Capri vista dal parco Virgiliano in una tersa giornata di Settembre



Ieri, complici le particolari condizioni meteo, dal parco virgiliano era possibile godere di una vista ancora più emozionante del solito del golfo di Napoli...  sembrava quasi di poter toccare le case di Anacapri...

Gli antichi lavatoi e la sorgente di Canale - Massa Lubrense



Attraversando vecchi sentieri che collegavano e collegano ancora un casale di Massa Lubrense all'altro è possibile ancora oggi imbattersi in retaggi di un passato antico e recente allo stesso tempo: a pochi passi da via Canale, lungo una strada che collega Sant'Agata sui due Golfi a Pastena, vi è un edificio in pietra proprio accanto alla sorgente del canale ed a una fontanella, al cui interno vi sono due vasche in pietra, una prima per lavare ed una seconda per sciacquare i panni. Il luogo è seminascosto ma da qualche anno è stato "riscoperto", recuperato, ripulito e lungo il percorso son state aggiunte mattonelle di indicazione "lavatoi e sorgente di Canale" per far sì che chi vuole possa raggiungere i lavatoi.  



Capri dal mare, grotte e barche


Dentro la grotta dei marinai, da sott'acqua

Un giro in barca a Capri è sempre emozionante, anche in un'affollata domenica d'agosto. Difficile se non impossibile ammirare la grotta Azzurra (tantissime le persone in fila), occasione per ammirare alcune delle altre grotte dell'isola: la grotta bianca, la grotta verde, la grotta dei marinai...  nonché per soffermarsi ad ammirare le ville a picco sul mare (villa Malaparte su tutte) e qualche yacht sui generis.  Foto scattate con la compatta subacquea Nikon coolpix AW 130. 


grotta dei marinai, Capri
Grotta dei marinai, Capri

Capri, caletta all'uscita dalla grotta dei marinai

Capri, grotta verde


Capri, i faraglioni

Occhiate, sarpe, castagnole ed altri pesci accorrono a mangiare un pezzetto di pane, Capri

grotta bianca, Capri


Villa Malaparte, Capri


Il ponte romano di via Antiniana (stazione metro Salvator Rosa)


L'antica via Antiniana collegava Neapolis a Puteoli "per colles", arrampicandosi sulla collina del Vomero e poi riscendendo verso l'attuale Fuorigrotta.  Come ricorda il GAN, la strada partiva dalla Porta Cumana di Neapolis, in corrispondenza dell'attuale piazza San Domenico Maggiore, saliva l'attuale via Tarsia fin su verso piazza Mazzini e via Salvator Rosa, via Conte della Cerra, per salire verso l'attuale zona nota come Antignano (che da via Antiniana prende il nome) e scendere verso Pozzuoli attraversando l'attuale via Belvedere e la Canzanella fino a via Terracina, per seguire l'attuale via provinciale San Gennario, passare accanto alla Solfatara ed entrare nell'antica Puteoli per l'attuale via delle Vigne.   Lungo il percorso sono tanti i reperti archeologici da ammirare e visitare, come ad esempio le terme romane di via Terracina.  All'interno della stazione metro della linea 1 di Salvator Rosa è conservato un importante reperto archeologico: un ponte romano che faceva parte dell'antica via Antiniana.  Restaurato dopo secoli di degrado (era stato anche inglobato in altre costruzioni nel corso dei secoli e modificato per diversi usi), quel che resta del ponte di via antiniana è l'ennesima dimostrazione della solidità degli assi viari degli antichi romani.    Va ricordato che all'antica via Antiniana "per colles" fu poi aggiunta una via più rapida, nata per scopi militari,che sfruttava la crypta neapolitana, realizzata nel I sec. a.C.dal celebre Cocceio.







 Da qui seguiva l'attuale via provinciale San Gennaro e, fiancheggiando la Solfatara, entrava in Puteoli per via delle Vigne

Uno spaccato da palazzo Sansevero fino a via del Sole e Caponapoli


Uno spaccato che taglia il centro antico di Napoli, fra i tre decumani: dalla cappella di Sansevero (sulla destra in foto) su fino ad intravedere Sant'Aniello a Caponapoli, in quella che era l'acropoli dell'antica Neapolis.  Le strade ritratte nella fotografia scattata da palazzo Sansevero sono via Raimondo de Sangro di Sansevero e via del Sole.

La casina vanvitelliana, un gioiello in mezzo al lago di Fusaro


La casina vanvitelliana, simbolo del real sito borbonico del Fusaro, fu progettata da Luigi Vanvitelli e completata sotto Ferdinando IV dal figlio Carlo nel 1782. Nato come luogo di caccia, la casina è giustamente uno dei simboli di Bacoli e degli interi campi flegrei, con la struttura a più ottagoni sovrapposti e con l'eleganza unica data dal progetto tardobarocco di Luigi Vanvitelli  cui si aggiungono influssi neoclassici legati all'opera di Carlo Vanvitelli. 
Gli interni, per quanto si siano persi buona parte degli arredi originali, sono da visitare. 
Durante la passeggiata sul lago di Fusaro ho anche fotografato (al volo) un airone bianco minore in volo. 
Da novembre 2015, con l'arrivo di Josi Gerardo della Ragione come sindaco di Bacoli, è cambiata la gestione della casina vanvitelliana.   Per accedere alla casina bisogna pagare un biglietto di ingresso di 3 € ed all'interno della struttura vi sono delle guide turistiche pronte a dare spiegazioni ed a organizzare una breve ma interessante visita guidata della struttura.  Maggiori informazioni su orari di apertura ed eventi sulla pagina facebook









Il sacello degli augustali: a Bacoli un edificio romano abitato da anatre


I Campi flegrei sono una continua scoperta, un'incredibile ed unica mescolanza di meraviglie paesaggistiche e reperti archeologici di grande importanza. 
Fra questi il sacello degli augustali non è certamente fra i più conosciuti.  Realizzato in epoca giulio-claudia e modificato in età antonina (metà II sec d.C.) il sacello, un edificio dedicato al culto degli imperatori, fu distrutto a fine II sec d.C. e rimase dimenticato e nascosto fino al 1967, anno della scoperta archeologica.  Come sottolineato sul sito dei beni culturali campani, furono diverse le statue rinvenute, attualmente collocate all'interno del museo archeologico dei campi flegrei.  L'edificio è parzialmente sommerso dalle acque di una falda acquifera, fenomeno probabilmente legato al bradisismo. Come si nota dalle immagini, sono diverse le anatre che abitano nella zona archeologica.


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