Siamo Uomini o Caporali? le parole dell'immenso Totò



Il grande Totò in "Siamo Uomini o Caporali" descrive in maniera sublime il senso stesso della differenza, famosissima e diventata proverbiale, fra le due categorie.  Dopo scene dal teatro di Eduardo, dopo la lettura di magistrali poesie dello stesso De Filippo o di Di Giacomo, l'appuntamento sul laboratorio napoletano con la "letteratura" classica napoletana offre uno spunto di riflessione grazie al teatro dell'immenso Antonio de Curtis.

 testo:
"L’umanità, io l’ho divisa in due categorie di persone: Uomini e caporali. La categoria degli uomini è la maggioranza, quella dei caporali, per fortuna, è la minoranza. Gli uomini sono quegli esseri costretti a lavorare per tutta la vita, come bestie, senza vedere mai un raggio di sole, senza mai la minima soddisfazione, sempre nell’ombra grigia di un’esistenza grama. I caporali sono appunto coloro che sfruttano, che tiranneggiano, che maltrattano, che umiliano. Questi esseri invasati dalla loro bramosia di guadagno li troviamo sempre a galla, sempre al posto di comando, spesso senza averne l’autorità, l’abilità o l’intelligenza ma con la sola bravura delle loro facce toste, della loro prepotenza, pronti a vessare il povero uomo qualunque. Dunque dottore ha capito? Caporale si nasce, non si diventa! A qualunque ceto essi appartengono, di qualunque nazione essi siano, ci faccia caso, hanno tutti la stessa faccia, le stesse espressioni, gli stessi modi. Pensano tutti alla stessa maniera!"
(da wikipedia)
Fabrizio Reale Web Developer

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Peggiori e migliori HOTEL d'Italia 2009 by tripadvisor


Come sicuramente qualcuno avrà già letto sui quotidiani, TRIPADVISOR, portale in cui vengono raccolte le segnalazioni di decine di migliaia di turisti riguardanti alberghi, ristoranti ed agriturismi di tutto il mondo, ha stilato la propria annuale classifica degli alberghi migliori e peggiori, in base al voto ed ai commenti di quanti, semplici fruitori e non esperti del settore alberghiero, hanno soggiornato in determinate strutture. Per quanto riguarda le strutture italiane, il record dei commenti negativi è andato ad un villaggio in Sardegna. Un esempio dei commenti: "Struttura vecchia e fatiscente, sporca, con un personale imbarazzante e scortese.. è stato un incubo. sono andato via.. gli ho fatto causa!"  Roma è presente in classifica con ben quattro strutture alberghiere, mentre fortunatamente la Campania è presente nella "TOP 10" con un solo nominativo: l'hotel terme parco Eco di Forio di Ischia, con 13 votazioni "terrible" su 20 e commenti da far drizzare i capelli.  
Di contro, nella classifica delle venticinque strutture che hanno ricevuto le migliori recensioni, ve ne sono ben SEI campane, di cui due in "top 10".  Le regine indiscusse della classifica sono Venezia e Sorrento, con sette e tre alberghi menzionati rispettivamente.  Per quanto riguarda la Campania, oltre a Sorrento presente con La Solara Best Western, Villa Oriana Relais e l'hotel Il Nido, sono presenti Amalfi, Napoli e Castellammare di Stabia.  
Va ricordato, sia nel bene che nel male, che la classifica è stilata in base ai giudizi dei lettori, indipendentemente dal numero di stelle che la struttura abbia, in quanto è valutato anche il rapporto qualità/prezzo, oltre alla cucina, alla pulizia ed alla location.  
Il consiglio che do, qualora si voglia partire per un viaggio, è quello di consultare sempre tripadvisor, oltre a expedia o bookings.com, in quanto solo leggendo i commenti di altri turisti è possibile comprendere quali siano i punti di forza e quelli deboli di una struttura alberghiera, indipendentemente da quelche può dire un tour operator o da quel che può apparire sui siti internet ufficiali.  Scegliere un albergo nel XXI secolo è sempre più legato a questi portali che ai consigli delle agenzie di viaggio...
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27 Gennaio - Giorno della memoria per non dimenticare l'olocausto


(Primo Levi - da Se questo è un uomo)
Voi che vivete sicuri
Nelle vostre tiepide case,
Voi che trovate tornando a sera
Il cibo caldo e visi amici
Considerate se questo è un uomo
Che lavora nel fango
Che non conosce pace
Che lotta per mezzo pane
Che muore per un sì o per un no.
Considerate se questa è una donna,
Senza capelli e senza nome
Senza più forza di ricordare
Vuoti gli occhi e freddo il grembo
Come una rana d’inverno.
Meditate che questo è stato:
Vi comando queste parole.
Scolpitele nel vostro cuore
Stando in casa andando per via,
Coricandovi alzandovi;
Ripetetele ai vostri figli.
O vi si sfaccia la casa,
La malattia vi impedisca
I vostri nati torcano il viso da voi.

Le parole di Primo Levi potrebbero bastare da sole a dare uno spunto di riflessione, voglio comunque condividere un video tratto da youtube, in inglese, di cui sconsiglio però la visione, in quanto le immagini contenute sono fin troppo crude nel descrivere la verità di quanto accadde in quegli anni a causa della scelleratezza di Hitler e dei suoi alleati.  Dell'Olocausto siamo insieme vittime e colpevoli e quel che conta per noi "giovani", che non abbiamo vissuto direttamente le nefandezze della guerra e delle leggi razziali ,è far sì che il ricordo del dolore e della sofferenza, ma anche di quali atti atroci possa macchiarsi l'essere umano, si tramandi per sempre PER NON DIMENTICARE e per evitare che in futuro simili tragedie possano compiersi nuovamente. 
Purtroppo, se cercate un po' su youtube, noterete che buona parte dei video realizzati da italiani in memoria dell'Olocausto, allorquando non sia disabilitata la possibilità di commentare, è lordata da interventi di ignoranti (non so nè voglio trovare altre parole) che hanno il coraggio di negare o addirittura di tentare di giustificare quanto accaduto !!!   


Fabrizio Reale Web Developer

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Collage "TETTI" dal contest CSP di panoramio.com



Collage di foto pubblicate per il contest CSP di panoramio.com di Gennaio 2010

 Un piccolo omaggio ai tanti partecipanti al contest CSP di panoramio di gennaio.  Il tema scelto, "tetti", fortemente legato alla tipologia di foto pubblicate su www.panoramio.com, ha fatto sì che la partecipazione a questo contest "senza premio" organizzato dai frequentatori del forum italiano di panoramio, fosse nutrita e sentita.  Complimenti a tutti, in particolar modo ai vincitori ed a quanti rendono possibile il corretto funzionamento sia del forum (i moderatori tutti) che del contest (Daniela, Bruno, Edo, Robstamp e quanti collaborano anche occasionalmente).  
Approfitto di questo intervento in tema panoramio per dare, in italiano, un grande in bocca al lupo ad uno dei fondatori di panoramio, Eduardo Manchón , che si è appena lanciato in una nuova avventura con il suo ASKARO , sperando che riesca ad ottenere un successo pari a quello ottenuto con panoramio.

