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Il campanile del Gesù Nuovo


Nascosto dalla meravigliosa facciata dell'originario palazzo di Sanseverino, il campanile della chiesa del Gesù Nuovoè visibile solo dall'alto oppure, parzialmente, da calata Trinità Maggiore. Per poterlo guardare da vicino bisogna entrare nel cortile dell' IC Foscolo-Oberdan, ovvero nel cortile dello storico palazzo delle congregrazioni. Si può notare anche il bugnato, leggermente differente rispetto a quello della facciata principale, del transetto sinistro del Gesù Nuovo.
In rete ci sono davvero poche informazioni su quella che sicuramente non è una delle parti più celebri della meravigliosa chiesa voluta dai gesuiti nel XVI secolo e realizzata nel corso del '600. Il campanile è del 1625, realizzato da Agazio Stoia su disegni del Provedi, progettista sia del Gesù Vecchio che del Gesù Nuovo (fonte storiacity).

Il corpo di Napoli restaurato: la sfinge torna accanto al dio Nilo


E' stata svelata oggi la statua del dio Nilo, noto a tutti come il corpo di Napoli, restaurato a tempi  record dopo il ritrovamento della testa di sfinge a fine 2013. 
Come noto, la statua sita il piazzetta Nilo, a metà spaccanapoli, rappresenta il dio Nilo e fu realizzata nel corso del II secolo d.C. dalla comunità proveniente da Alessandria d' Egitto, che si era stanziata nella zona della Napoli greco-romana corrispondente all'attuale via Nilo.   Nel corso dei secoli subì diversi rimaneggiamenti, restando acefala e solo dal XVII secolo si trova sul basamento nella collocazione attuale (la testa della statua è infatti opera di uno scultore di metà '600).  Nel corso dell'ultimo dopoguerra subì diversi atti vandalici, ultimo il trafugamento della testa della piccola sfinge posta sotto il dio Nilo.  La testa fu ritrovata in Austria meno di un anno fa ed ora, dopo un restauro durato pochi mesi che ha riportato il marmo della statua e dell'epigrafe del basamento all'antico colore, la testa della sfinge è tornata al suo posto, visibile per la prima volta a tutti i napoletani che abbiano meno di 60 anni. 
Ovviamente è stata una mattinata di festa fra piazzetta Nilo e piazza San Domenico Maggiore, con il comitato Corpo di Napoli a far da padrone di casa, musica, assaggi di vino e spumante e tanto altro.

Guardando la fotografia scattata alcuni anni fa appare evidente l'opera di pulizia del marmo sia della statua che del basamento.

La statua del Nilo restaurata: sabato 15 novembre il Corpo di Napoli sarà nuovamente visibile con la testa della sfinge che mancava da 50 anni



A meno di un anno dalla notizia del ritrovamento in Austria della parte mancante, la statua del dio Nilo, il celebre "Corpo di Napoli" che da 2000 anni domina il largo omonimo, sta per essere restituita ai napoletani.  Il restauro che ha portato alla ricollocazione della testa di sfinge nel luogo d'origine è infatti terminato e la celebre statua verrà svelata sabato 15 novembre dopo una cerimonia con inizio alle ore 10,30.
 La plurimillenaria storia della statua (wiki), eretta intorno al II sec. d.C. dagli egiziani provenienti da Alessandria d'Egitto e stanziatisi in quella zona, è del resto costellata di danneggiamenti e restauri, venendo ad essere dimenticata per essere puntualmente riscoperta ad ogni nuova ricostruzione della zona.  Ritrovata acefala nel XIII, la collocazione attuale risale al XVII secolo, allorquando fu aggiunto il volto di uomo barbuto ancor oggi presente.  Da allora la statua non ha più cambiato collocazione ed ha subito diverse opere di restauro, subendo poi numerosi danni nel dopoguerra, quando furono asportate e rubate diverse parti (alcuni putti e la testa della sfinge). 

