Nuova società trasporto pubblico di Napoli: aiutiamo il comune a trovare il nome il nome (entro il 5 luglio)

Si intravede l'uscita dal tunnel della crisi dei trasporti ?  (foto Stazione Toledo - metro linea 1 )
In occasione della fusione di ANM - metronapoli - Napolipark e della nascita di una nuova società unica del trasporto pubblico di Napoli,  il comune di Napoli ha lanciato una sorta di "sondaggio" on line per individuare il nome della nuova società.
Chiunque, fino al 5 luglio 2013, potrà inviare una propria proposta, indicando sia l'acronimo che il nome per esteso proposto. Sul sito è ben chiarito che "La partecipazione all'iniziativa non prevede alcun tipo di compenso nè di rimborso." e che inviando la proposta si autorizza "il Comune di Napoli ad utilizzare gratuitamente la mia proposta per gli scopi e le finalità di questa iniziativa".
La nuova società raccoglierà l'eredità della situazione di profonda crisi in cui versa il trasporto pubblico su gomma, le opportunità da cogliere dal trasporto pubblico su ferro (metropolitana linea 1 e 6 nonchè le storiche funicolari)  e tutta l'attività (in forte attivo si immagina) di gestione delle aree di sosta. 
Al di là del nuovo nome, gli obiettivi della nuova società sono ambiziosi e - qualora realizzati - porterebbero davvero Napoli in un contesto di mobilità sostenibile:
  • Rinnovo progressivo parco bus nel 2014
  • Acquisto 10 nuovi treni della metropolitana linea 1 (con aumento frequenza corse, portandola a un treno ogni 5 minuti)
  • Chiusura depositi bus di Posillipo-Fuorigrotta, del deposito bus di Garittone; l'officina bus di Galileo Ferraris entro il 2013
Considerato che attualmente i bus in circolazione sono poco più di 200 e che la frequenza della metropolitana è di 7 minuti nelle ore di punta e di 10-12 minuti per la maggior parte della giornata...  si tratterebbe di una rivoluzione epocale per la città di Napoli.
Per quanto riguarda il nome...  c'è sicuramente chi proporrà un'operazione "amarcord" rilanciando l'antico acronimo ATAN (Azienda Tranvie Autofilovie Napoli)  che nel dopoguerra aveva rilevato la rete di trasporto pubblico della città di Napoli dalla EAV (Ente Autonomo Volturno).

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