Visualizzazione post con etichetta vicoli di Napoli. Mostra tutti i post
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Uno spaccato da palazzo Sansevero fino a via del Sole e Caponapoli
Uno spaccato che taglia il centro antico di Napoli, fra i tre decumani: dalla cappella di Sansevero (sulla destra in foto) su fino ad intravedere Sant'Aniello a Caponapoli, in quella che era l'acropoli dell'antica Neapolis. Le strade ritratte nella fotografia scattata da palazzo Sansevero sono via Raimondo de Sangro di Sansevero e via del Sole.
Quartieri spagnoli, via portacarrese a Montecalvario
Via Portacarrese a Montecalvario è una strada che si inerpica, fra scalinate e salite, da via Toledo fino a Corso Vittorio Emanuele. Guardando Napoli da là, in mezzo ai Quartieri Spagnoli, si nota quanto l'oleografia e certi luoghi comuni fotografici siano ancora forti, inevitabili: i bassi, i panni stesi, qualche motorino parcheggiato a casaccio, i muri diroccati... difficile negare che almeno in parte non sia così... nei prossimi giorni mostrerò magari su diarionapoletano.wordpress.com anche un altro aspetto "fotograficamente rilevante" dei quartieri spagnoli, più recente ed ugualmente interessante.
Vicoli di Napoli: vico dei Maiorani
Il decumano maggiore è luogo di enormi contrasti, ben riassunto dall'opera di Banksy che ancora oggi, dopo diversi anni, è visibile a piazza Girolamini. I vicoli che si diramano da via Tribunali sono pieni di fascino ma al contempo incutono quasi timore, antichi cardini del tessuto urbanistico della Neapolis greco-romana che collegano i tre decumani (Spaccanapoli - Tribunali - Anticaglia per meglio intenderci). Fra questi vico dei Maiorani si apre proprio in prossimità di piazza dei Girolamini, scendendo ripido verso via San Biagio dei Librai.
La strada dell'anticaglia ed il teatro romano di Neapolis
Il decumano superiore di Napoli è il meno frequentato dai turisti, che in genere preferiscono visitare decumano maggiore (via Tribunali) e inferiore (Spaccanapoli), ma è quello che forse meglio mostra la millenaria stratificazione che ha reso unica Napoli. Passeggiando poi per la strada dell'anticaglia (già il nome è tutto un programma) affiorano enormi pezzi del teatro romano di Neapolis, celebre per dimensioni e per essere luogo d'esibizione dell'imperatore Nerone, inglobato ed assorbito dalla città nel corso dei secoli. In particolare in foto sono visibili le due imponenti arcate che servivano da strutture di rinforzo per il teatro.
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Vicoli di Napoli: calata santi Cosma e Damiano di sera
Calata Santi Cosma e Damiano, illuminata di sera dal giallo delle vecchie luci, nasconde in parte le cicatrici di una delle zone più degradate del centro antico, fatte di palazzi nobiliari decaduti, chiese abbandonate, edicole votive di ogni epoca e graffiti vandalici accostati ad opere di street art .
Da notare che il vicolo, una calata stretta e ripida, da qualche settimana presente un poggiamano centrale, fatto installare dalla seconda municipalità di Napoli.
Vico di piazza Larga, Napoli: strettoie e street art
Vico I di piazza Larga, a dispetto del nome, termina con un microscopico passaggio che solo uno dei tanti punti di (s)contro fra i palazzi costruiti negli ultimi venti anni lungo via Nuova Marina e quel che c'era prima nella zona degli Orefici più interna. E' impressionante notare, anche a causa della diversa angolazione fra la viabilità precedente e quella più recente, come gli spigoli degli enormi palazzi vadano quasi a sfiorare finestre e balconi di quel che c'è intorno. Questo accade, oltre che per il palazzo in foto, che ospita dipartimento dell'Università degli studi di Napoli Federico II, anche per il palazzo del Mediterrano, che ospita la nuova sede dell'università L'Orientale. Da notare parte di un murales più ampio di Cyop & Kaf.