Campanile di Santa Chiara: iniziano i lavori per renderlo accessibile ai turisti


Come già anticipato qualche mese fa, stanno per iniziare i lavori per il restauro del campanile di Santa Chiara e di riqualificazione dei vicini giardinetti, che fanno da spartiacque fra l'insula conventuale e Spaccanapoli.
Secondo quanto riportato da La Repubblica Napoli domani inizieranno i lavori per un investimento da parte della seconda municipalità di Napoli, guidata da Francesco Chirico,  previsto di oltre 150.000 euro.  La parte più interessante riguarderà il concorso di idee per realizzare la nuova scala (53.000 euro) che dovrà permettere l'accesso al campanile di Santa Chiara. Una volta realizzata la scala esterna, sarà possibile utilizzare l'antica scalinata interna per salire sul tetto del trecentesco campanile, uno dei più antichi della città, per ammirare un panorama unico ed emozionante del centro antico di Napoli, di piazza del Gesù e di Spaccanapoli, come mostrato nelle fotografie pubblicate qui e gentilmente concesse da uno dei pochi fortunati che, per sopralluoghi tecnici, è potuto  nei mesi scorsi salire sul campanile.  Se i tempi previsti verranno rispettati, nella primavera 2015 sarà possibile accedere al campanile.

Va scritto che proprio oggi son caduti dei calcinacci proprio dall'ingresso di Santa Chiara (la cosiddetta "unghia" che fa da portale d'ingresso e divisione con spaccanapoli).

Il centro antico di Napoli visto da San Martino


Affacciandosi da San Martino è possibile ammirare uno dei più classici e bei panorami di Napoli: una vista di Spaccanapoli, delle chiese delle cupole del centro antico della città fino ai grattacieli del centro direzionale ed alla stazione centrale.
La fotografia è stata scattata nel dicembre 2011 ed in passato era stata rielaborata e pubblicata su questo blog.
Fra i monumenti che appaiono in fotografia sono facilmente individuabili, fra gli altri:
lungo la direttrice di Spaccanapoli:
la cupola ed il campanile della basilica dello Spirito Santo a Toledo 
Piazza del Gesù con il Gesù Nuovo, la guglia dell'Immacolata e Santa Chiara, 

San Domenico Maggiore
la cupola di Donnaromita

Sulla sinistra, in corrispondenza del decumano maggiore:
San Pietro a Majella (si vede il campanile)
Santa Maria Maggiore a Pietrasanta (si nota anche il campanile romanico, il più antico della città)
la cupola di santa Maria delle anime del Purgatorio ad Arco
la chiesa dei Girolamini
Il Duomo con la facciata neogotica

In fondo, si notano anche la cupola dei santi Severino e Sossio, Santa Maria Annunziata, San Pietro ad Aram.

Napoli: i percorsi sulle strade delle storie e leggende napoletane di Croce per il Maggio dei monumenti


Il Maggio dei Monumenti dedicato a Benedetto Croce ed al suo "Storie e leggende napoletane" non può prescindere da uno sguardo sullo splendido palazzo Filomarino della Rocca (cenni storici su wikipedia), dove Croce visse fino al sopraggiungere della morte nel 1952 ed all'interno del quale ancora oggi hanno sede  l'Istituto italiano per gli studi storici e la Fondazione Biblioteca Benedetto Croce.  Il palazzo, il cui portone è in genere aperto nei giorni feriali ed il sabato mattina, si trova al civico 12 di via Benedetto Croce (Spaccanapoli), subito dopo l'incrocio con via Santa Chiara e via San Sebastiano, è stato parte integrante della storia di Napoli a partire dal XV secolo, quando nell'attuale ala ovest del palazzo sorgeva la dimora di un tale Giovannello Brancaccio. 
Storie e leggende napoletane di Croce inizia proprio dalle finestre di questo palazzo, da cui il giovane Croce si affacciava per ammirare lo storico campanile di Santa Chiara, il monastero e la chiesa, San Francesco delle Monache, via San Sebastiano e Spaccanapoli.   Ed è proprio per Palazzo Filomarino che passa uno degli otto percorsi turistici del Maggio dei Monumenti 2014 ispirati ed ideati basandosi sulla lettura delle leggende napoletane proposte dal Croce. Guardando il programma completo,  più che il tradizionale "La scuola adotta un monumento" con tante aperture di chiese e monumenti, più delle conferenze, delle mostre e degli spettacoli dedicati alla città di Napoli, spiccano infatti le iniziative che prendono spunto proprio dal libro, del quale si consiglia la lettura per riscoprire tanti altri luoghi di Napoli dimenticati o perduti. Particolarmente interessante è la parte del libro dedicato alle scritte misteriose poste su lapidi sui muri delle vie di Napoli
Gli otto percorsi sulle strade di Croce e del suo Storie e leggende napoletane: 
  1. I Luoghi di Croce
    • Calata Trinità Maggiore, i palazzi e le chiese di piazza del Gesù e di via Benedetto Croce, i monasteri, risalendo poi fino alla cappella Sansevero
  2. Le novelle: Andreuccio da Perugia
    • Dalla cattedrale a rua Catalana (il Malpertugio) fino a via Medina
  3. Le novelle: Re Ferrandino
    • da Porta del Mercato a Castel Nuovo, passando per porta Nolana, Egiziaca a Forcella, Spaccanapoli, San Domenico Maggiore
  4. Le novelle: Isabella del Balzo e Tirinella Capece
    • Da Porta Capuana a Sedil Capuano, passando per Castel Capuano, San Giovanni a Carbonara, via Tribunali
  5. Le novelle: Lucrezia d'Alagno
    • da Castel Nuovo a via Lucrezia d'Alagno, passando per Sedile di Porto, i musei universitari, San Marcellino, Piazzetta Nilo, Donnaromita, Gesù Vecchio ed Archivio di Stato
  6. Le novelle: La giustizia esemplare: Isabella d'Aragona 
    • Da Piazza Sant'Eligio a Piazza Mercato
  7. Altri luoghi di storie e leggende: da Mergellina al real Passeggio di Chiaia
  8. Altri luoghi di storie e leggende: verso i campi flegrei
Ogni percorso è stato organizzato da un'associazione differente, informazioni su orari e modalità di partecipazione sono reperibili guardando il programma del maggio napoletano. 

