La Basilica di San Giovanni Maggiore restituita a Napoli


La zona absidale della basilica di San Giovanni Maggiore a Napoli con i resti della chiesa paleocristiana e l'altare di Vaccaro
Dopo il prologo di metà dicembre, ha ufficialmente riaperto i battenti la basilica di San Giovanni Maggiore a Napoli, una delle chiese più antiche giunte ai giorni nostri, la cui fondazione è risalente al IV secolo, che ha attraversato non senza problemi i secoli dall'epoca paleocristiana fino ai giorni nostri. Chiusa da decenni - chi scrive non era mai entrato in questa chiesa nonostante sia stata "virtualmente" la sede della parrocchia in cui è stato battezzato -, saccheggiata nel corso del XX secolo più volte, la basilica di San Giovanni Maggiore è stata oggetto di un profondo lavoro di restauro e di recupero, durato purtroppo oltre trent'anni.  La chiesa restituita a Napoli è una delle testimonianze della profonda stratificazione storica della città, dato che è possibile da una parte - nella zona absidale - notare residui della chiesa paleocristiana, con colonne probabilmente provenienti da Leptis Magna, ammirare le colonne corinzie risalenti al VI secolo, tombe e lapidi di epoca medievale, oltre all'aspetto attuale dovuto ai profondi lavori di ristrutturazione che la basilica subì nel corso del XVII, ad opera di Dionisio Lazzari, con l'altare di Domenico Antonio Vaccaro - purtroppo in parte vandalizzato - e l'imponente affresco che raffigura la predica di San Giovanni Battista ai discepoli del XVIII secolo.
la navata principale della basilica con l'affresco imponente sul retro del portone principale
Una delle prime chiese realizzate dopo la liberalizzazione del culto cristiano, leggenda vuole che fu proprio l'imperatore Costantino a chiedere la costruzione della basilica come ringraziamento. Se dell'originale paleocristiano restano diverse tracce, ben poco è rimasto della "versione" bizantina della chiesa così come delle modifiche angioine ed aragonesi, dato che la conformazione della chiesa è tipica sia del barocco che del Settecento partenopeo.
Per l'inaugurazione di ieri, un concerto di Moni Ovadia, erano centinaia le persone giunte mosse dalla curiosità di ammirare per la prima volta o nuovamente dopo decenni, un tempio importante come questo.  
Sono previste ulteriori manifestazioni promosse dall'associazione degli ingegneri partenopei e l'edificio riaprirà finalmente al culto, probabilmente con la presenza del cardinale Sepe,  durante il periodo pasquale.
Un capitello corinzio
altra vista della navata principale della basilica di San Giovanni Maggiore

Fabrizio Reale Web Developer

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