Un'antica calata di Napoli fra street art ed antiche edicole votive...
Una stretta viuzza fra intonachi in parte caduti, panni stesi, esempi di street art ed antiche edicole votive, ecco come appare il tratto finale dell'antica calata Santi Cosma e Damiano, che collega Banchi Nuovi al Sedile di Porto, all'altezza dell'abbandonata chiesa di San Pietro in Vinculis e del tanto celebre quanto degradato palazzo Amendola in vico Melofioccolo. Sullo sfondo si intravede il profilo della chiesa di Sant'Onofrio dei Vecchi. In fotografia in primo piano è un murales di Cyop e Kaf risalente ad alcuni anni fa. Subito dopo si intravede un'antica edicola votiva risalente al XVII secolo.
Sulla lapide posta sotto quel che rimane dell'antica edicola votiva, è scritto
DOM
Divo Petro in Vinculis seu ad Ameliam
Monte de mercanti droghieri speziali manuvali
AD MDCLXII
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Panni stesi e vicoli di Napoli - cartoline
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| panni stesi e vicoli da fotografiareale.com |
Panni stesi e vicoli, un insieme fin troppo oleografico di luoghi comuni su Napoli, non sempre sono amati da chi fotografa Napoli. Pendino Santa Barbara con tutti quei panni stesi, però, rappresentava esteticamente una così bella immagine di Napoli dal non poter non essere fotografata.
Nota piacevole la passione con cui un passante di una certa età, guardando il sottoscritto con la macchina fotografica in mano, abbia iniziato a raccontare la storia di questa antica strada di Napoli, di come collegasse la città all'antico porto.
Per chi non lo sappia, infatti, durante il Medioevo il porto di Napoli era in corrispondenza dell'attuale piazza Bovio (difatti la chiesa paleocristiana di Sant'Aspreno al Porto, che era praticamente sulla spiaggia, è sotto il livello attuale della strada, sotto il palazzo della Camera di Commercio).
Questa foto fa parte della guida fotografica di Napoli di laboratorionapoletano.com.
Vico del fico al Purgatorio - vicoli di Napoli
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| Vico del fico al Purgatorio - da fotografiareale.com |
Vico del fico al Purgatorio: solo a Napoli i nomi delle strade riescono ad
essere ancora più magici dei luoghi stessi. Che si stia camminando sul
decumano inferiore (spaccanapoli- San Biagio dei Librai) o sul decumano
superiore (via tribunali) nel cuore antico di Napoli è impossibile non
notare vico del fico al Purgatorio, sia per la presenza di archi e di
qualsiasi elemento iconografico che possa riportare nell'immaginario
alla città di Napoli, sia perchè le indicazioni della strada sono
entrambe molto affascinanti, antica ed un po' rovinata dal tempo dal
lato di via dei tribunali, denso di ricostruzione storica dal lato di
via San Biagio dei Librai (una vera e propria epigrafe indica Vico del fico al
Purgatorio già vico del salvonato già vico dei Rota già vico degli
offieri).
Una tappa obbligata per chi voglia fotografare i vicoli di Napoli. Questa fotografia fa parte della guida fotografica di Napoli e della sezione cartoline di Napoli.
Vicoli di Napoli: pendino Santa Barbara di notte
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| vicoli di Napoli: pendino santa Barbara di notte |
Come già scritto in passato, il pendino Santa Barbara è un'antica strada napoletana - il nome fa riferimento ad una chiesa che da secoli oramai
non esiste più fondata nel 1190 (fonte) - che collega il sedile di Porto e piazza Bovio a via Ecce Homo e piazza Monticelli, ovvero alla parte antica della città risalente al XV e XVI secolo. Al termine della ripida salita fatta di gradoni antichi e consunti, illuminata con una tenue luce gialla ed intervallata da bassi, botteghe artigiane e panni stesi in gran quantità, è piazza Monticelli, in piena zona dei banchi nuovi, con palazzo Penne e la banca dell'acqua di zi' Nennella nascosta sotto un imbragatura di legno e ferro. Una fotografia di Napoli che rientra sia nella sezione "cartoline di Napoli" che ovviamente fra i "vicoli di Napoli" e che verrà pubblicata anche nel blog fotografico dell'autore.