Il panorama dal Campanile di Santa Chiara, presto riaperto al pubblico dopo un secolo

Il panorama dal campanile di Santa Chiara

Il campanile di Santa Chiara verrà aperto al pubblico: la notizia era nell'aria già da mesi, dato che il presidente della II municipalità Francesco Chirico, in occasione di una delle ultime opere di pulizia del basamento del pregevole monumento del XIV secolo, aveva preannunciato che sarebbe stato avviato l'iter per dare a napoletani e turisti la possibilità di ammirare il centro antico di Napoli da un punto di vista del tutto nuovo (il campanile è chiuso da un secolo) e spettacolare.
E' notizia di oggi che grazie ad un finanziamento di 158.000 euro sarà possibile restaurare il campanile, realizzare la rampa d'accesso necessaria per raggiungere l'antica scala a chiocciola e mettere in sicurezza il tutto. 
Chi è già stato sul campanile (membri delle commissioni che si stanno occupando della riapertura, architetti ed esperti del comune e della municipalità, qualche giornalista) è rimasto emozionato dalla salita e dal panorama visibile ai vari livelli, dalla vista di piazza del Gesù dall'alto a quella di spaccanapoli, fino al centro direzionale.  Attualmente per accedere al campanile è necessario montare un'impalcatura per raggiungere l'apertura laterale da cui inizia la scala interna, presto non sarà più così ed il campanile di Santa Chiara sarà visitabile come tante altre celebri torri campanarie nelle principali città d'arte italiane.

Si ringrazia per le fotografie scattate dal campanile l'architetto F. Smiraglia che ne ha gentilmente concesso l'uso.

Piazza San Domenico Maggiore - nightview in bianco e nero


Piazza San Domenico Maggiore è uno dei luoghi più famosi e maggiormente fotografati di Napoli.
Anche su questo blog, del resto, sono diverse le foto che riguardano la piazza, la celebre guglia o la chiesa di San Domenico Maggiore.  Mancava però una vista della piazza in notturna ed in bianco e nero.

Sarà pubblicata anche su  fotografiareale.com

Corpo di Napoli: ritrovata la testa dell sfinge sparita sessant'anni fa


E' stata ritrovata ed oggi finalmente è stata pubblicamente presentata alla città la testa di sfinge che faceva parte della statua del dio Nilo, il corpo di Napoli tanto amato in città e che nel corso dei millenni ha subito numerose vicissitudini. Trafugata nei primi anni '50, allorquando per il degrado la statua millenaria, il cui volto risale però ad un restauro del XVII secolo, aveva subito vari danni, la testa di sfinge è stata mostrata al pubblico nel museo della cappella Sansevero. 
Dopo il restauro sarà possibile rivedere la statua così come appariva sessant'anni fa.

