sono opera in massima parte di Antonio Canova (Carlo III di Borbone a cavallo fu completamente realizzata dal grande artista, mentre per quanto riguarda il monumento equestre a Ferdinando I, solo il cavallo è attribuibile al Canova, mentre uno scultore della sua scuola ultimò l'opera, che altrimenti sarebbe rimasta incompiuta per sopraggiunta morte dell'artista).  Va sottolineato che sarebbe necessario restaurare anche i due monumenti equestri e che la speranza (si spera non vana) è che i basamenti possano restare bianchi per quanto più tempo è possibile. Purtroppo la traccia di diverse scritte resterà indelebile sui basamenti, dato che la pietra ha oramai assorbito l'inchiostro.
Deve far riflettere poi la prima fotografia, in quanto un gabbiano reale sulla testa di Ferdinando I è qualcosa di insolito.   

Monumento equestre a Carlo III di Borbone, Antonio Canova.

I basamenti ripuliti, restano purtroppo tracce indelebili dei danni fatti da ignoti ed ignoranti writer
 

Il corpo di Napoli restaurato: la sfinge torna accanto al dio Nilo


E' stata svelata oggi la statua del dio Nilo, noto a tutti come il corpo di Napoli, restaurato a tempi  record dopo il ritrovamento della testa di sfinge a fine 2013. 
Come noto, la statua sita il piazzetta Nilo, a metà spaccanapoli, rappresenta il dio Nilo e fu realizzata nel corso del II secolo d.C. dalla comunità proveniente da Alessandria d' Egitto, che si era stanziata nella zona della Napoli greco-romana corrispondente all'attuale via Nilo.   Nel corso dei secoli subì diversi rimaneggiamenti, restando acefala e solo dal XVII secolo si trova sul basamento nella collocazione attuale (la testa della statua è infatti opera di uno scultore di metà '600).  Nel corso dell'ultimo dopoguerra subì diversi atti vandalici, ultimo il trafugamento della testa della piccola sfinge posta sotto il dio Nilo.  La testa fu ritrovata in Austria meno di un anno fa ed ora, dopo un restauro durato pochi mesi che ha riportato il marmo della statua e dell'epigrafe del basamento all'antico colore, la testa della sfinge è tornata al suo posto, visibile per la prima volta a tutti i napoletani che abbiano meno di 60 anni. 
Ovviamente è stata una mattinata di festa fra piazzetta Nilo e piazza San Domenico Maggiore, con il comitato Corpo di Napoli a far da padrone di casa, musica, assaggi di vino e spumante e tanto altro.

Guardando la fotografia scattata alcuni anni fa appare evidente l'opera di pulizia del marmo sia della statua che del basamento.

La statua del Nilo restaurata: sabato 15 novembre il Corpo di Napoli sarà nuovamente visibile con la testa della sfinge che mancava da 50 anni



A meno di un anno dalla notizia del ritrovamento in Austria della parte mancante, la statua del dio Nilo, il celebre "Corpo di Napoli" che da 2000 anni domina il largo omonimo, sta per essere restituita ai napoletani.  Il restauro che ha portato alla ricollocazione della testa di sfinge nel luogo d'origine è infatti terminato e la celebre statua verrà svelata sabato 15 novembre dopo una cerimonia con inizio alle ore 10,30.
 La plurimillenaria storia della statua (wiki), eretta intorno al II sec. d.C. dagli egiziani provenienti da Alessandria d'Egitto e stanziatisi in quella zona, è del resto costellata di danneggiamenti e restauri, venendo ad essere dimenticata per essere puntualmente riscoperta ad ogni nuova ricostruzione della zona.  Ritrovata acefala nel XIII, la collocazione attuale risale al XVII secolo, allorquando fu aggiunto il volto di uomo barbuto ancor oggi presente.  Da allora la statua non ha più cambiato collocazione ed ha subito diverse opere di restauro, subendo poi numerosi danni nel dopoguerra, quando furono asportate e rubate diverse parti (alcuni putti e la testa della sfinge). 

Canova in piazza Plebiscito: inizia il restauro (pagato dalla Nutella)


 Dopo anni di degrado, vandalizzati in continuazione e mai realmente protetti negli ultimi anni, verranno finalmente ripuliti e restaurati i due monumenti equestri opera di Antonio Canova (uno per intero, l'altro progettato ed in in parte realizzato)  collocati in piazza del Plebiscito, fra le poche statue raffiguranti sovrani della dinastia borbone rimaste a Napoli.  Le statue raffiguranti Carlo III e Ferdinando I (quest'ultima solo in parte realizzata dal grande artista in quanto sopravvenne la morte prima dell'ultimazione dell'opera) verranno ripulite dalle tante scritte vandaliche grazie all'intervento economico della Ferrero, come contropartita per aver potuto realizzare il concerto evento di Mika per il compleanno della Nutella in una delle più belle e celebri piazze d'Italia.
Sarà importante che il comune da ora in poi riesca ad impegnare risorse e mezzi per evitare che lo scempio possa ripetersi.