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Tra le nuvole - la recensione dell'ultimo film con George Clooney


L'oggetto della recensione odierna, Tra le nuvole, è un film che ha il raro pregio di alternare momenti di riflessione a momenti in cui è inevitabile sorridere, anche grazie alla mimica del sempre bravo George Clooney, che interpreta Ryan Bingham, un tagliatore di teste,  il cui mestiere è "congedare" i dipendenti di aziende in difficoltà finanziarie, riducendo al minimo le spese legali, cercando di convincerli che anche senza lavoro, con qualche mese di benefit ed assistenza sanitaria si può sopravvivere. Durante l'intera durata della pellicola si incontrano e talvolta si contrappongono  lo stile di vita, una vera e propria filosofia, e la sua vita reale.   Il protagonista rifugge la famiglia,  non ha una casa e passa 320 giorni su 365 in volo, tra le nuvole appunto.  Il cinismo del personaggio nel gestire la propria vita privata e nel saper trovare le parole giuste per licenziare volti di donne ed uomini mai visti prima sono strettamente legati e la filosofia dello zaino vuoto, ovvero la consapevolezza che si può vivere bene senza caricare su se stessi tutti quei pesi e fardelli tipici della vita in società, problemi legati alla propria famiglia, ai propri affetti, ai propri amici, alle necessità di gestire la propria abitazione, sembra a inizio film essere realmente la giusta soluzione in un' America in crisi di lavoro e di ideali, con coppie che si separano e senza aver certezza alcuna del futuro.  Il Clooney tagliatore di teste viaggia leggero nella mente e nel bagaglio, rigorosamente a mano ed imbarcabile su tutti i voli American Airlines. L'incontro, uno casuale ed uno forzato, di Ryan-George con due donne, cambierà molto nella vita del protagonista,  stravolgendo il proprio "credo", spingendolo a riavvicinarsi alla famiglia ed a cercare affetti duraturi, i risultati finali non saranno però necessariamente quelli attesi.
L'America descritta da Jason Reitman non può cambiare in un istante ed il protagonista, una volta  senza lo schermo di protezione delle proprie idee, verrà travolto da un cinismo maggiore di quello proprio: la realtà a terra è molto più dura e triste di quanto possa sembrare,  chi perde il lavoro talvolta asprira davvero al suicidio, chi cerca un amore spesso lo fa solo per evadere dalla propria vera vita familiare... forse... davvero quel vivere "tra le nuvole", sempre in volo e senza mai poggiare i piedi per terra per più di una mezza giornata, può essere una soluzione, un modo di vita reale contrapposto a quanto accade laggiù, sotto le nuvole, a miglia e miglia di distanza.  Il film rientra nel filone delle tragicommedie: si affrontano temi "pesanti" cercando di spingere lo spettatore a sorridere, anche se il più delle volte si tratta di un sorriso ironico e talvolta sarcastico. Le due donne che accompagnano il protagonista da un certo punto del proprio viaggio in poi hanno un ruolo cardine nello scardinare la robusta armatura che Clooney-Ryan si era costruito negli anni di duro lavoro e dura vita solitaria:  la bella manager in carriera, abituata ad amori fugaci fra un volo e l'altro (interpretata da una convincente Vera Farmiga ), capace di emozionarsi dinanzi al numero spropositato di tessere fedeltà in possesso di Ryan e dalla "lunghezza" delle miglia accumulate da costui, e la ragazzina  neolaureata ( interpretata da una sorprendente Anna Kendrick, vista finora nei panni di una studentessa liceale nella saga di Twilight), piena di buone idee e propositi, il cui futuro costruito a tavolino nella propria spensierata mente crollerà come un castello di carta. Saranno loro a portare Ryan su nuove strade, da lui mai percorse ed a riavvicinarsi a "casa".
Alcune trovate sono davvero divertenti, nonostante la volontà del regista sia sopratutto quella di far riflettere sui problemi legati alla crisi economica e nonostante l'assenza del lieto fine talvolta atteso durante la visione del film.  L'eccitazione che prende Ryan- George  e Alex-Vera quando l'argomento è  il numero di miglia accumulate è davvero spassosa, così come le diversioni comiche create dalla necessità da parte del protagonista di scattare fotografie in vari luoghi a un cartoncino con su raffigurati la sorella ed il futuro marito ne sono un esempio.
Va ricordato che nel film recitano come comparse una ventina di "veri" disoccupati, licenziati a causa della crisi economica.

Giudizio sintetico: @@@@@

Non consiglio il film ai bambini in quanto, sebbene adatto per il linguaggio adoperato, l'assenza di scene di sesso (c'è una sola scena di nudo che dura 1 secondo) e di violenza, l'argomento trattato può risultare pesante per un pubblico ultra giovane.

Visto al Martos Metropolitan, sala 5. Come già scritto ampiamente la sala è comoda, ottimo l'audio e la visuale.  Unico neo, al momento, il numero ridotto di personale rispetto ai tempi del "Warner Metropolitan" che in questi giorni di calca causata dal fenomeno Avatar può causare lunghe file anche per comprare i pop corn o una bottiglietta d'acqua.

Questa recensione è presente anche nel blog dedicato al cinema "cinemarecensionilab".
Fabrizio Reale Web Developer

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Elenco delle strade di Napoli con due o più nomi



Napoli: Pizzofalcone e Chiaja al tramonto - Gennaio 2010

Napoli è un dedalo di viali, vie, viuzze e vicoli, con molte piazze, un bel po' di larghi ed addirittura qualche "rua".  Nel corso degli anni molte strade hanno cambiato denominazione, al passaggio da una dominazione all'altra, dalla monarchia alla Repubblica o semplicemente perchè nell'immaginario popolare era più facile riferirsi ad un monumento o ad un palazzo che al reale nome della strada:  ne consegue che talvolta per un turista non è facile cercare alcuni luoghi che per il cittadino napoletano hanno un determinato nome, mentre per lo stradario uno del tutto differente. In questo intervento raccoglierò, man mano che mi verranno in mente, magari con l'aiuto dei lettori del blog, un elenco di tutti i luoghi a doppia o tripla toponomastica, così che il viaggiatore di turno possa addentrarsi nelle vie cittadine ben conscio del fatto che il luogo che cerca ha un nome "a furor di popolo" ed uno "ufficiale".  Discorso a parte per via Toledo - via Roma, dato che il nome antico, relativo al periodo borbonico, era stato sostituito da un più italico riferimento alla capitale italiana... in realtà allo stato attuale convivono i due nomi, laddove però si indica per via Toledo il primo tratto, quello che inizia a piazza Trieste e Trento e termina a piazza D'Acquisto,  mentre in genere si indica via Roma il tratto che da lì arriva fino a piazza Dante.

  • Piazza Carità    -   Piazza Salvo D'Acquisto
  • Rettifilo             -   Corso Umberto I
  • Quattro Palazzi -  Piazza Nicola Amore
  • Piazza Borsa     - Piazza Bovio
  • Viale Elena        - Viale Gramsci
  • Via Mergellina   - Via Giordano Bruno
  • Cavalli di Bronzo -  Via Riccardo di Candida Gonzaga Filangieri
  • Piazza San Ferdinando - Piazza Trieste e Trento
Sono inoltre in gran numero le strade napoletane che nel loro percorso all'interno della città cambiano nome una o più volte, talvolta senza che vi siano incroci o piazze in mezzo. Qualche esempio:
  • Via Toledo - Via Roma
  • Via Amerigo Vespucci - Via delle Repubbliche Marinare, Via Marina, Via Acton
  • Via Guantai nuovi - via Cervantes
  • Via Filangieri - via dei Mille - via V. Colonna


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Peschereccio e gabbiani a Mergellina (le città di mare) - laboratorio fotografico



Peschereccio e gabbiani - Mergellina, Gennaio 2010 

Le città di mare
Sono i punti di incontro di mille avventure
Di lingue diverse e di facce scure
Di gente che passa
E si ferma a guardare
(Eugenio Bennato)

Anche in una metropoli con quasi un milione di abitanti, è facile imbattersi , qualora tale metropoli sia Napoli,  in un peschereccio che rientra in porto o in un pescatore che con pazienza attende su uno scoglio, con la propria canna da pesca, che la preda abbocchi all'amo, del tutto incurante di cosa accade attorno, di quante macchine possano sfrecciare su via Caracciolo o di quanti palazzi lo possano circondare... il richiamo del mare per una città come Napoli è forte... Il mare è il "mare di Napoli" da sempre e bagna Napoli, nonostante tutto e tutti, ancora oggi.
Eugenio Bennato, fine cantautore un po' troppo oscurato dalla fama e bravura del fratello Edoardo, ha ben riportato in testi e musica cosa significa nascere e vivere in una città di mare ed essere indissolubilmente legati ad essa.  