Napoli: il decumano inferiore (spaccanapoli), itinerario turistico - fotografico da piazza del Gesù a piazza San Domenico Maggiore

piazza del Gesù con Santa Chiara sulla destra e Gesù Nuovo sulla sinistra

Spaccanapoli è una retta che taglia ed attraversa il cuore storico, artistico, culturale e musicale della città di Napoli, un unico filo conduttore  che congiunge le diverse anime della città, positive o negative che siano, in un miscuglio tale da creare e ricreare continuamente come accade da quasi tremila anni l'essenza unica di una città che non ha eguali al mondo.

Identificata in buona parte con il decumano inferiore della città antica, non è errato scrivere che una più estesa visione di questa strada che taglia la città in due può comprendere la ripida discesa di via Pasquale Scura, via Maddaloni, via Domenico Capitelli, via Benedetto Croce, via San Biagio dei Librai, via Vicaria Vecchia e via Forcella.
Spaccanapoli ed il centro antico visti da San Martino
 La parte centrale di Spaccanapoli corrisponde infatti al decumano inferiore dello schema urbanistico ippodameo, derivato quindi dagli studi dell'architetto ed urbanista Ippodamo di Mileto cui si deve, fra le altre, anche la struttura originaria della città di Atene, e l'attuale conformazione è frutto di una stratificazione che ha visto succedersi greci, romani, normanni, angioini, aragonesi, spagnoli, austriaci nel corso di quasi tre millenni di storia. Il tratto di spaccanapoli oggetto dell'itinerario presentato in questa sede è quello che congiunge Piazza del Gesù Nuovo con Piazza San Domenico Maggiore.  Non è facile compensare in dimensioni adatte al blog un itinerario che voglia attraversare 350 metri colmi di storia, monumenti ed opere di rilevanza internazionale.
L'itinerario
Piazza Trinità Maggiore, nota anche e sopratutto come Piazza del Gesù Nuovo, è uno dei principali crocevia storici e culturali della città, sede di palazzi nobiliari, basiliche importanti, scuole che storicamente hanno avuto rilevanza nei movimenti studenteschi della seconda metà del XX secolo.  Si tratta probabilmente della piazza di Napoli più famosa nel mondo insieme a piazza del Plebiscito, punto di incontro quotidiano di migliaia di turisti sbarcati dalle navi da crociera e desiderosi di scoprire la Napoli antica, secondo luogo di culto principale della città a causa della presenza contemporanea della guglia dell'Immacolata (in parte imbracata causa pericolo di crolli), oggetto di una profonda ed oramai antica processione il giorno 8 dicembre, della chiesa del Gesù Nuovo che ospita, fra l'altro, le spoglie di San Giuseppe Moscati, medico attivo nella Napoli di inizio XX secolo molto amato ed oggetto di devozione popolare, il monastero di Santa Chiara con accanto la basilica, fra i rari esempi del gotico napoletano pervenutici ed il meraviglioso chiostro maiolicato.
La facciata della chiesa del Gesù Nuovo è quel che resta del rinascimentale palazzo Sanseverino, esempio raro di bugnato in città, avvolto nel mistero a causa della presenza di numerosi simboli esoterici sui lati di buona parte delle piramidi del bugnato. Sembra dagli ultimi studi che il messaggio in aramaico altro non sia che un pentagramma con note musicali. 
Ampia descrizione con immagini dell'interno in stile barocco della basilica è su wikipedia.
Simboli aramaici sul bugnato del Gesù Nuovo

Proseguendo lungo via Benedetto Croce si incontra subito la basilica di Santa Chiara.
Come universalmente noto anche grazie alle struggenti note della canzone napoletana "Munasterio 'e santa Chiara  monastero e chiesa furono danneggiate pesantemente dai bombardamenti alleati del 4 agosto del 1943. La chiesa pertanto ha perso ogni sovrastruttura barocca, gran parte delle opere d'arte presenti ed è stata ristrutturata ed in parte ricostruita secondo lo spirito originario. I marmi anneriti del possente monumento funebre di Roberto d'Angio  e quel che resta dei cicli di affeschi di Giotto contribuiscono a comprendere quanto enorme sia stato il danno al patrimonio artistico non solo partenopeo.