Vicoli di Napoli: panni stesi e bandiere del Napoli - quartieri spagnoli
Bandiere del Napoli, panni stesi, la collina del Vomero sullo sfondo e tanta napoletanità in questa fotografia di uno dei vicoli di Napoli, vico Portacarrese a Montecalvario, in mezzo ai Quartieri spagnoli. Un'immagine di Napoli che entra di diritto nella sezione "vicoli di Napoli" fra le cartoline di Napoli fin qui pubblicate sul blog e che verrà riportata anche nel foto blog dell'autore.
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Vicoli di Napoli: rampe Montemiletto - cartoline di Napoli
| Rampe Montemiletto - maggio 2011 |
La Napoli nascosta, fatta ancora in parte di quegli stereotipi che l'han resa famosa nel mondo (panni stesi, bassi abitati, vicoli e colori), è facile da trovare nell'ampio dedalo di strade, vicoli e viuzze che coprono lo spazio che va dal corso Vittorio Emanuele giù fino a Montesanto. Le rampe Montemiletto entrano nella categoria fotografica vicoli di Napoli nella sezione "cartoline di Napoli". Scendendo per le rampe, affacciandosi, è facile ammirare degli scorci panoramici notevoli sul centro antico e sul golfo di Napoli. Una parte della città forse meno percorsa dai turisti, probabilmente più arcana, ma di sicuro interesse paesaggistico.
Un vicolo cieco e i ruderi di un antico palazzo - Vicoli di Napoli in Cartoline di Napoli
| Vicolo cieco - Via Santa Chiara - Napoli |
Ogni angolo di Napoli può sorprendere. Passeggiare per il centro antico è come scoprire ogni giorno un luogo diverso ed originale. I vicoli che si intersecano, incontrano e talvolta scontrano subito dietro l'affollata Via Benedetto Croce (il tratto più nobile forse di Spaccanapoli) formano un dedalo davvero particolare e non è raro incontrare un vicolo che va ad impattare contro un palazzo o una finestra facilmente visibile attraverso i ruderi di un'altra finestra più antica. Anche questo è frutto della profonda stratificazione di Napoli. La fotografia è volutamente stata saturata nei colori per evidenziarne i profondi contrasti fra il giallo dell'antico tufo ed i colori vivaci della plastica o dei panni stesi. Un secondo vicolo di Napoli nella sezione "cartoline di Napoli".
Vicoli di Napoli - pendino Santa Barbara - cartoline di Napoli
| Pendino Santa Barbara - Napoli - feb 2011 |
Napoli è famosa anche per i suoi colorati vicoli, in cui il grigio o il beige dei palazzi si mescola con i colori dei maglioni e delle lenzuola stese al sole. Alcune stradine, poi, sono intrise di storia e rimandi ad epoche antiche. E' il caso del pendino Santa Barbara, una ripida gradinata risalente al Medioevo, il cui nome fa riferimento ad una chiesa che da secoli oramai non esiste più fondata nel 1190 (fonte), che collega il sedile di Porto e l'ottocentesca sede della Borsa di Napoli, all'interno della quale vi è la camera di commercio, alla zona quattrocento-cinquecentesca della città. Al termine della salita infatti ci si ritrova in via Banchi Nuovi, accanto alla quattrocentesca facciata in bugnato dell'abbandonato ma pur sempre ricco di fascino palazzo Penne, su cui già si è scritto ampiamente in passato in occasione della pubblicazione del primo itinerario napoletano. Il vicolo è nascosto fra i palazzi ed in parte, sia all'inizio che al termine della salita, coperto da questi. Una suggestiva immagine di Napoli che non poteva mancare nella sezione Cartoline di Napoli.
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