PS
Non ho trovato al momento video su youtube di performance dal vivo ridotte alla sola canzone...  in compenso si può cliccare qui per vedere il video di un duetto di Edoardo&Eugenio Bennato datato 1989 (la canzone inizia dopo un minuto di intervista).
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Emmatar - interessante lancio della campagna elettorale della Bonino


Non voterò alle regionali Lazio nè sono un fan sfegatato dei Radicali, per quanto onestamente non si possa negare che buona parte delle loro battaglie intraprese nel corso degli anni non solo erano giuste ma hanno anche catapultato l'Italia anni in avanti rispetto a periodi di immobilismo storico notevole (divorzio, aborto, etc.).
Va detto però che idee come questa, se ne condivida o meno il messaggio, sono da applaudire in quanto dimostrano creatività non comune e la volontà di avvicinarsi ad un elettorato, quello "giovane", che oramai attinge informazioni più da youtube e dai blog che dai quotidiani, che utilizza molto di più i social network dell'antico telefono fisso, che difficilmente riesce a comprendere certi personaggi politici in quanto davvero troppo distanti da loro, non tanto per età anagrafica quanto per mentalità e modus vivendi.
Un bravo ai radicali e buona visione del trailer di "EMMATAR"

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Grand Canyon al tramonto e l'infinito - laboratorio fotografico




Grand Canyon (Arizona) al tramonto - Agosto 2005


La storia di questa fotografia panoramica ha qualcosa di epico... fu una tappa decisa all'ultimo momento, nel più classico dei viaggi "on the road": un tour della California con tappa obbligata a Las Vegas.   I quasi 500 km da percorrere per arrivare a "gustare" uno dei panorami più belli del mondo furono massacranti  ma costellati da eventi ed immagini curiose: fummo fermati ad un posto di blocco proprio sulla famosissima Hoover Dam (la diga sul fiume Colorado che di fatto separa Nevada da Arizona) ed invece di subire il più classico dei controlli americani, assistemmo ad un inedito siparietto nazional popolare, dato che il poliziotto con tipico cappello a falda larga era originario di Avellino e,  anche se non spiccicava una sola parola di italiano,  ci teneva a salutare dei compaesani...
Quel che è certo è che, una volta giunti là, la meraviglia fu grande, dato che nessuna foto o nessun filmato può in alcun modo ricreare le sensazioni uniche che l'ammirare lo sterminato Canyon possono dare... quel senso di consapevolezza di essere microbi difronte all'infinito che solo i grandi poeti possono in qualche modo provare a descrivere con le parole...

L'infinito, Giacomo Leopardi

« Sempre caro mi fu quest'ermo colle,
e questa siepe, che da tanta parte
dell'ultimo orizzonte il guardo esclude.
Ma sedendo e mirando, interminati
spazi di là da quella, e sovrumani
silenzi, e profondissima quiete
io nel pensier mi fingo; ove per poco
il cor non si spaura. E come il vento
odo stormir tra queste piante, io quello
infinito silenzio a questa voce
vo comparando: e mi sovvien l'eterno,
e le morte stagioni, e la presente
e viva, e il suon di lei. Così tra questa
immensità s'annega il pensier mio:
e il naufragar m'è dolce in questo mare. »
Fabrizio Reale Web Developer

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Limiti alla circolazione veicolare a Napoli e normative anti inquinamento


 Trattandosi di  temi che riguardano contestualmente Napoli ed il mondo dei motori, in via del tutto eccezionale questo intervento è presente sia sul laboratorio napoletano che su ingegnerianapoli, il mio blog "tecnico" che curo oramai da tempo. La seconda parte dell'intervento riporta infatti numeri e grafici riguardanti le normative attualmente in vigore, per motori diesel o benzina.

Come consuetudine domani - mercoledì 20 - entrerà in vigore la oramai classica limitazione al traffico veicolare nel territorio cittadino di Napoli.  Quella che a prima vista sembra una restrizione molto forte ( sui tabelloni luminosi in tangenziale e sui tabelloni dell'ANM ad ogni fermata di autobus c'è scritto in sostanza che solo le autovetture ad emissioni nulle o EURO 4  o alimentate a metano / gpl possono circolare e solo i motoveicoli EURO 2 o 3), in realtà (leggere ordinanza sindacale) offre diverse scappatoie accessibili anche a chi non ha nel proprio "parco autovetture" veicoli di nuova concezione. Infatti, a ben leggere, possono circolare autovetture euro 2 od euro 3, purchè in macchina vi siano almeno tre persone (car - pooling ) o purchè l'abitazione del proprietario del veicolo sia dotata di una "certificazione energetica".  Inoltre, stante la non piccola differenza in termini di emissioni inquinanti, se l'ordinanza è particolarmente restrittiva nei confronti dei motocicli due tempi, di contro tutte le motociclette e scooter 4 tempi possono circolare tranquillamente, senza violare alcuna norma.   Invito alla lettura dell'ordinanza sindacale perchè, accanto a quanto appena scritto, che segue in maniera abbastanza coerente ragionamenti riguardanti le emissioni inquinanti, vi sono altre deroghe che non hanno molto senso ( fino a quattro veicoli per ogni matrimonio /battesimo/funerale a patto di inoltrare un fax sottoscritto dal parroco/ufficiale di stato civile ), alcune che di fatto riducono la potenza del blocco ( I non residenti a bordo di auto "non residenti" possono circolare, così come i giornalisti,  i fotografi, i medici o chiunque stia trasportando materiale deperibile (pasticcerie ?) e financo chi utilizza auto a nolo)  e che sinceramente, essendo il blocco di poche ore, potrebbero essere evitate.
Il blocco, in vigore domani dalle 7.30 alle 11.30, a quanto si apprende dai quotidiani, dovrebbe essere esteso a due giorni a settimana per il mese di Febbraio, nella speranza che questo possa contribuire a migliorare la qualità dell'aria che respiriamo.
Per quanto riguarda il provvedimento in vigore attualmente, di cui si è appena scritto sopra, vanno fatte alcune valutazioni riguardanti l'opportunità di concedere alcune deroghe.  A sinistra è disponibile ( fonte wikipedia, immagine di pubblico dominio) un grafico da cui si evince immediatamente quanto, in termini di emissioni di ossidi di azoto (NOx) , sia la riduzione di emissioni inquinanti per chi utilizza una Euro IV rispetto a veicoli meno recenti.  Le automobili che montano motori ad accensione comandata (nel gergo comune motori a benzina)  immatricolate dopo il 2005 hanno un limite di 0.08 grammi di ossidi di azoto emessi ogni chilometro, la metà rispetto a quelle immatricolate nel rispetto della normativa Euro III (0.15 g/km NOx) e quasi un ordine di grandezza in meno rispetto a quelle precedenti (Euro II - 0.5 g/km).  Ne consegue che il "car pooling", per quanto interessante ed efficace in termini di riduzione del traffico e, quindi, riduzione dei tempi di percorrenza ( a vantaggio quindi della riduzione delle emissioni inquinanti), permette di introdurre in circolazione, nonostante il divieto, una vettura euro II con tre persone a bordo che inquina oltre SEI volte in più di una Euro IV, ovvero il DOPPIO rispetto a tre vetture Euro IV con una sola persona in macchina.  Sarebbe quindi il caso di ridurre questa possibilità alle sole Euro III, almeno per quanto riguarda i motori a benzina, anche se, con tale deroga, di fatto si dà la possibilità di ridurre le emissioni in atmosfera di CO2 (un auto vecchia al posto di tre ipotetiche vetture nuove) .    Diverso il discorso da fare con i motori ad accensione per compressione (definiti comunemente "Diesel"). Dal grafico a destra si evince facilmente che, oltre ai problemi relativi alle emissioni di NOx, va fortemente presa in considerazione la necessità di ridurre il particolato. La normativa prevede un limite su quelle che vengono "siglate" PM10, ovvero quelle polveri sottili il cui diametro sia inferiore a 10 micronmetri. Rimando ai link a wikipedia per la descrizione di quanto tali polveri siano dannose per l'uomo e per comprendere quanto la normativa, in questi termini, sia ancora fortemente carente, dato che andrebbe valutato - non è facile e non è immediato - un valore massimo di emissioni non solo in termini di PM10 ma anche e sopratutto in termini di PM2.5 o inferiori, dato che più si entra nel campo delle nanoparticelle maggiori sono i rischi legati all'inalazione di queste da parte dell'uomo.  Del resto, come è noto, già oggi in molte città italiane il limite imposto dall' Euro IV è di fatto superato, dato che vengono richiesti per circolare, qualora si vogliano utilizzare motori diesel, dei particolari filtri anti particolato (FAP) che abbattono le emissioni di polveri. 