Il chiostro di Santa Chiara - foto panoramica a 360°
Fra i tanti (oltre 100) presenti a Napoli, il chiostro maiolicato delle clarisse è probabilmente il più famoso e bello.  Le maioliche sono opera di Donato Massa, in buona parte autore anche dei vasi della farmacia storica degli Incurabili. Ai lati del chiostro principale sono degni di nota anche gli altri chiostri (dei frati minori e "di servizio", che ha conservato l'aspetto gotico originario), nonchè la sala del refettorio e quella delle cappe, corrispondente alle antiche cucine.  Visitando il museo dell'Opera di Santa Chiara (l'accesso al chiostro è infatti a pagamento), oltre ad opere di arte sacra ed a reperti archeologici è possibile sia ammirare un grande presepe tradizionale che soprattutto gli scavi archeologici riguardanti il più grande complesso termale di epoca romana rinvenuto a Napoli.
 Terminata la visita al chiostro si può uscire direttamente su via Santa Chiara, per ammirare alcuni caratteristici vicoli, prima di risalire (sulla destra è la chiesa di San Francesco delle Monache) fino a tornare lungo Spaccanapoli (via Benedetto Croce) all'altezza dell'imponente campanile di Santa Chiara, recentemente ristrutturato.  
Nel tratto di strada fra piazza del Gesù e piazza San Domenico Maggiore sono tanti i palazzi storici degni di nota. Soffermarsi ad ammirare i cortili, gli archi e le curiosità che caratterizzano ciascuna costruzione è quasi inevitabile.  Sulla sinistra, visitabile, è palazzo Venezia con la caratteristica casina pompeiana.  Un po' più avanti, sulla destra, palazzo Carafa della Spina è riconoscibile dalla presenza ai lati del bel portale di due mostri marini marmorei,  ovvero di due "spegni torcia" realizzati recuperando i basamenti di antiche colonne romane.
Giunti in piazza San Domenico Maggiore, tappa gastronomica di fondamentale importanza è la sosta da Scaturchio. Anche se, dopo fallimenti ed amministrazioni controllate, la gestione è più volte cambiata negli ultimi anni, il nome ed il marchio della più famosa pasticceria napoletana sono ancora tali da garantire un assaggio di babà o sfogliatelle, senza dimenticare il "ministeriale", dolce a forma di moneta a base di cioccolato. Restando in tema culinario, negli ultimi anni si è affermata la cucina di Palazzo Petrucci, fra i pochi ristoranti stellati partenopei, nell'omonimo palazzo.  Antonello Petrucci, che acquisì il palazzo a metà del 1400, fu implicato nella congiura dei baroni e condannato a morte: alcune leggende di fantasmi annoverano da allora strane presenze all'interno del palazzo.
San Domenico e la luna...

Al centro della piazza è la guglia omonima, mentre l'intera piazza è dominata dal giallo profilo della zona absidale della basilica. Costruita per volere degli Angioini nel corso del XIII secolo in stile gotico, fu la chiesa principale dei domenicani in città: qui insegnò San Tommaso d'Aquino e furono illustri alunni Tommaso Campanella e Giordano Bruno.  La chiesa fu dapprima modificata nel Rinascimento, quindi nel corso del Seicento, quando assunse l'aspetto barocco attuale.  San Domenico Maggiore fu danneggiata sia durante il regno di Murat (essendo divenuto edificio civile), che durante il periodo di soppressione degli ordini religiosi, che infine a causa dei bombardamenti del 1943.  Ampia descrizione dell'esterno e dell'interno della chiesa su wikipedia.
Interno della basilica di San Domenico Maggiore

Il Chiostro di Santa Chiara a 360° - fotografia panoramica

Il chiostro di Santa Chiara a 360° (da fotografiareale.com )
Il chiostro di Santa Chiara in una foto panoramica a 360° realizzata con tredici fotografie ed una macchina fotografica digitale compatta. (la versione caricata è a bassa risoluzione, dato che l'originale supera i 100 mega), un piccolo esempio di quanto sia meraviglioso il chiostro di Santa Chiara di Napoli.
Per creare la foto panoramica è stato utilizzato il software free hugin.