I cavalli di bronzo a Napoli, simbolo dell'amicizia fra Russia e Regno delle Due Sicilie

Cavalli di bronzo: Il palafreniere di sinistra

Noti alla maggioranza dei napoletani come "i cavalli di bronzo", le due statue dei palafrenieri posti all'ingresso del parco del palazzo reale di Napoli sono dei veri e propri capolavori dell'arte scultorea del XIX secolo, opera di quel Peter Clodt (Pyotr Klodt) Von Jurgensburg, autore di numerose statue equestri a San Pietroburgo, fra cui, appunto i celebri palafrenieri che adornano il ponte Anichkov, uno dei simboli della splendida ex capitale russa, dei quali le statue napoletane sono una riproduzione originale.  Le due statue equestri, note anche come "i cavalli russi", furono infatti dono dello zar di Russia Nicola I nel 1846, come segno di gratitudine nei confronti dell'alleato Ferdinando II di Borbone per aver ospitato lui e la moglie nel 1844, per permettere alla zarina di riprendersi grazie all'aria salubre partenopea.  Le statue, come recitano le epigrafi poste alla base delle statue, sono "pegno di fedelissima e perpetua amicizia"


Le statue si trovano nell'attuale posizione, in prossimità delle scuderie, da fine XIX secolo, mentre all'inizio erano state poste in altra collocazione, presso l'ingresso del San Carlo. Dopo anni in cui si trovavano in stato di degrado, nel 2002 furono restaurate e da allora fanno bella mostra di sè.

L'ombra del re sui palazzi di Napoli


Di sera l'ombra imponente del monumento equestre di Vittorio Emanuele II si staglia sulla facciata di uno dei palazzi di piazza Bovio, da quando la statua opera di Alfonso Balzico è stata ivi collocata al termine dei lavori di riqualificazione della piazza.  L'effetto scenico, seppur involontario, è notevole.

Piazza San Gaetano, là dove era l'antica agorà di Neapolis


Piazza San Gaetano sorge là dove oltre 2000 anni fa erano l'agorà ed il foro di Neapolis,  nello stesso luogo dove ancora nel Medioevo gli angioini erano soliti riunire i rappresentanti degli otto sedili (rappresentati dagli stemmi posti accanto al campanile di San Lorenzo Maggiore.  Oggi la piazza incarna tutte le contraddizioni di Napoli, fra una stratificazione di monumenti ed opere d'arte di ogni epoca unica probabilmente al mondo ed il forte contrasto con il degrado e l'incuria, rappresentati dallo stato di abbandono in cui versa la chiesa della Scorziata, dal portale principale di San Paolo Maggiore non accessibile, dalle scritte calcistiche sulla statua di San Gaetano o sul campanile di San Lorenzo Maggiore, dall'assenza di percezione di legalità e rispetto delle regole che anima tutta la zona dei tribunali.

In fotografia: la statua di San Gaetano, la facciata principale ed il campanile di San Lorenzo Maggiore, immagine scattata dalla scalinata di accesso laterale alla basilica di San Paolo Maggiore.
Questa immagine di Napoli fa parte della raccolta di fotografie di Napoli di laboratorionapoletano.com nonchè della sezione dedicata alle fontane di Napoli ed a quella dedicata alle cartoline della città partenopea.   Sarà pubblicata anche su  fotografiareale.com

Corpo di Napoli: ritrovata la testa dell sfinge sparita sessant'anni fa


E' stata ritrovata ed oggi finalmente è stata pubblicamente presentata alla città la testa di sfinge che faceva parte della statua del dio Nilo, il corpo di Napoli tanto amato in città e che nel corso dei millenni ha subito numerose vicissitudini. Trafugata nei primi anni '50, allorquando per il degrado la statua millenaria, il cui volto risale però ad un restauro del XVII secolo, aveva subito vari danni, la testa di sfinge è stata mostrata al pubblico nel museo della cappella Sansevero. 
Dopo il restauro sarà possibile rivedere la statua così come appariva sessant'anni fa.

Il corpo di Napoli (la statua del Nilo) - cartoline di Napoli

La statua del dio Nilo, conosciuta come "Il corpo di Napoli" - dic 2010
Fra i tanti simboli di Napoli, una città che ha attraversato i millenni e la storia mantenendo intatto il proprio fascino, non si può non citare quello che universalmente è noto come "Il Corpo di Napoli". L'antica statua raffigurante il dio Nilo, collocata in quella stessa posizione da 2000 anni dalla comunità proveniente da Alessandria d'Egitto, nel corso dei secoli è sempre più diventata identificazione stessa della città di Napoli, mutando nome nell'immaginario collettivo come nella toponomastica in "Corpo di Napoli".  Questa statua è parte integrante di Spaccanapoli ed è giusto che una sua fotografia debba entrare di diritto nella sezione "cartoline di Napoli". 
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