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Tramonto sorrentino - laboratorio fotografico



Sant'Agnello,  Rione Cappuccni 11-06-2009

Da oramai troppo tempo questa immagine era archiviata fra le tante bozze incomplete ed inespresse di questo blog... Oggi, in una bella giornata di sole invernale, voglio proporla ai miei sparuti lettori...  la fotografia di un bel tramonto visto dalle terrazze di Sant'Agnello in penisola sorrentina... un tramonto di fine primavera, con il sole che si immerge nel mare fra Ischia e Monte di Procida, creando un'immagine "multicolor" di tutto il golfo di Napoli.  Spero vi piaccia...  

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uccelli e citazioni letterarie - laboratorio fotografico




uccelli in volo - Cassino - Gennaio 2010
...stormi di uccelli neri come esuli pensieri nel vespero migrar....

Improvvisarsi birdwatcher non è facile ed il risultato (non voluto) di una passeggiata per le campagne laziali, poco fuori  Cassino, è quello che riporto prima e dopo queste poche righe. Avevo a disposizione due gruppi di volatili diversi fra loro, per origine, tipologia ed anche per posizione (a destra ed a sinistra di un fiume)... ebbene... il risultato è stato lo stesso... appena i volatili son stati a portata di 135mm sono volati via, lontano da me e dal mio piccolo obiettivo...  A destra avevo un numero enorme di cornacchie (penso... )... tutte volate via... A sinistra avevo un gruppo di una quindicina di uccelli trampolieri (a prima vista, a vista di un ignorante della materia, sembravano essere aironi cinerini)... che curiosamente al primo click sono fuggiti su un albero senza fronde... in bella vista, ma troppo lontani per una fotografia decente...    


  aironi su un albero - Cassino - Gennaio 2010
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Disastri naturali, azioni umanitarie... raccogliere i cocci di bottiglia andati in frantumi




Cocci di bottiglia per le vie napoletane, Ottobre 2009

Troppe volte, in troppe occasioni, in un numero eccessivo di casi che spaziano dalla vita privata a quella lavorativa per i singoli, dalle piccole battaglie sociali alle grandi problematiche mondiali per quanto riguarda la società, ci si trova a far fronte all'emergenza da impreparati, a raccogliere cocci di bottiglie che difficilmente potranno essere riassemblati per creare strutture simili a quella precedente.  L'ultimo caso riguarda Haiti.  Il mondo si è ricordato di Haiti allorquando uno dei terremoti  (clicca per vedere video) più disastrosi degli ultimi anni ha deciso di far tabula rasa di uno Stato, abbattendo in un solo colpo i simboli del potere e quelli del viver sociale, palazzi imperiali ed ospedali, chiese e scuole, distruggendo quel poco di "moderno" che c'era e radendo al suolo tutte le catapecchie in cui i poveri haitiani erano costretti a vivere.  Un terremoto non può mai essere annunciato, i cocci ci sarebbero stati ma quel che è assurdo è che SOLO dopo che decine di migliaia di persone hanno trovato una morte atroce, in parte dovuta ad un terremoto catastrofico, in parte causata dalla povertà, dall'imperizia costruttiva, dall'assenza di una rete stradale e di comunicazione efficiente, di una struttura sanitaria efficace, il Mondo si è ricordato di Haiti ed ha iniziato ad "elargire" ingenti quantitativi di denaro per ricostruire.  Fino a ieri l'altro Haiti era quel pezzo di isola caraibica - la stessa su cui il buon Colombo issò la bandiera spagnola un bel po' di anni fa, la stessa la cui metà "meno povera" è meta di turismo da ogni parte del globo- dimenticata dagli uomini...  un Paese che le statistiche indicano fra i più poveri del mondo, con un PIL procapite superiore solo a stati come l' Afghanistan o Uganda e Ruanda (158mo su 181)... eppure... raramente sui nostri telegiornali apparivano appelli ad aiutare la popolazione haitiana... inviti a donare denaro per favorire la costruzione di ospedali, di strade, di quanto fosse indice di "civiltà".   Delle decine di migliaia di persone morte a causa del sisma, una percentuale NON irrilevante avrà trovato la sua fine a causa proprio della povertà in cui versa lo stato caraibico e quelle migliaia di persone saranno morte anche un po' a causa della nostra  ignoranza e inconsapevolezza.
Adesso è giunto il momento di raccogliere i cocci...  inviate quanto più denaro possibile attraverso i canali più adatti ( link all'elenco di enti umanitari presenti sul posto da Repubblica.it ), inviate messaggini SMS al 48541 (due euro per sms, da cellulari Telecom e Vodafone... non da Wind...), collegatevi ai siti di agenzie ed enti umanitari (AGIRE.it ) e donate, creando i presupposti affinchè quei cocci di bottiglia possano essere rimodellati fino a creare una realtà nuova, nella speranza che l'emergenza faccia sì che fra due mesi, fra un anno, fra cinque anni il mondo non torni ad essere colpevolmente dimentico di quanto accade ad Haiti !!!


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Volontariato a Napoli: intervista a una volontaria della Croce Rossa (Vivere NapolI)


Esistono diversi modi di vivere la propria città, in maniera più o meno impegnata,  scavando più o meno profondamente nell'essenza stessa dei napoletani.  Fare volontariato in una grande metropoli, a Napoli in particolare, può portare ad acquisire un bagaglio di esperienze ed emozioni tale da poter "raccontare" Napoli in maniera del tutto differente da quanto possa fare un normale cittadino od un turista.
Con l'intervista a Marcella, una volontaria della Croce Rossa, si inaugura una sezione del laboratorio che avrà come titolo "Vivere Napoli" nella quale, con un po' di tempo e pazienza, saranno raccolte esperienze speciali ed uniche, come quella della prima intervistata.


Ciao Marcella, puoi spiegare in poche parole ai lettori del blog di cosa ti occupi esattamente?
Allora... io da 2 anni a questa parte  sono diventata volontario del soccorso della croce rossa.
Ho fatto prima un corso di preparazione durato circa un anno dopodichè ho iniziato il servizio 118 e trasporto infermi...  in pratica sto sull'ambulanza come 118 e operiamo sul territorio,  mentre per quanto rigurda il trasporto infermi, questo consiste nel portare le persone da un ospedale all'altro o a casa... insomma persone che non hanno la possibilità di spostarsi con un auto privata per le loro condizioni mediche, chiamano noi perchè muniti di tutti i presidi specifici per assicurare un trasporto sicuro e, si spera, indolore.
In realtà le mie attività di volontariato non si limitano alla sola croce rossa, da 5 anni sono anche volontaria di Emergency, e lì le cose sono meno avvincenti, ma ugualmente importanti,: io e gli altri volontari ci occupiamo di raccolta fondi per gli ospedali costruiti dalla fondazione nelle zone di guerra (ah anche il mio papà è volontario)
Cosa implica come impegno di tempo? Devi dare una disponibilità o vieni chiamata?
Essendo volontaria i giorni li chiedo io, quindi dò una disponibilità, ma dovrei fare 200 ore all'anno
Operi solo sul territorio cittadino, in quartieri determinati o "dove c'è necessità in base alle chiamate? "
La postazione sta a piazza del Gesù, quella del 118, ma quando serve siamo arrivati anche nelle zone di Ponticelli, San Giorgio..insomma dove serviamo, corriamo.
Per quanto  riguarda i trasporti, possiamo andare anche fuori napoli, alcuni colleghi sono andati anche all'estero (cliniche in Svizzera ad esempio).