Chiesa di San Gennaro all'Olmo - dalla guida fotografica


Abbandonata, murata, dimenticata, nonostante fosse uno dei luoghi di culto cristiano più antichi di Napoli.  La chiesa di San Gennaro all'Olmo, anticamente nota come San Gennaro ad Diaconiam, solo recentemente è tornata ad essere fruibile e visitabile da parte di napoletani e turisti, grazie all'opera della fondazione Giambattista Vico.  Tracce storiche di questa chiesa risalgono al IV secolo ed è dall' VIII secolo che la chiesa ospitò le reliquie dei santi Gregorio e Biagio, portate qui a Napoli in salvo da monache armene in fuga dalle persecuzioni degli iconoclasti in Oriente. Il cranio di San Biagio fu poi traslato nell'omonima, adiacente, chiesa di San Biagio Maggiore.   Il nome attuale si deve alla presenza, in antichità, di un olmo davanti alla chiesa.
Dalla pagina dedicata alla chiesa sul sito della Fondazione Vico è possibile ricostruire la storia di questa chiesa,  dalla costruzione fino al periodo di oblio, culminato con la muratura del portone d'ingresso e danni ingenti legati anche al terremoto dell'80.  Durante il restauro è stato necessario ricostruire gli stucchi per riportare la chiesa all'aspetto che aveva nel XVII-XVIII secolo.  Oltre all'altare maggiore ed al pavimento in maiolica, realizzato in epoche diverse, di particolare interesse è anche la presenza di un coro del XVIII secolo posto in un unico palchetto insieme all'organo.

Questo post fa parte della guida fotografica di Napoli, sezione Chiese e chiostri di Napoli 

Chiesa di San Biagio Maggiore - guida fotografica di Napoli

Quasi tutti conoscono via San Biagio dei librai, una delle strade più note di Napoli in quanto parte integrante insieme a via Benedetto Croce della celeberrima "Spaccanapoli". Sono pochi però coloro che hanno visitato la chiesa che dà nome alla strada, in quanto seminascosta, piccola contrariamente a quanto il nome, San Biagio Maggiore, lascerebbe intendere, dimenticata a causa di decenni di incuria. La chiesa oggi è aperta e visitabile grazie alla fondazione Giambattista Vico, che ne curò il restauro e che dalla riapertura, nel 2007,  ha adottato la vecchia chiesa del protettore dei librai e l'adiacente San Gennaro all'Olmo di cui pure si scriverà. 
Come ricordato sul sito della fondazione  le origini della chiesa sono antiche e risalgono all' VIII secolo
"l’origine della chiesa è da farsi risalire al tempo delle lotte religiose in Oriente nell’VIII secolo. Quando gli iconoclasti vietarono l’uso e il culto degli arredi sacri e delle reliquie, molte monache armene fuggirono dall’Oriente e giunsero a Napoli dove si stabilirono. Portavano con sé le reliquie di San Gregorio e di San Biagio e si stanziarono nel centro della città e nello specifico, nei primi tempi del loro arrivo, furono ospitate nei locali della chiesa di San Gennaro e in questa chiesa vollero costruire una cappella per custodire il cranio di San Biagio."
  San Biagio così come appare oggi fu edificata nel XVII secolo attraverso l'opera di ingrandimento della preesistente cappella dedicata al santo, che di fatto andò ad inglobare la sagrestia della più antica San Gennaro ad Olmo.  Attualmente la chiesa è raggiungibile passando attraverso la recentemente riaperta chiesa di San Gennaro, appena inizia la salita di San Gregorio Armeno sulla destra.  Se il tesoro del santo è stato trasferito altrove (la stauta del santo è nella chiesa dei santi Filippo e Giacomo), la visita alla chiesa è interessante soprattutto per la presenza del pavimento maiolicato e dell'altare maggiore.

