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Tra le nuvole - la recensione dell'ultimo film con George Clooney

L'oggetto della recensione odierna, Tra le nuvole, è un film che ha il raro pregio di alternare momenti di riflessione a momenti in cui è inevitabile sorridere, anche grazie alla mimica del sempre bravo George Clooney, che interpreta Ryan Bingham, un tagliatore di teste,  il cui mestiere è "congedare" i dipendenti di aziende in difficoltà finanziarie, riducendo al minimo le spese legali, cercando di convincerli che anche senza lavoro, con qualche mese di benefit ed assistenza sanitaria si può sopravvivere. Durante l'intera durata della pellicola si incontrano e talvolta si contrappongono  lo stile di vita, una vera e propria filosofia, e la sua vita reale.   Il protagonista rifugge la famiglia,  non ha una casa e passa 320 giorni su 365 in volo, tra le nuvole appunto.  Il cinismo del personaggio nel gestire la propria vita privata e nel saper trovare le parole giuste per licenziare volti di donne ed uomini mai visti prima sono strettamente legati e la filosofia dello zaino vuoto, ovvero la consapevolezza che si può vivere bene senza caricare su se stessi tutti quei pesi e fardelli tipici della vita in società, problemi legati alla propria famiglia, ai propri affetti, ai propri amici, alle necessità di gestire la propria abitazione, sembra a inizio film essere realmente la giusta soluzione in un' America in crisi di lavoro e di ideali, con coppie che si separano e senza aver certezza alcuna del futuro.  Il Clooney tagliatore di teste viaggia leggero nella mente e nel bagaglio, rigorosamente a mano ed imbarcabile su tutti i voli American Airlines. L'incontro, uno casuale ed uno forzato, di Ryan-George con due donne, cambierà molto nella vita del protagonista,  stravolgendo il proprio "credo", spingendolo a riavvicinarsi alla famiglia ed a cercare affetti duraturi, i risultati finali non saranno però necessariamente quelli attesi.
L'America descritta da Jason Reitman non può cambiare in un istante ed il protagonista, una volta  senza lo schermo di protezione delle proprie idee, verrà travolto da un cinismo maggiore di quello proprio: la realtà a terra è molto più dura e triste di quanto possa sembrare,  chi perde il lavoro talvolta asprira davvero al suicidio, chi cerca un amore spesso lo fa solo per evadere dalla propria vera vita familiare... forse... davvero quel vivere "tra le nuvole", sempre in volo e senza mai poggiare i piedi per terra per più di una mezza giornata, può essere una soluzione, un modo di vita reale contrapposto a quanto accade laggiù, sotto le nuvole, a miglia e miglia di distanza.  Il film rientra nel filone delle tragicommedie: si affrontano temi "pesanti" cercando di spingere lo spettatore a sorridere, anche se il più delle volte si tratta di un sorriso ironico e talvolta sarcastico. Le due donne che accompagnano il protagonista da un certo punto del proprio viaggio in poi hanno un ruolo cardine nello scardinare la robusta armatura che Clooney-Ryan si era costruito negli anni di duro lavoro e dura vita solitaria:  la bella manager in carriera, abituata ad amori fugaci fra un volo e l'altro (interpretata da una convincente Vera Farmiga ), capace di emozionarsi dinanzi al numero spropositato di tessere fedeltà in possesso di Ryan e dalla "lunghezza" delle miglia accumulate da costui, e la ragazzina  neolaureata ( interpretata da una sorprendente Anna Kendrick, vista finora nei panni di una studentessa liceale nella saga di Twilight), piena di buone idee e propositi, il cui futuro costruito a tavolino nella propria spensierata mente crollerà come un castello di carta. Saranno loro a portare Ryan su nuove strade, da lui mai percorse ed a riavvicinarsi a "casa".
Alcune trovate sono davvero divertenti, nonostante la volontà del regista sia sopratutto quella di far riflettere sui problemi legati alla crisi economica e nonostante l'assenza del lieto fine talvolta atteso durante la visione del film.  L'eccitazione che prende Ryan- George  e Alex-Vera quando l'argomento è  il numero di miglia accumulate è davvero spassosa, così come le diversioni comiche create dalla necessità da parte del protagonista di scattare fotografie in vari luoghi a un cartoncino con su raffigurati la sorella ed il futuro marito ne sono un esempio.
Va ricordato che nel film recitano come comparse una ventina di "veri" disoccupati, licenziati a causa della crisi economica.

Giudizio sintetico: @@@@@

Non consiglio il film ai bambini in quanto, sebbene adatto per il linguaggio adoperato, l'assenza di scene di sesso (c'è una sola scena di nudo che dura 1 secondo) e di violenza, l'argomento trattato può risultare pesante per un pubblico ultra giovane.

Visto al Martos Metropolitan, sala 5. Come già scritto ampiamente la sala è comoda, ottimo l'audio e la visuale.  Unico neo, al momento, il numero ridotto di personale rispetto ai tempi del "Warner Metropolitan" che in questi giorni di calca causata dal fenomeno Avatar può causare lunghe file anche per comprare i pop corn o una bottiglietta d'acqua.

Questa recensione è presente anche nel blog dedicato al cinema "cinemarecensionilab".
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Commenti

marco46 ha detto…
bel film, davvero bello
l'ho visto con mia moglie, che non l'ha apprezzato (la capisco: 10 anni fa è stata costretta a dimettersi da un boss davvero bastardo e le brucia ancora...) e penso che comprerò il DVD (quando un film merita di essere visto, merita di essere rivisto)
qualcuno lo cataloga come COMMEDIA, io lo vedo come un DRAMMA: dramma della solitudine, dramma della precarietà, per alcuni dei licenziati è TRAGEDIA
a meno di non considerare "lieto fine" la conversione del protagonista che non solo scopre la necessità di un legame duraturo ma addirittura REGALA un volo intorno al mondo agli sposini (mica male come regalo)
Fabrizio Reale ha detto…
Come ho già scritto, anche a me è piaciuto davvero, sia per l'impostazione che per la qualità indiscussa del Clooney attore. Lieto fine non c'è... resta un film drammatico con spruzzi di commedia qua e là.
Anonimo ha detto…
Spessore minimo.
Trama simpatica ma fragile, scadente quando esce dallo schema di base.
Finale perfetto in linea con il racconto.
Consigliato a chi non ha mai perso il lavoro !

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