Vorrei farti un altro paio di domande relative all'attività in sè e poi spostare il "focus" sul rapporto fra l'attività svolta e la città
dimmi
Quel che fai è onorevole e sicuramente non tutti sarebbero in grado di svolgere tale attività, cosa consiglieresti a quanti fossero interessati ad aiutare il prossimo come volontari ?
Di prepararsi bene, di formarsi e di informarsi
Non è facile stare a contatto con la sofferenza, molta preparazione, professionalità e buona conoscenza di sè stessi.
Quale sarebbe un "primo approccio" consigliato per avvicinarsi al volontariato? 
Credo che la cosa importante è volersi approcciare al volontariato, con umiltà e determinazione, di volersi mettere in gioco e in discussione ed è importante anche accostarsi a delle organizzazioni che hanno una storia e una certa serietà.
Io ho scelto la croce rossa perchè ha una storia e dà delle garanzi, ci sono persone molto competenti che mettono al servizio degli altri la propria professionalità e non mi riferisco solo ai volontari, ma  anche ai professionisti che formano.
Immagino che quindi tu abbia seguito questo iter di avvicinamento. Penso fra l'altro che in questo abbia grande importanza la partecipazione, in spirito o fatti, degli amici o dei parenti, sbaglio?
 Diciamo che la scelta è stata mia, amici e parenti non mi hanno ostacolato

Grazie alla tua attività di volontariato, riesci sicuramente a "vivere" Napoli in maniera più profonda di tutti noi...  è ovvio che una grande metropoli, accanto a diverse luci, abbia tanti angoli bui ed oscuri. Piazza del Gesù, ad esmepio, è un via vai di persone, mondi e colori... punto d'incontro di diverse anime della città.
Hai mai assistito ad episodi di razzismo durante lo svolgimento del tuo operato? Se sì, come temo, puoi descriverci un esempio che ti ha particolarmente impressionato?
Di razzismo no, neanche in ospedale!
Ci capita di correre per incidenti sul lavoro e qualche volta è capitato che erano extracomunitari ma non è mai capitato che in ospedale, o noi in ambulanza adottassimo dei comportamenti razzisti, anzi, dato che spesso si tratta di gente che va a lavorare anche per 30 euro al giorno e di disperati, cerchiamo il più possibile di dare anche un sostegno psicologico.
Intendevo da parte di terzi.. che un volontario possa mai comportarsi in maniera razzista mi pare una contraddizione in termini :D
Si ma non ti credere a volte le persone fanno volontariato solo per farsi belle agli occhi degli altri
purtroppo succede anche questo.
La gente, a napoli specialmente, vive in modo molto empatico quello che succede agli altri.
Mi ricordo una volta che eravamo in emergenza, dovevamo passare per corso  umberto e c'era una manifestazione, mi ricordo che dei ragazzi fecere in modo da farci passare e nemmeno sapevano cosa fosse successo o se c'era il paziente in ambulanza
è il bello di napoli
la gente aiuta senza poi chiedere niente
Infatti stai anticipando la mia prossima - siamo quasi alla fine - domanda...   
fra i tanti episodi "positivi" ... puoi descriverci un'esperienza in cui le persone si sono dimostrate intraprendenti e pronte ad aiutare il prossimo ?
Capita molto spesso
quando c'è da portare giù per le scale una persona con il telo (che è un presidio particolare) si vedono persone che scendono anche in pigiama per  aiutarci, oppure quando succede un incidente stradale, le persone si fermano e fanno una specie di cordone umano per proteggere il ferito
indubbiamente è spinto da tanta curiosità, ma poi finisce sempre per aiutare chi è in difficoltà, un piccolo gesto come chiedere come sta o la semplice chiamata al 118 è già un mdo per aiutare
Come dicevi prima, è anche questo il "bello" di vivere a Napoli
Si, ma purtroppo non è sempre così,  a me personalmente durante un turno allo stadio san paolo ho rischiato di essere picchiata:  successe che ci avvisarono di un finto intervento, per vedere se facevamo qualcosa, una volta arrivati lì dove ci avevano detto che c'era un emergenza, c'era un ragazzo che aspettava, ci disse, "ci avete messo troppo tempo" e si stava scaraventando contro di me e la squadra, ma fortunatamente la curva A è presidiata dalla polizia e inoltre avevo anche la febbre a 38.5
Napoli purtroppo, come scrivevo prima, ha due anime... da una parte gli esempi di collaborazione ed empatia che aiutano anche a motivare chi, come te, fa questa attività, dall'altra la stupidità di pochi che spesso fa pensare " chi me l'ha fatto fare".
Ti ringrazio, a nome anche di quanti leggeranno questo intervento, per il tempo che ci hai messo a disposizione e per aver reso pubblica la tua esperienza, il tuo "vivere" Napoli come volontaria sul campo, in mezzo ai malati ed ai bisognosi. 

Fabrizio Reale Web Developer

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La neve sul Vesuvio al crepuscolo - laboratorio fotografico



La neve sul Vesuvio, le luci del porto, il blu del mare... Gennaio 2010

Napoli è sempre stata meta di pittori ed artisti di ogni genere... nel XXI secolo, nonostante l'inquinamento sia sempre pronto a privarci di emozioni uniche, in alcuni momenti particolarmente fortunati possiamo ancora ammirare paesaggi unici ed irripetibili.   Il mare blu, il cielo azzurro, le luci del porto ed in fondo il Vesuvio parzialmente innevato...  questo panorama era alla portata di tutti, ancorchè nascosto dal buio della sera... uno scatto lungo un'eternità ( quattro secondi ) ha riportato tutto in piena luce... ed ecco apparire quanto avete appena visto... spero vi piaccia...
Fabrizio Reale Web Developer

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Laghetti napoletani... buche, fossi o voragini? - Fuorigrotta 2010



Laghetti napoletani - Fuorigrotta - gennaio 2010
(edit)buco rattoppato alcuni giorni dopo lo scatto di questa foto


Ne avevo già ampiamente parlato qui, stamattina ho deciso di pubblicare anche una fotografia che fosse quanto più esplicativa possibile dello stato delle strade di Fuorigrotta (NAPOLI).
Le voragini  - definirle fossi e buche è riduttivo - oramai presentano i connotati di laghetti, con tanto di pietre bianche e acqua stagnante perennemente presente...

edit del 19/01: sul buco è stato in buona parte colmato da uno strato di asfalto
Fabrizio Reale Web Developer

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Una gita in gondola - laboratorio fotografico




Venezia, in gondola sotto il ponte di Rialto - Febbraio 2009


Un commento su panoramio da parte di un utente mi ha fatto riflettere su come una fotografia possa essere interpretata in diversi modi...
Una romantica luna di miele per i due passeggeri... un duro lavoro (e buon guadagno aggiungo ) per il gondoliere. ...Un'occasione per riproporre dopo tanto tempo una fotografia della bella laguna veneta, con i suoi colori, le sue peculiarità, il suo romanticismo che trasuda da ogni angolo ed ogni pietra... spero vi piaccia come intermezzo fotografico. 

Fabrizio Reale Web Developer

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Sezione cinema: elenco recensioni


La sezione CINEMA del blog è, di fatto, una delle più visitate. Con questo post si intende creare una lista, che verrà aggiornata periodicamente, dei film recensiti, in modo da facilitarne la lettura ed aumentare la visibilità di recensioni meno recenti, con alcune note a margine in modo tale da facilitare la lettura delle recensioni.
Peculiarità della sezione, presente fra l'altro su diversi siti dedicati alla cinematografia, è  infatti quella di prevedere, accanto alle note critiche, un commento dedicato alla sala cinematografica ed alcune righe volte a far comprendere se il film sia più o meno adatto alla visione con bambini.
I film recensiti sono stati tutti, eccetto uno, visionati in sale dislocate sul territorio del comune di Napoli

Link alla pagina "Cinema" del blog, con l'elenco aggiornato di tutte le recensioni finora scritte.
Fabrizio Reale Web Developer

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Io, loro e Lara - la recensione