Natale a Napoli: area pedonale straordinaria decumani


Da oggi 1 dicembre e fino al 6 gennaio 2013 è stata istituita un'area pedonale straordinaria dei decumani, che ingloba ed ingrandisce l'area pedonale tradizionale di Spaccanapoli nei giorni di venerdì, sabato e domenica. Le strade interessate al provvedimento, che consentirà all'enorme afflusso turistico legato all'arte presepiale concentrata in zona San Gregorio Armeno, sono
via San Biagio dei Librai, via Benedetto Croce, piazza San Domenico Maggiore, vico San Domenico Maggiore, piazzetta Nilo, largo Corpo di Napoli, via San Gregorio Armeno, piazzetta San Gregorio Armeno, vico S. Luciella, vico G. Maffei, vico San Nicola a Nilo, vico Figurari e piazzetta Divino Amore, via Tribunali (da piazza Miraglia a via Duomo), piazza Miraglia, via S. Pietro a Maiella, via Pasquale Placido, via Francesco De Santis, via Raimondo De Sangro di Sansevero (da vico Seminario dei Nobili a via Francesco De Santis), vico Seminario dei Nobili (da vico San Domenico a via Raimondo De Sangro di Sansevero), piazza San Gaetano, Piazza Gerolomini, vico del Fico al Purgatorio, via Pisanelli (tratto compreso tra vico San Pellegrino a via dei Tribunali), vico dei Panettieri.
 Gli orari del provvedimento sono dalle ore 16.00 e fino alle ore 24.00 per quanto riguarda il venerdì e dalle ore 10.00 e fino alle ore 24.00 di sabato e domenica.
Maggiori dettagli, deroghe ed informazioni per i residenti sono disponibili sul sito del comune di Napoli

Campanile di Santa Chiara riflesso nella pozzanghera



Forse è un modo inedito per ammirare i monumenti di Napoli, ma il campanile di Santa Chiara riflesso in una delle centinaia di pozzanghere che allietano le camminate di residenti e turisti dopo una forte pioggia a Spaccanapoli e dintorni ha una fascino inconsueto ed è possibile ammirare i particolari guardando verso terra e non a naso in sù.  Una "cartolina di Napoli" un po' inconsueta. 
 Immagine di Napoli inserita nella Guida fotografica della città di Napoli 
Il campanile di Santa Chiara è oggetto di un progetto di riqualificazione che parte dalla pulizia della base dalla assurde e vergognose scritte e prevede la riapertura del monumento al pubblico. 


Spaccanapoli Reflections: riflessi nella pozzanghera - cartoline di Napoli



Gli antichi lastroni in pietra vesuviana di Spaccanapoli offrono spazio all'acqua piovana dopo i temporali, formando grandi pozzanghere all'interno delle quali la strada, i palazzi ed il cielo possono specchiarsi. In uno dei rari momenti in cui la strada (via Benedetto Croce, che collega piazza del Gesù con piazza San Domenico Maggiore) è poco affollata di turisti e residenti è possibile scattare una bella fotografia con colorate "reflection". 
Questa immagine di Napoli è nella sezione cartoline di Napoli e  nella guida fotografica della città di Napoli ed è stata originariamente pubblicata su Fabrizio Reale's photo blog.

Spaccanapoli ed il centro antico visti da San Martino (con colombi)

Il centro antico di Napoli visto da San Martino - fotografia su Fabrizio Reale's Photo Blog
San Martino con la celeberrima certosa ed il castel Sant'Elmo, offre uno dei panorami più noti ed apprezzati di Napoli, con la possibilità di ammirare spaccanapoli, le cupole di alcune delle principali chiese napoletane, Santa Chiara in tutta la sua maestosità e, più in fondo,  il centro direzionale di Napoli con i suoi alti grattacieli e la stazione centrale di piazza Garibaldi.  Una fotografia di Napoli che rientra nella sezione cartoline di Napoli.

Maratonina Spaccanapoli il 30 ottobre 2011 - programma e percorso

Torna come di consueto  - è la ventottesima edizione - la mezza maratona "Spaccanapoli", prevista per domenica 30 ottobre 2011.  Sul sito internet della manifestazione e su quello del comune di Napoli sono disponibili tutte le informazioni riguardanti l'iscrizione e le strade interessate dalla maratona di 5 km e di 10 km. E' prevista anche una corsa non competitiva di 3 km con partenza in Piazza del Plebiscito ed arrivo a Piazza del Gesù.

