Libia e paradossi italiani

 
Tripoli vista dal mare - Ottobre 2007

Vista dal mare, Tripoli è una bella città piena di verde, a dispetto della sua collocazione geografica e del deserto che le fa da contorno, con diversi palazzi che ricordano l'architettura in auge nell'Italia anni '30 (per non dire del "ventennio") e l'aria di una capitale di una nazione che vuole dimostrare di essere ricca, quantomeno la più ricca del circondario.  Ho visitato la Libia per poche ore nell'ambito di una bella crociera in giro per il Mediterraneo centro-orientale, quel che ho visto pertanto è l'immagine di facciata che chi governa questo paese ha voluto e vuole dare agli europei: città pulite, forze di pubblica sicurezza funzionanti, discorsi delle guide abbastanza rassicuranti.  Il messaggio che il leader libico ci consegnò silenziosamente, nel passaggo per i viali della capitale, nel lungo tragitto verso Leptis Magna e durante l'intera visita dei secondi scavi più grandi di una città romana, era semplice, chiaro e sibillino: la Libia faceva un favore a noi europei dandoci la possibilità di visitare le loro meraviglie, a patto di accontentarli in tutto e per tutto e di sottostare a rigide, bizzarre e razziste leggi.  Nell' Ottobre 2007 era possibile sbarcare in Libia con documenti propri ed il visto a patto di lasciare a terra - a Malta, penultima meta del viaggio - cittadini italiani nati in Libia o persone che fossero state di recente (visto sul passaporto) in Israele.  Pochi mesi dopo i pruriti di chi governa quella nazione avrebbero portato ad obbligare chi volesse recarsi là a portar con sè una copia in arabo del proprio passaporto...  Gheddafi odia l'Italia, odia quel che noi abbiamo rappresentato per loro e, nonostante siano passati tanti anni e l'Italia sia passata da un regime con un monarca di facciata ad una democrazia parlamentare, non ci è ancora stato perdonato il fatto di aver invaso le terre libiche e di aver strappato i terreni agli autoctoni per regalarli ai nostri compatrioti ( per carità.... ha ragione...eravamo dominatori in terra straniera, probabilmente violenti e razzisti).   Gheddafi odia l'Italia a tal punto che accanto alle meraviglie di Leptis Magna, allo splendore di una metropoli di 2000 anni fa tolta alle sabbie dagli italiani, nel museo annesso agli enormi scavi, oltre alla gigantografia in formato 10x4 (metri) del dittatore libico, accanto ai marmi ed ai reperti più delicati, c'era ed immagino ci sia ancora oggi una bella sezione del museo dedicata a come gli italiani furono cacciati.  Gheddafi odia l'Italia a tal punto che quando, capo di governo in visita su territorio straniero, venne l'ultima volta in Italia, oltre a piazzare l'amata tenda in piena Città eterna, appese al proprio bavero la fotografia dell'eroe che contribuì a cacciare l'invasore italiano e portò sempre con sè il figlio di costui.  Eppure... allorquando decide di chiudere le frontiere con tutti i cittadini dell'Europa di Schengen perchè la Svizzera, da poco entrata in Schengen, ha avuto l'ardire di vietare l'ingresso a poco meno di 200 cittadini libici in quanto  (immagino) fortemente indiziati di crimini, oltre che a un paio di loro accusati di molestie in territorio svizzero,  l'Italia invece di seguire la scia (anche se nelle ultime ore fortunatamente si sta riallineando) di tutte le altre forze europee e di protestare contro il leader libico che ha bloccato in Libia migliaia di persone, di cui decine di Italiani ed ha chiuso le frontiere a circa 400 milioni di persone, ha chiesto chiarimenti alla Svizzera per aver vietato l'ingresso alla famiglia Gheddafi ed altri potenti del paese.... 
no comment...

2 commenti:

Claudio ha detto...

credo però che la rappresaglia si debba al fatto che tra gli indesiderati figuravano anche lo stesso Gheddafi e i suoi familiari. inoltre, credo che l'italia in questo caso stia curando un po' anche gli interessi delle aziende che hanno (molto) lavoro in libia. e comunque, al di là dell'incidente diplomatico, è sorprendente il silenzio del ministro degli esteri europeo. voglio dire: chiudersi non gli conviene mica, a gheddafi... diamo un'impressione di debolezza assoluta, ognuno va per conto suo

Fabrizio ha detto...

E' chiaro che la motivazione della dichiarazione fatta sia legata agli interessi industriali ed al fatto che siamo fortemente dipendenti dal metano e dal petrolio libici. Sinceramente però avrei preferito che per conto di tutti (noi italiani compresi) parlassero solo i responsabili UE

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