Il 2010 è iniziato, da un punto di vista cinematografico, all'insegna di Carlo Verdone. La scelta di inserire nella programmazione  mensile la propria ultima commedia in un periodo, quello a cavallo dell'Epifania, abbastanza lontano dalla scia dei cinepanettoni e contemporaneamente a distanza di sicurezza dall'arrivo della corazzata Avatar, avrà sicuramente sortito i suoi effetti al botteghino.
Io, loro e Lara, da qualsiasi punto di vista si voglia analizzare, non rientra nel novero dei "classici" film che il regista ci propina con cadenza annuale o biennale da oramai trent'anni, con un susseguirsi di battute e sketch collaudati e comunque sempre divertenti, ma andrebbe recensito senza immaginare tali clichè.  Per sommi capi la trama è abbastanza nota, grazie ai tanti passaggi in televisione e sui giornali che tale film ha avuto, passando anche per qualche polemica: padre Carlo torna dopo anni dall'Africa e si trova ad affrontare i banali problemi del viver quotidiano, che talvolta risultano essere meno risolvibili delle grandi problematiche a cui il prete era abituato a trattare come missionario.  In meno di due ore, partendo da tale principale filone narrativo, si dirama un quantitativo forse eccessivo di storie, storielle e gag laterali e collaterali, fino a toccare di sfuggita un numero impressionante di temi più o meno sociali, più o meno complessi, sicuramente lontani da quelli abitualmente trattati da Verdone:  dalle correnti di pensiero giovanili alla dipendenza dalla droga, dalle difficoltà affrontate da chi cerca di avere in affido un figlio ai matrimoni fra anziani e badanti, dalle avversità che la Chiesa deve affrontare in Africa alla "questione preservativo", dalla prostituzione al cyber sex c'è di tutto e ce ne è per tutti anche se semplicemente forse c'è un po' troppo materiale. Il rischio di perdersi e di non riuscire a seguire il regista è forte e la sensazione è spesso quella che Verdone non sia stato in grado di entrare in profondità in almeno una di queste tematiche ma si sia comportato come un'ape impollinatrice... un passaggio su ogni fiore e via...  
Va scritto che non è un film comico nel senso stretto della parola... non si ride quasi mai e le gag sono più volte a tentare di dare una dirittura morale ed a far riflettere che a far ridere...  Dei 118 minuti di programmazione risultano interessanti davvero meno di 30 minuti, in massima parte concentrati nel secondo tempo del film. Si ride solamente ed esclusivamente in presenza della coppia Verdone - Finocchiaro ed appare evidente che, forse, quest'ultima avrebbe meritato più spazio in modo tale da non far prevalere la noia in alcuni  punti del film. 
Verdone, anche in abito talare,  ricalca personaggi del passato, pescando fra quelli meno volgari ma più estraniati dal contesto sociale, in un'interpretazione un po' scialba, lontana dai fasti del passato. Discreta l'interpretazione di Laura Chiatti ed Anna Bonaiuto, divertente la presenza della sempre brava Finocchiaro.
Sia per quanto riguarda la scenografia che per quanto riguarda la trama,  talvolta vi è la sensazione che ci siano diverse falle e che alcune gag non rappresentino altro che toppe per collegare pezzi di pellicola diversi fra loro. 

Giudizio sintetico: @@

Film adatto ai bambini, nella misura in cui un film con gran presenza di turpiloquio lo sia. Non vi sono scene di sesso nè alcuna scena violenta. Le tematiche (droga, prostituzione, sesso cybernetico,etc.) trattate necessitano ovviamente di presenza di adulti accanto ai bambini. 

Visto al Martos Metropolitan di Napoli, sala 3: sala grande, schermo super, audio ottimo e posti comodi. Prenotazione possibile via internet - posti numerati. 

questa recensione è stata pubblicata anche qui.

Fabrizio Reale Web Developer

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Quale albero sostituirà la palma di Piazza Vanvitelli? Il sondaggio del comune







 Una delle simulazioni proposte dal comune di Napoli
Ne avevamo purtroppo già parlato ampiamente in passato ma le notizie riguardanti l'infestazione delle palme nostrane a causa del punteruolo rosso sono sempre più sconfortanti.  A distanza di un paio di mesi dal primo intervento su questo blog, la situazione è ancora peggiorata e sono molte le palme "storiche" ad essere state oramai abbattute e trattate in maniera opportuna dagli addetti del comune nei parchi, nelle ville, nelle aiuole pubbliche. Dovremo purtroppo abituarci a vedere la nostra città con occhio diverso e individuare dei validi sostituti che possano sostituire le care e vecchie palme nelle fotografie e nelle vedute dei viali e dei parchi napoletani.  Allo scopo il comune di Napoli, con positiva inventiva, in collaborazione con Legambiente ha individuato una serie di piante ad alto fusto che possano sostituire l'oramai "andata" palma che dominava piazza Vanvitelli al Vomero ed ha invitato i cittadini, attraverso un sondaggio, a scegliere quale fra Chorisia, Ficus, Canfora, Leccio, Magnolia, Phytolacca o Platano, debba sostituire la ormai abbattuta palma.
Il sondaggio è stato da poco inaugurato ed al momento hanno votato meno di 90 persone.



Fabrizio Reale Web Developer

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Napoli, buche, fossi e voragini... laghi e guadi...




Stato delle strade di Napoli - Fuorigrotta - 12 Gennaio 2010
Dopo una serie di interventi e  foto esplicativi di quanto sia bella Napoli, penso sia il caso di soffermarsi su qualche problema che affligge la nostra città, troppo spesso cartolina prestampata per le migliaia di turisti "mordi e fuggi" che quotidianamente sbarca da meravigliose navi da crociera battenti bandiera di mezzo mondo...
Napoli, si sa,  custodisce segreti e tesori di una città sotterranea, fatta di cunicoli, reperti archeologici ed antiche cisterne...  i napoletani, furbi da sempre, allorquando i Borbone decisero di tassare pesantemente i mattoni in ingresso in città per arginare il continuo aumento della densità abitativa e quindi del numero di abitanti entro le mura, cominciarono a far mattoni sfruttando il tufo delle colline, scavando e recuperando materiale edile utilizzando antichi pozzi ed antiche cisterne...  fin qui...  E' arcinoto che i cunicoli sotterranei vengono spesso utilizzati dalle "bande del buco", che ogni tanto balzano all'onore della cronaca per qualche furto fatto o sventato .  Quel che non comprendo è quale necessità, in una città che sembra troppo spesso la copia di una gruviera, ci sia nel far sì che le strade che percorriamo siano fatte tanto male da diventare percorsi degni di un minigolf ad ogni pioggia che duri più di pochi minuti... La foto pubblicata un mese fa sul Mattino, oltre a far sorridere, fa riflettere non poco, in quanto è assurdo, leggendo le statistiche, che una delle cause di incidenti, talvolta addirittura mortali, sia la "caduta in buche" più o meno profonde, generatesi improvvisamente sul suolo cittadino...
Sarebbe opportuno che chi ha appalti di manutenzione possa davvero garantire che i lavori siano fatti "a norma" e sopratutto che la sovrapposizione di più cantieri non debba nuocere alla salute dei cittadini: troppo spesso nuovi operai lavorano su strade appena asfaltate, distruggendo il lavoro svolto e "rappezzando" alla men peggio...  gli esempi sono noti a tutti...
PS
Questo intervento è una bozza scritta il 2 Dicembre... la propongo oggi in quanto nulla ovviamente è cambiato e "girare" per Napoli in scooter diventa sempre più pericoloso. Stamattina via Leopardi era qualcosa di tristemente inquietante, con fosse ( non più buche oramai) anche di venti-trenta centimetri di diametro con profondità variabile dai pochi centimentri a una decina di centimetri... abbastanza per causare un incidente mortale!
Fabrizio Reale Web Developer

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Solo un altro blog o un laboratorio napoletano, fotografico, politico...