Il percorso previsto per la maratonina di 10 km è il seguente:
PIAZZA DEL PLEBISCITO
PIAZZA TRIESTE E TRENTO
VIA S. CARLO
VIA VITTOIO EMANUELE III
PIAZZA MUNICIPIO
VIA MEDINA
(KM 1) VIA GUGLIELMO SAN FELICE
PIAZZA BOVIO
CORSO UMBERTO
PIAZZA NICOLA AMORE
(KM 2) VIA DUOMO
VIA SAN BIAGIO DEI LIBRAI
PIAZZA SAN DOMENICO MAGGIORE
VIA BENEDETTO CROCE
(KM 3) PIAZZA GESU' NUOVO ARRIVO DELLA SPACCANAPOLI MINI RUN KM 3
CALATA TRINITA' MAGGIORE
VIA S. ANNA DEI LOMBARDI
(KM 4) VIA TOLEDO
PIAZZA TRIESTE E TRENTO
(KM 4,700) PIAZZA DEL PLEBISCITO
VIA CESARIO CONSOLE
(KM 5) VIA SANTA LUCIA
VIA CHIATAMONE
VIA UGO FOSCOLO
(KM 6) VIA PARTENOPE
(KM 7) VIA CARACCIOLO (A.)
VIA CARACCIOLO
(KM 8) VIA CARACCIOLO (R.)
(KM 9) VIA PARTENOPE (R.)
VIA NAZARIO SAURO
VIA CESARIO CONSOLE
(KM 10) PIAZZA DEL PLEBISCITO


Un vicolo cieco e i ruderi di un antico palazzo - Vicoli di Napoli in Cartoline di Napoli

Vicolo cieco - Via Santa Chiara - Napoli
Ogni angolo di Napoli può sorprendere. Passeggiare per il centro antico è come scoprire ogni giorno un luogo diverso ed originale.  I vicoli che si intersecano, incontrano e talvolta scontrano subito dietro l'affollata Via Benedetto Croce (il tratto più nobile forse di Spaccanapoli) formano un dedalo davvero particolare e non è raro incontrare un vicolo che va ad impattare contro un palazzo o una finestra facilmente visibile attraverso i ruderi di un'altra finestra più antica.  Anche questo è frutto della profonda stratificazione di Napoli.  La fotografia è volutamente stata saturata nei colori per evidenziarne i profondi contrasti fra il giallo dell'antico tufo ed i colori vivaci della plastica o dei panni stesi.  Un secondo vicolo di Napoli nella sezione "cartoline di Napoli"

Mostri marini come spegni torcia a SpaccaNapoli - cartoline di Napoli

Mostri marini come spegni torcia - Spaccanapoli - feb 2011


Le curiose e mostruose figure che sembrano montare la guardia al bell'ingresso di palazzo Carafa della Spina, in via Benedetto Croce a Napoli, in piena "Spaccanapoli", non sono altro che degli "spegni fiaccola" utili in passato per spegnere le torce prima di rientrare nel palazzo.  Particolarità nella particolarità è che questi spegni torcia in marmo sono stati ricavati da basamenti di antiche colonne recuperate da qualche antico tempio romano.  Del resto, come ben sa chi vive Napoli, la stratificazione della città non è solo culturale ma anche architettonica e proprio in corrispondenza degli antichi decumani (via Tribunali e Spaccanapoli) si ha la sovrapposizione dal basso verso l'alto di testimonianze greche, latine, medievali ed attuali.  Un'immagine che non poteva mancare nella sezione "cartoline di Napoli", in attesa di realizzare un itinerario turistico che passi per il cuore storico e culturale della città.

Questo post è proposto anche in inglese, essendo la sezione "Postcards of Naples" di sicuro interesse anche per chi non conosca la lingua italiana. 
This post is also available in english, because the "Postcards of Naples" section could be interesting even for those not familiar with the Italian language.

The odd and monstrous figures that seem to stand guard at the beautiful  entrance of the Carafa della Spina palace, in  "via Benedetto Croce", in the area of Naples known as Spaccanapoli, are nothing but ancient tools to extinguish the torch  before entering the building . Peculiarities in  the particularity is that these marmoreal "spegni torcia" were derived from basaments of ancient columns salvaged from an ancient Roman temple. Moreover, as you know who lives in Naples, the stratification of the city is not only cultural but also architectural and from bottom to up  there are Greek, Latin, medieval and contemporary signs in correspondence of the ancient "decumani" (via dei Tribunali and Spaccanapoli). This is an image that could not miss in the section named "postcards of Naples" of this blog, pending posting of a tourist route that passes through historical and cultural heart of the city. 
©2009-2016 Fabrizio Reale
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