Il laboratorio compie oggi quattro mesi in quanto, dopo alcuni giorni di test e sperimentazioni, fu proprio il 7 settembre il giorno in cui inaugurai il conteggio delle visite, unico indice tale da farmi capire se questo piccolo blog appena creato fosse una semplice pagina di un quadernone riposto sulla scrivania o se fosse effettivamente una risorsa accessibile a tutti gli internauti.  Non essendo avvezzo a scrivere in un blog -ingegnerianapoli è un blog non blog -, i primi interventi altro non facevano che mutuare su blogspot quel che già c'era altrove, sopratutto su panoramio... semplici raccolte di fotografie già fatte e già pubblicate dal sottoscritto, senza che ci fosse un minimo di contorno stilisticamente rilevante.  Coi primi interventi in cui c'era spazio per parole oltre che per fotografie iniziai a cercare di personalizzare gli interventi, creando lo stile grafico e l'impronta di tutti gli interventi futuri, non più disordinati insiemi - per non dire accozzaglie - di parole, link e fotografie, ma un insieme che volesse spingere il malcapitato lettore verso conclusioni più o meno ricercate.  Prima ancora che il laboratorio napoletano iniziasse ad essere un blog su Napoli, su suggerimento di un'amica blogger, cominciarono ad apparire i primi interventi e le prime recensioni della sezione cinema, che incredibilmente per me trovarono sostenitori fra gli amici e furono riportate su diversi siti dedicati alla cinematografia.  Da lì in poi, fra video realizzati in casa o da amici, interventi più o meno politici, raccolte di canzoni, testi e poesie di quella che è la Napoli classica, pian piano il laboratorio ha trovato la propria identità e strada, con l'aggiunta delle sezioni prettamente "napoletane", delle guide turistiche e degli itinerari studiati per scoprire angoli fantastici della mia incredibile città natale, fino ad ottenere anche qualche soddisfazione, come essere presenti su aggregatori di rilevanza nazionale, essere citati direttamente da altri blogger, entrare in classifica wikio e scalarla dalla 45000ma posizione fino all'attuale 3550ma.
Buon mesiversario al mio piccolo blog ed un grazie sentito agli sparuti lettori che di tanto in tanto passano di qua!
Fabrizio Reale Web Developer

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Le feste finiscono ma i desideri ed i propositi?



Albero dei desideri, Galleria Umberto I Napoli
L'Epifania tutte le feste porta via... con la befana,  assieme al carbone inviato a destinatari ignoti, sulla scopa, accanto al cappello alla romana e dentro il sacco con tutte le calze ripartono verso  luoghi esotici e lontani, tutti i buoni propositi che abbiamo fatto in questo periodo di feste religiose. Ricomincia in pieno il solito tran tran, con la nota aggiuntiva dell'incremento del traffico causato dai saldi post-natalizi. Riprendono le file interminabili fuori alle grandi griffe, Fendi, Fay, Ferragamo etc. in barba ad ogni discorso o nota sulla crisi che ci attanaglia, i tanti mendicanti che oramai - guarda caso - si trovano più facilmente fuori ai supermercati che davanti agli ingressi delle chiese, torneranno a chiedere l'elemosina senza augurar nulla a nessuno, in particolar modo ai tanti che passano davanti senza nemmeno salutare, abbozzare una parola, anche un solo "no", i quali, dopo le festività durante le quali magari han financo "posato" qualche monetina, riprenderanno a far finta che gli "esclusi" non ci siano ma siano solo immagini di contorno di una realtà perfettamente funzionante. Bentornati nel viver quotidiano... rimettiamoci i nostri bei paraocchi e riprendiamo a svolgere con mestizia il compitino dato ai personaggi che quotidianamente appena indossiamo la maschera prima di scendere di casa impersoniamo.  Fine primo atto... la recita riprende...  e pazienza se i desideri resteranno appesi sugli alberi ed  i buoni propositi resteranno tali per mancanza di voglia e tempo... 
Fabrizio Reale Web Developer

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Natale a Beverly Hills - recensione ?


Ho atteso qualche giorno prima di "cimentarmi" con questa recensione in quanto davvero non sapevo nè so tuttora a cosa serva recensire quello che per definizione non è un film bensì un cinepanettone.  Quel che so per certo è che, da bravo tifoso del Napoli, ho dato il mio annuale obolo al buon De Laurentiis che, come sempre, ha subito premiato il pubblico di fede napoletana con un acquisto ad effetto nel mercato "di riparazione".  In realtà quel che avrebbe sicuramente bisogno di restauro è proprio il format stesso di cinepanettone, che almeno negli anni scorsi garantiva qualche sprazzo di risate ma che oramai fa ridere pochi, pochissimi e che, qualora non venga rinnovato, difficilmente potrà garantire l'afflusso enorme di spettatori - e di euro - degli anni scorsi. A prescindere dal fatto che la sceneggiatura, come sempre in tali casi, è davvero zoppicante, quel che davvero irrita lo spettatore è l'assenza di spessore di un trio di "figli d'arte" che sulla carta dovrebbe far faville "De Sica - Gassman - Tognazzi".  Fra battute volgari che fanno ridere i polli, qualche sedere al vento e ben poco altro,  "Natale a Beverly Hills" procede come se fosse una parata di stelle e stelline nostrane (Quattrociocche, Ferilli, Jo Champa, Paolo Conticini, la HunziKer, Massimo Ghini, persino una comparsata di Rossano Rubicondi) senza mai impensierire lo spettatore...  Gente che parla al telefonino, rumori di mascelle che masticano nervosamente popcorn,  chiacchiere più o meno a bassa voce...  il pubblico di Capodanno rispecchia sia l'Italietta rappresentata da Parenti che il clima di noia che la pellicola crea già dopo pochi minuti.

Giudizio: @

Visto il primo dell'anno al cinema Roma di Roccaraso. Sala stretta e lunga, schermo medio, posti numerati e prenotabili.
Fabrizio Reale Web Developer

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Banchi Nuovi e Santa Maria La Nova (Percorsi napoletani)



Chiesa di Santa Maria La Nova - Napoli (Dicembre 2009)

Napoli è una città dal patrimonio culturale, artistico, architettonico e sociale vastissimi: ogni via, ogni strada, ogni largo contiene un quantitativo enorme di monumenti, botteghe, chiese. "Percorsi napoletani" vuole essere una raccolta di mini guide che possano risultare interessanti sia per i turisti che per i napoletani alla ricerca delle proprie origini: percorsi fotografici con approfondimenti di storia, miti e cultura delle singole vie napoletane, di quei tanti "piccoli mondi antichi"  che contribuiscono a rendere unica una città come Napoli. 

Percorso n.1: "I Banchi Nuovi": Da Via Monteoliveto a Via Mezzocannone, passando per Santa Maria la Nova.

Percorso n.1 - da maps.google.it
Come penso si comprenda facilmente dalla cartina mostrata, il primo percorso proposto parte da via Monteoliveto ed attraversa una parte della Napoli antica costellata di palazzi rinascimentali e seicenteschi, chiese medievali e barocche, Università e botteghe artigiane.
Partendo da di fronte alla ampia scalinata della Posta Centrale la prima via che si imbocca è "Santa Maria la Nova" dal nome dell'omonima chiesa che sovrasta e domina via e Largo, nome che richiama il fatto che tale chiesa sorse su un terreno donato ai francescani da Carlo D'Angiò dopo che costui aveva richiesto per sè il terreno su cui sorgeva una più antica "Santa Maria Ad Palatium" per costruirvi parte di quello che sarebbe diventato il Maschio Angioino (o Castel Nuovo).  Poco prima della chiesa è culinariamente interessante la pizzeria "Ma Tu Vulive a' pizza" fondata qualche anno prima di morire da Aurelio Fierro:  appartiene al classico format delle pizzerie napoletane: pizza e poco più con nomi delle pizze dedicati alle canzoni napoletane classiche, da maruzzella a scapricciatiello, con particolare attenzione a quelle cantate dal fondatore.  Consigliati pagnottielli ripieni, una sorta di variante del "panuozzo".
Proseguendo si arriva in Largo Santa Maria la Nova, la cui estetica attuale è stata data nei primi anni '90 durante il "rinascimento napoletano". E' oramai un ricordo la palma,  che ha dominato il giardinetto e sovrastato la piazza  per decenni, divorata come tante a Napoli dal famelico punteruolo rosso.  La chiesa, semplice ed austera dall'esterno, è ricca e fortemente baroccheggiante al suo interno, con un pregevole e bellissimo soffitto a cassettoni dorato e finemente decorato, visibile senza dover stare a naso all'insù grazie a una serie di specchi posti al centro dell'unica navata.  Per una più ampia descrizione di quanto vi sia all'interno fra monumenti marmorei e sepolcrali, dipinti ed altro, rimando a wikipedia.  Dei due fantastici ed antichi chiostri, solo quello adiacente alla chiesa e minore per dimensioni è liberamente accessibile, essendo fra l'altro sede di diverse associazioni culturali e/o benefiche; il secondo chiostro è da anni sede del consiglio Provinciale e visitabile, in parte, solamente in occasione di eventi culturali o mostre. Piazza Santa Maria la Nova è da anni ritrovo notturno di giovani di ogni tipo, in massima parte studenti universitari e, girando da quelle parti di sera, non è raro sentire il classico odore dolciastro di marijuana.  Proseguendo per via Santa Maria la Nova, poco prima del civico 32,  noto ai più per aver dato ospitalità per anni a Pino Daniele,  di fronte all'ingresso della Provincia si trova un piccolo bar presente su diverse guide: ci si reca in genere al bar Battelli il mattino per la colazione - consigliati su tutti le treccia ed i pasticcini crema ed amarena -  e da poco dopo le 10 fino ad ora di pranzo per le famose pizzette rotonde, pari per sapore solo a quelle realizzate dal bar Moccia di via San Pasquale.  Con una curva a gomito via Santa Maria la Nova cede il passo a via Santa Maria dell'Aiuto, piccola strada costellata di botteghe artigiane di antica origine (sulla sinistra troverete uno dei pochi artigiani ancora addetti a riparare pezzi di ottone ed antichi lampadari) e dominata da quel piccolo gioiello artistico che è la chiesa che dà il nome alla strada. La chiesa di Santa Maria dell'Aiuto rappresenta, come scritto anche su wikipedia, uno dei più riusciti esempi di barocco realizzati a Napoli nella seconda metà del 1600 ed andrebbe inserita nei percorsi turistici in quanto tornata agli antichi splendori dopo il recente restauro completo. Si tratta di un classico esempio di chiesa realizzata come "ex-voto"  per ringraziare la Madonna per la fine di una grave pestilenza.  L'effige che domina la chiesa è oggetto di venerazione da parte della gente del quartiere ed il retro dell'altare è infatti costellato di lapidi votive. Da oltre trent'anni la chiesa, sede parrocchiale,  è affidata a Padre Gennaro Acampa,  molto amato ed apprezzato dagli abitanti della zona.  Per notizie maggiori sulla storia della chiesa rimando al sito internet della comunità parrocchiale.
Vico Santa Maria dell'Aiuto sbuca nel largo "Ecce Homo" da cui si dirama via "Banchi Nuovi", una delle vie più antiche e caratteristiche di Napoli. Ai Banchi Nuovi si trovava la celebre banca dell'acqua di zi' Nennella, acquafrescaia citata nella "Napoli di Bellavista" di Luciano de Crescenzo.  Sempre ai Banchi Nuovi, all'angolo con via Santa Chiara, si trovava il palazzo in cui furono fatte le riprese della famosissima scena del caffè di De Filippo in "Questi Fantasmi", in una casa andata letteralmente in fumo pochi mesi fa a causa di un incendio. Ancora ai Banchi Nuovi, nel 2009 sono state girate alcune scene dell'ultimo film (Passione)  di John Turturro. Non va dimenticato che una delle opere di Matilde Serao, il Paese della Cuccagna,  inizia proprio con uno sguardo sui colori e gli odori provenienti dai Banchi Nuovi.  Va sottolineato che, al di là della grandissima vitalità che anima la via ed i vicoli intorno ad essa, con botteghe artigiane e negozi alimentari, al di là della presenza, accanto alla gente del luogo, di numerosissimi studenti universitari, buona parte dei palazzi storici dei Banchi Nuovi  vessa in condizioni precarie per non dire pietose: è il caso della chiesa dei Santi Cosma e Damiano ai Banchi Nuovi, così come il caso dello splendido palazzo Penne di Piazzetta Teodoro Monticelli. Fra le note liete, da questo punto di vista, il restauro in anni recenti della chiesetta dell'Ecce Homo ai Banchi Nuovi.  Proseguendo per i Banchi Nuovi, superato l'incrocio con Via Santa Chiara, strada che passa accanto all'omonima chiesa e sbuca in via Benedetto Croce, si giunge in largo San Giovanni Maggiore, dominato dalla bella facciata rinascimentale del Palazzo Giusso, sede dell'Università degli Studi Orientale.  I negozi della zona sono ovviamente "a tema" universitario e pertanto c'è ampio spazio per bar, tipografie e cartolerie. Il percorso termina qui, in prossimità di Via Mezzocannone.  Da qui si potrà facilmente giungere a Piazza San Domenico Maggiore ed iniziare itinerari più canonici presenti su tutte le guide.


Itinerario n.4 della guida di Napoli di laboratorionapoletano.com - ultima modifica il 28/11/2011
Fabrizio Reale Web Developer

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E fuori nevica... laboratorio fotografico




Neve su ramo, Roccaraso - Gennaio 2010


... La capacità di stupirsi con poco, come accade ai bambini...
Questo è quel che auguro sempre a tutti i miei cari: riuscire a "meravigliarsi" anche solo guardando i fiocchi di neve che cadono dal cielo o i flutti che si infrangono in una giornata di tempesta sugli scogli. 
Dal mio canto, fotografare o - per essere esatti - provare a fotografare i fiocchi di neve nella loro armoniosa danza che dalle nubi porta fin giù  è stata una bella prova, dato che raramente mi son trovato in mezzo ad una tempesta di neve ed ancor più raramente ero nella possibilità di scattar fotografie.  Le due che pubblico, a monte e valle di queste poche righe, esprimono bene sia la bellezza della neve appena posatasi, che va a coprire con una morbida coltre qualsiasi cosa, anche un cespuglio oramai privo delle foglie e colorato solo da bacche rosse, sia l'impeto delle decine di migliaia di fiocchi di diverse dimensioni che cadono seguendo percorsi curiosi nel loro lento incedere verso terra.



Fiocchi di neve in caduta libera, Roccaraso, Gennaio 2010


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Ma il cielo è sempre più blu e l'Italia del XXI secolo... video da youtube





Cari i miei sparuti lettori, vi giro questo  bel video realizzato con materiale preso da google e youtube da un amico, a cui faccio i complimenti per l'ottimo montaggio e la pazienza necessaria per recuperare e ricostruire in immagini e video il testo di una canzone bella ed attuale oggi come trent'anni fa.  Mi ritrovo a scrivere indirettamente di Rino Gaetano a un mese di distanza dalla lettura della favola a fumetti disegnata da Andrea Scoppetta e, sempre con stupore, ad ogni rilettura artistica dell'opera del cantautore calabrese noto quanto l'Italia in oltre un quarto di secolo sia cambiata davvero poco, nonostante guerre, attentati, tangentopoli e la caduta del muro.  Molti dei problemi di allora sono di attualità ancora oggi... la Salerno-Reggio Calabria è ancora un inferno di asfalto... le linee ferroviarie siciliane sono ancora ferme a quelle borboniche... alcuni dei potenti di allora sono ancora ben saldamente attaccati alle loro poltrone e, sopratutto, al di là dei nomi, certe pratiche, alcuni modi di agire e pensare sono rimasti tristemente immutati.... l'Italia, ha ragione in questo il mio amico omonimo, è sempre in mezzo ai flutti ma si ritrova sempre felicemente dimentica di tutti i propri problemi e dei propri drammi di fronte a una partita di calcio... ma il cielo è sempre più blu...
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Buon Anno



A tutti gli amici, a tutti i conoscenti, a quanti in questi quattro mesi da blogger si son trovati a passare di qua, auguro
Buon Anno
Come già scritto qualche giorno fa e come visibile in immagine... i fuochi d'artificio più belli son quelli organizzati dalle amministrazioni comunali o dalle società chiamate direttamente da alberghi, ristoranti od altro. Attenti a maneggiare botti pericolosi ed evitate assolutamente quelli non a norma!

Che il 2010 possa portare tante novità a tutti e che sia finalmente l'anno in cui si decida di investire nella ricerca per garantire un futuro (migliore) a noi ed alle generazioni future.
Fabrizio Reale Web Developer

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